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Agnes Keleti celebra il suo centesimo compleanno. La ginnasta ungherese è la più anziana campionessa olimpica vivente. Nata a Budapest il 9 gennaio 1921, di origini ebraiche, è sopravvissuta all'Olocausto, ed oggi festeggia il suo centenario con un’esibizione. "Mi sento bene, ma non mi piace guardarmi allo specchio, questo è il mio trucco per restare giovane!" ha detto nella sua casa di Midtown, a Budapest, la scorsa settimana. Cinque volte campionessa olimpica, Keleti, che iniziò a praticare ginnastica all'età di 4 anni, nel 1925, e a 16 si laureò per la prima volta campionessa, è la ginnasta magiara di maggior successo (nel corso della sua carriera, tra il 1937 ed il 1956, vinse per 10 volte il titolo nazionale) e, tra le donne, l'atleta ebrea più decorata della storia. Avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi estive già nel 1940, se non fosse stato per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che annullò la competizione sia nel 1940 sia nel 1944. Suo padre morì nel campo di concentramento di Auschwitz. Al termine del conflitto, riprese ad allenarsi e si qualificò per i Giochi di Londra del 1948, ma a causa di un infortunio dovette rinunciarvi. Nel 1952, a 31 anni, riuscì finalmente a prender parte, per la prima volta, alle Olimpiadi: ai Giochi di Helsinki ottenne 4 medaglie, tra le quali l’oro nel corpo libero. Due anni dopo, nel 1954, gareggiò ai campionati del Mondo, a Roma, dove si piazzò prima alle parallele asimmetriche. Ai Giochi di Melbourne vinse altre 4 medaglie d'oro e 2 d'argento, inoltre, a 35 anni, divenne la più anziana ginnasta ad aver vinto l'oro. A seguito della rivoluzione ungherese, che scoppiò proprio durante quelle Olimpiadi, scelse di restare in Australia e di ricevere asilo politico, assieme ad altri 44 atleti della sua delegazione. L'anno successivo, nel 1957, decise di non far ritorno a Budapest e di trasferirsi in Israele, ritirandosi dall'attività agonistica. Dopo lavorò come istruttrice di educazione fisica all'Università di Tel Aviv e al Wingate Institute a Netanya. Inoltre allenò e lavorò per la squadra nazionale israeliana di ginnastica artistica durante gli anni '90. Inserita nell'International Jewish Sports Hall of Fame nel 1981, nell'Hungarian Sports Hall of Fame nel 1991 e nell'International Gymnastics Hall of Fame nel 2002, la vediamo nella foto di Tamás Róth, estremamente felice, nel suo appartamento pieno di cimeli e ricordi olimpici, con foto e tazze esposte ovunque, mentre sfoglia una nuova biografia scritta dai giornalisti Sándor Dávid e Dezső Dobor per celebrarne il compleanno: "La regina della ginnastica, 100 anni di Agnes Keleti". La sua vita sembra il copione di un film e alla luce della drammatica pandemia da Sars-CoV-2 appare un inno alla resilienza olimpica. Vanta un altro record unico nella storia a cinque cerchi ungherese, avendo vinto tre medaglie d'oro nello stesso giorno e quattro, tutte insieme, in un’unica edizione dei Giochi. Un giornale una volta la definì "l'ottava meraviglia del mondo", anche se non all'epoca in cui la sua stella splendeva in pedana, ma decenni dopo, quando insegnava ginnastica e allenava le sue giovani eredi. Nonostante ciò la vita di Ágnes è stata piena di sofferenza. Grazie al suo spirito forte è riuscita a superare le avversità ed ha sempre trovato la via d'uscita per raggiungere la felicità. Ha vissuto la sua vita in due paesi: ha vinto le medaglie olimpiche per la sua patria natale, l'Ungheria, e ha dato alla luce due figli nella sua terra d'elezione, Israele. Ha lavorato in questo paese per decenni e alla fine si è guadagnata l'orgoglioso titolo di "madrina della ginnastica di Israele". Cento volte buon compleanno, Ágnes, anche da parte della Federazione Ginnastica d’Italia.