Baku - Tra Magnesia e Mimose, Chiara e Angelica onorano la trave. Le donne splendono con Okamura. Ivanov, Chepurnyi e Tang "best men"
Day 2 di Coppa del Mondo a Baku e, nella Giornata internazionale della donna, le mimose dorate sono tutte per la giapponese Mana Okamura che si aggiudica sia la finale alla trave - battendo con 14.133 la regina delle parallele asimmetriche, l’algerina Kaylia Nemour, seconda a quota 13.800 – sia la finale al corpo libero – con 13.533, davanti alla migliore del volteggio di ieri, l’AIN Anna Kalmykova, argento oggi a quota 13.366. I bronzi vanno all’altra nipponica Shoko Miyata, 13.533 sull’asse da cinque metri, e alla turca Sevgi Kayisoglu, che con 12.700 tiene a bada, sul quadrato centrale della MGA azera, l’assalto della marocchina Salina Bousmayo (12.333). Ai piedi del podio della trave, invece, ci finisce l’italiana Chiara Barzasi. L’astro nascente della Renato Serra, allenata da Massimo Gallina, si ferma a 13.233 (D 5.5 - E 7.733), a tre decimi dalla medaglia. Un altro step di avvicinamento per la diciottenne bergamasca, dopo le convincenti prestazioni ai Mondiali di Giacarta. Deve accumulare, invece, ancora un po’ di esperienza la giovanissima Angelica Finiguerra, classe 2009 di Milano, seguita a via Ovada da Paolo Bucci e Tiziana Di Pilato. La promessa della Forza e Coraggio vanifica una buona esecuzione sbagliando l’uscita sul doppio avvitamento e mezzo. Il 12.800 (D 5.1 - E 7.700) le vale la sesta piazza dietro l’ucraina Anastasiia Lev (12.833). Il rammarico nasce soltanto dal fatto che in qualifica la diciassette meneghina aveva il terzo miglior punteggio, pari merito con la più esperta connazionale, che però, lato suo, si migliora di due decimi rispetto al 13.033 del Q1. La gara è stata trasmessa in diretta su SportFaceTv con la telecronaca di Marcello Brancaccio e Thomas Grasso, ed è ancora disponibile in piattaforma, on demand e gratuitamente.
Sul fronte maschile, assenti i nostri alfieri per una serie di sfortunati errori nella due giorni di ammissione, vince, al cavallo con maniglie, il bulgaro David Ivanov (14.066), precedendo il belga Kilan Van Der Aa (13.900) e l’australiano Jesse Moore (13.866). Sulla rincorsa dei 25 metri i salti sono di un altro pianeta: l’ucraino Nazar Chepurnyi fa suo il titolo al volteggio con la media fantastica del 14.549. Non è da meno quella del nipponico Wataru Tanigawa, che con 14.233 si deve accontentare della piazza d’onore. Terzo il russo Aleksei Usachev a 14.116. Il confronto conclusivo alla sbarra si risolve a colpi di stick bonus. Stoppano l’arrivo sia il taiwanese Tang Chia-Hung, sia il kazako Milad Karimi, ma è il fenomeno della Cina Taipei a prevalere di oltre tre decimi (15.366 contro 15.033). Terzo, malgrado la buona esecuzione da 14.400, il colombiano Angel Barajas. Si conclude così la seconda prova della World Cup dei grandi attrezzi, dopo l’esordio a Cottbus, in Germania. La prossima settimana il circuito della World Gymnastics si sposta ad Antalya, in Turchia. La FGI non parteciperà, per la concomitanza della seconda tappa di Serie A, a Biella, in Piemonte. Un’occasione imperdibile per ammirare dal vivo i nazionali italiani impegnati con le rispettive squadre di club. I biglietti sono ancora disponibili su Vivaticket.


