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Dietro l’esplosione di Alexandra Agiurgiuculese, bronzo mondiale con la palla nella rassegna iridata in corso a Sofia, c’è, oltre allo staff tecnico federale diretto da Emanuela Maccarani, con in testa la responsabile delle individualiste Elena Aliprandi, il lavoro della sua allenatrice societaria. Spela Dragas segue infatti la piccola stella di origini rumene fin dal suo arrivo in Italia e lo fa tutti i giorni nella palestra dell’Asu, in via Lodi 1, insieme alla sua assistente Magda Pigano e alla coreografa Laura Miotti. Tra le mura delle società del Presidente Alessandro Nutta la tecnica di Lubiana ha aiutato la piccola Alexandra a diventare una delle ginnaste più forti della Ritmica mondiale, insegnandole la lingua italiana e ospitandola per un lungo periodo in casa propria. Alexandra, infatti, si trasferisce da Iasi in Italia per ultima, quando il resto della sua famiglia lo aveva già fato lasciandola con il nonno. “La scelta tra la nazionale rumena e l’Italia è stata un scelta di cuore – ha sempre dichiarato – Avevo tre anni quando mio padre partì per Treviso, poi raggiunto da mia madre e i miei fratelli. Io sono stata l’ultima e avevo troppa voglia di riabbracciarli per restare nel mia Patria natia”. Con due allenamenti al giorno, spesso solo uno lungo al pomeriggio per conciliare la scuola all’Istituto Volta, un liceo scientifico sportivo, Spela ed Alex (naturalizzata dal 2015) hanno costruito un successo annunciato da una serie di incredibili record: le quattro medaglie di categoria agli Europei juniores di Holon 2016, il titolo alla palla agli Assoluti di Arezzo nel 2017 e quello alle clavette quast’anno a Terranuova Bracciolini, le medaglie in Coppa del Mondo, l’ottavo posto all around e il titolo di miss eleganza ai Mondiali casalinghi di Pesaro, l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Taragona 2018. Ma non è tutto rosa e fiori come sembra, e ad ammetterlo è la stessa ginnasta, che dietro un sorriso che ti stende, un visino espressivo da morire e una simpatia da cartone animato, nasconde tanto impegno e sofferenza, oltre ad una vicenda personale molto complicata. “Dopo l’infortunio abbiamo ricominciato da zero – racconta in mixed zone la Dragas, giudice internazionale di primo livello per la Slovenia, cittadina italiana dal 2009, laureata in giornalismo - Abbiamo toccato il fondo, ci siamo sentiti meno di niente dopo aver assaporato il successo nel 2018. Non era facile rimettersi in carreggiata, quando si scende dalle stelle alle stalle è durissima invertire la rotta. Abbiamo sofferto mesi e mesi, in due gare consecutive non siamo andati oltre i 10 punti. Sembrava finita, ma noi ci abbiamo creduto, entrambe. Fidandoci l’una dell’altra. Adesso questa medaglia mondiale, una medaglia che mancava in Italia da 27 anni, più che una vincita per noi è una rivincita. E’ un terzo posto dal sapore unico, che vale doppio, proprio perché siamo partiti da più lontano, prendendo la rincorsa. Alexandra ha creduto in me, io ho dovuto continuare ad incoraggiarla, anche quando davvero in pochi ci credevano. Zaidi Zaidi, la sua musica alla palla è quasi un inno bulgaro – prosegue l’ex allenatrice della Nazionale Slovena agli Europei di Budapest del 1999 dove ottenne una finale con le 10 clavette - Il body lo indossava per la prima volta e ci ha appuntato subito una medaglia. Con quello dell’anno scorso ha conquistato il titolo Longines. Ma non è finita qui. L’attuale Codice dei Punteggi sembra cucito addosso all’Agiurgiuculese. Lei è una ginnasta interessante, carismatica, coordinata per l’attrezzo ed ha doti fisiche incredibili. Se la salute la sosterrà sono sicura che potremo toglierci tante altre soddisfazioni. Alex non ha limiti, il bronzo di Sofia non sarà il suo ultimo piazzamento. Vedrete!"