Tartu - Tara d'oro per sette medaglie azzurre: Ritmica Italia, buona la prima! E il Team Baby vola sulla piazza d'onore
I verdetti del Miss Valentine sono una lunga lista di numeri, a quantificare una trasferta che ha raggiunto il suo obiettivo primario, testare il livello di preparazione delle ginnaste azzurre coinvolte. Dopo l’argento a squadre e il bronzo di Sofia Raffaeli nei rispettivi concorsi generali, oggi sono arrivate altre medaglie. L’olimpionica di Chiaravalle ha collezionato un altro terzo posto con la palla (26.000), sfiorandolo al nastro (26.700). L’agente marchigiano delle Fiamme Oro si è poi fermata in sesta posizione con il cerchio (25.300). Ma è dall’altra poliziotta, la friulana, che arriva la lieta novella di giornata: Tara Dragas è la migliore con la palla (27.350) ed è seconda alle clavette (28.300) alle spalle di Liliana Lewinska (29.550). L’exploit della stella dell’ASU, che ieri aveva chiuso quarta nell’all around, è un po’ come rispondere all’appello con un: “ehi, sto arrivando anch’io!”. Nella tre giorni estone, infatti, tutte le nostre big hanno battuto almeno un colpo, dimostrando di essere sulla strada giusta. Anzi, sono stati forse i passi falsi quelli più preziosi, perché consentiranno alle atlete italiane di perfezionare ciò che non lo è, conscie di essere state quasi perfette nel resto. Perché come dice Sinner, che si vinca o che si perda, il giorno dopo ci si allena. E in tale ottica vanno letti i quarti posti di Tara al cerchio (25.950) e delle Farfalle - Chiara Badii, Sofia Sicignano, Bianca Vignozzi, Serena Ottaviani e Sasha Mukhina - alle 5 palle (21.100) e nel misto (21.400), piazzamenti altrettanto preziosi, perché segnano il gradino dell’ultimo step, sul quale bisognerà lavorare. E certo, la delegazione FGI di legna ne ha fatta molta sulle sponde ghiacciate del fiume Emajõgi, utile per alimentare i forni in vista degli appuntamenti cruciali della stagione. Di legno è la medaglia del Team Senior individuale, composto da Giorgia Galli (CE 23.400 – PA 21.850 – CL 23.300 – NA 24.350), al rientro dopo un lungo periodo lontano dalle pedane internazionali, e Carol Michelotti (CE 26.150 – PA 23.950 – CL 26.450 – NA 24.200), protagoniste entrambe di un totale da 193.650, dietro, nell’ordine, a Stati Uniti (207.650), Ucraina (203.200) e Finlandia (198.800). La ginnasta dell’Armonia d’Abruzzo riesce a salire sulla piazza d’onore nella finale al cerchio (27.150) e chiude quinta alle clavette (26.900). La settima medaglia – settima, come a dire, insomma, male non è andata, senza contare gli otto quarti posti complessivi – arriva dalle baby. Il team juniores - formato da Flavia Cassano (PA 23.550 – CL 24.750), Elodie M. Godioz (PA 23.550 – CL 24.550), Cristina F. Marsano (CE 25.350 – NA 24.400) e Veronica Zappaterreni (CE 23.800 – NA 24.350) - conclude con l’argento al collo a 194.300, dietro alla coppia bulgara composta da Dea Emilova e Siyana Alekova (201.600), per un poker Silver da urlo, accompagnato dall’oro di Dragas e dai due bronzi di Raffaeli. Marsano poi, sesta al cerchio, sfiora il podio al nastro, imitata da Cassano, che lo manca di un soffio a palla e clavette. Tanti complimenti, dunque, per la scorpacciata di metalli. Il gruppo guidato da Elena Aliprandi, insieme alle colleghe tecniche Amina Zaripova, Magda Pigano, Germana Germani, Monia Di Matteo, Bilyana Dyakova e Marisa Stufano e le giudici Alexia Agnani e Francesca Cupisti, lascia l’University of Tartu Sports Hall con tante informazioni utili. Era il debutto stagionale, e, visto l'extra bagaglio dei sette podi, possiamo gridare: “buona la prima!”


