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Mentre la Delegazione italiana tornava da Melbourne, abbiamo intercettato Enrico Casella. Questa l’analisi del Direttore Tecnico Nazionale della Sezione Femminile al termine della trasferta in Coppa del Mondo in Australia: “La gara è andata in maniera eccellente per noi italiani. Con due azzurre sul podio, dietro l’americana Jade Carey che partiva con mezzo punto di vantaggio sulla nota D. I dati per noi sono più che confortanti. Adesso la situazione vede Vanessa e Lara alla pari con 75 punti speciali, alle spalle della statunitense, leader a quota 90. Il suo vantaggio al volteggio la obbligherà però a scegliere la rincorsa dei 25 metri per arrivare a Tokyo, lasciando libero il pass olimpico al corpo libero. A questo punto alla mercé delle nostre ragazze, il cui ex aequo si scioglierebbe solo sommando i migliori parziali tra i punteggi reali. Mancano però ancora due prove, a Baku e Doha, quindi è prematuro fare certi calcoli. In questo momento la Ferrari può fare affidamento su un oro, un argento e un bronzo, mentre la Mori (con la tedesca Kim Bui, che la precedette a Cottbus, già qualificata con la squadra), in chiave algebrica per la qualifica olimpica, può contare su tre argenti. Quindi nelle prossime tappe una vittoria farebbe guadagnare punti ad entrambe, invece Vanessa potrebbe avere benefici anche nel caso di un secondo posto, in sostituzione del terzo attualmente già in cascina. Per Lara la piazza d’onore, al contrario, non cambierebbe la classifica speciale, ma potrebbe influire sulla somma dei punti reali, in caso di pari merito. Insomma è ancora tutto aperto. L’importante è essere in pedana sia in Azerbaijan, sia in Qatar, perché è l’unico modo per difendere le posizioni rispetto ad eventuali inserimenti di altre ginnaste. La situazione al momento appare abbastanza delineata, a nostro vantaggio. Quindi vinca la migliore, purché sia uno dei due caporali dell’Esercito. Che altro dire? Qui sono state bravissime. Non posso che fare loro i miei complimenti. Abbiamo deciso di non arrivare a Melbourne troppi giorni in anticipo, per una scelta strategica che alla fine ha pagato. Con ancora addosso il jet lag, hanno tirato fuori due prestazioni stupende, sia in qualifica, sia in finale. Hanno dato il massimo. Una nota particolare, concedetemela, per la Ferrari che riportava lo Tsukahara avvitato in una gara ufficiale dopo tanto tempo. Non lo eseguiva più dell’incidente ai Mondiali di Montreal del 2017. Anche dal punto psicologico è stato un grande passo avanti, per un’atleta al rientro in una competizione ufficiale dopo dieci mesi di convalescenza. Adesso si torna a casa. Abbiamo letto su internet le notizie del Coronavirus. In Australia, pur essendoci stati dei morti, non si percepiva alcun allarmismo. E’ vero che non hanno fatto entrare la Cina, però, per il resto, non c’erano altre situazioni restrittive. Nelle palestre di riscaldamento e al palazzetto abbiamo visto qualcuno con la mascherina, niente però di eclatante. Speriamo si possa tornare presto alla normalità anche in Italia”.