Tartu - Le Farfalle d'argento e Sofia di bronzo...l'Italia riparte dalla sua Storia
Qualcuno ricorda le Farfalle d’argento, erano le olimpioniche di Atene, oggi Gym Legend, che con il loro risultato storico, nel 2004, tutt’ora imbattuto, coniarono un nuovo appellativo della squadra nazionale di Ritmica. E tornano ad esserlo, Farfalle d’argento, le nuove ginnaste dell’Insieme FGI, quello del Centro Tecnico di Chieti, ad oltre vent’anni di distanza, seppur in un contesto molto meno importante dei Giochi Olimpici, per carità. Tuttavia, che alla prima uscita ufficiale della nuova stagione, con esercizi, musiche, attrezzi e formazioni del tutto inedite, e a pochi giorni dal lancio delle Leggende ginniche sui tetti di Roma, con Fabrizia D’Ottavio madrina d’eccezione di una serata indimenticabile, la squadra, chiamiamola, teatina, abbia conquistato subito la piazza d’onore di un torneo internazionale, è un gran bell’incipit nel libro del futuro. Un viatico niente male, soprattutto per il morale delle ragazze, che tra l’altro arriva dopo una falsa partenza con le palle, quasi a volersi scrollare di dosso la tensione accumulata in questa lunga attesa invernale. Il Miss Valentine è nato per farci innamorare, quando lo si pensò nei giorni del 14 febbraio. Oggi siamo un po’ più in là, e si dice che l’attesa del piacere sia meglio del piacere stesso. Non è il caso delle tante appassionate dei piccoli attrezzi che non vedevano l’ora di ammirare le evoluzioni in pedana delle proprie beniamine. Ed ecco allora che Chiara Badii, Sofia Sicignano, Bianca Vignozzi, Serena Ottaviani e Sasha Mukhina le hanno accontentate subito, saltando da un 19.600 delle 5 palle al 24.450 del misto. Il 44.050 è una montagna russa da Farfalle d’argento, una lenta ma efficace scalata alla corda dell’Ucraina, leader a 46.500 (25.850 – 20.650), e davanti agli Stati Uniti, bronzo a quota 42.250 (21.400 – 20.850). E occhio al Team USA che si sta preparando per l’edizione CIO casalinga, in California. Un tempo, prima di uscire in pubblico, si restava a lungo nell’hangar per raggiungere la perfezione, adesso invece l’esperienza di accumula sul campo, il rodaggio lo facciamo accumulando ore di volo. E dall’Estonia, per il momento, torniamo con una medaglia, non tanto pesante in sé, quanto solida per le fondamenta del progetto Next Generation. Domani si torna al centro della University Sports Hall di Tartu per le finali di specialità. Altra splendida occasione per un altro stress test, a porte apertissime. Intanto, nel Grand Prix, Sofia Raffaeli si prende il bronzo, con il personale di 110.150. Che buffo! Anche l’agente delle Fiamme Oro ricomincia dal miglior risultato olimpico di sempre, quasi fosse il B.A.S.E. Jumping per nuovi e più ambiziosi traguardi. Anche il vulcano di Chiaravalle ripartiva senza rete, con gli esercizi di Amina Zaripova, arrivata soltanto a dicembre. In poche settimane il duo forse più esplosivo del panorama della GR mondiale è già lì dove era rimasta la gestione precedente, al bronzo all around di Rio de Janeiro. Ok, quello era un mondiale, questa un’amichevole di fine febbraio. Ma le giurie non stanno lì a regalare coriandoli del Carnevale passato, le giurie sono sempre assolute, valutano il lavoro svolto al di là del confronto con l’avversario, e se uno vale lo certificano, se non vale idem! Il 29.000 è il secondo miglior risultato al cerchio, il 28.250 e il 28.400 sono i più alti alla palla e al nastro. Peccato per il 24.500 alle clavette, frutto di un errore della marchigiana, altrimenti non ci sarebbero stati quei quattro punti e rotti di distacco da Taїsija Onofrijčuk, numero uno a 114.850. Seconda la polacca Liliana Lewinska con un 111 tondo tondo. E in questa nuova partenza dall’arrivo del 2025 chi poteva essere al quarto posto, se non Tara Dragas? Davanti non ci sono i quattro assi, bada bene, di un colore solo – come cantava De Gregori – le quattro Regine di Cuori. Ce ne sono due, mancano la Nikolova e la Varfolomeev, però la poliziotta dell’ASU di Udine è sempre lì, a ridosso del podio. L’altra italiana colleziona 107 punti, frutto di un 28.050 al cerchio, un 27 alla palla, un 28.250 alle clavette e un 23.700 al nastro, unica nota stonata di uno spartito quasi sanremese. Quindi, un errore a testa per le due étoile tricolori, senza le quali, il percorso netto avrebbe regalato almeno il premio della sala stampa. Domani le ritroveremo in tre finali ciascuna e ci sarà da innamorarsi, ancora!


