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Appena rientrato da Kitakyūshū il neocampione del mondo al corpo libero Nicola Bartolini è stato ospite su radio2 della trasmissione radiofonica “Non è un paese per giovani”, condotta da Massimo Cervelli e Tommaso Labate. “La mia mia medaglia è stata la ciliegina sulla torta di un 2021 sportivo nel quale l’Italia ha fatto i numeri – ha esordito il ginnasta sardo e quando gli hanno chiesto dei suoi vistosi tatuaggi ha risposto: “Un tempo erano visti in maniera diversa, anche dalle giurie della ginnastica. Adesso non ci fa caso più nessuno e per fortuna ti valutano solo per quello che fai in pedana. Adesso ne farò un altro per celebrare questa vittoria, lo spazio lo troviamo”. Il viaggio lunghissimo dal Sol Levante ha riportato a casa la delegazione dei grandi attrezzi, atterrata ieri alle 22.50, dopo un fugace scambio di consegne con le ragazze della ritmica. “Siamo arrivati a tarda sera, ho ancora il jet-lag, ma questa mattina sono andato a trovare il mio allenatore e i ragazzi dell’Accademia di via Ovada. Non mi aspettavo di vincere – prosegue il venticinquenne, campione italiano assoluto al corpo libero e tricolore a squadre con la Pro Patria Bustese - Sono andato in Giappone per provare il mio nuovo esercizio, e comunque l’obiettivo era la finale a otto. I giochi di Tokyo? A posteriori mi brucia ancora di più di non esserci andato, perché magari avrei potuto festeggiare una medaglia olimpica. Parigi diventa adesso il mio ultimo traguardo. Anche perché, se dovessi aspettare quanto ha fatto Vanessa dal suo mondiale di Aarhus, io arriverei a quarant’anni e non ce la potrei fare”. La Ferrari è unica, certo, ma adesso, grazie anche a Nicola e agli altri reduci di un mondiale da sogno, sentirà sempre meno la solitudine dei numeri primi.