Roma - La FGI si veste di storia e Freddy apre le vendite della nuova collezione della Nazionale azzurra
Roma, di sera, ha una capacità tutta sua di rallentare il tempo senza fermarlo davvero, di trasformare il rumore in sottofondo e le luci in una trama morbida che accompagna lo sguardo più che catturarlo. Dai vetri sospesi di Palazzo Fuksas su via Del Corso, la Capitale sembrava respirare lentamente, distesa sotto una costellazione urbana fatta di tetti, strade e finestre illuminate, mentre all’interno prendeva forma una di quelle serate che, quasi impercettibilmente, costruisce un ricordo condiviso.
Entrare nel cuore dell’evento significava attraversare un paesaggio umano prima ancora che un momento istituzionale. Volti che la ginnastica italiana li ha consegnati alla memoria collettiva da anni, altri che stanno imparando a diventare familiari, giovani atleti che osservavano tutto con quella curiosità silenziosa tipica di chi sente di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. C’erano abbracci trattenuti solo il tempo necessario a lasciare spazio a una fotografia, conversazioni interrotte e riprese più tardi, sorrisi che avevano la naturalezza di chi non deve spiegare la propria presenza perché appartiene già a quel racconto.
“The art of movement”, nato dalla collaborazione tra Federazione Ginnastica d’Italia e Freddy e sotto la direzione artistica di Giulia Staccioli, ex ginnasta olimpica e fondatrice della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre, si muoveva esattamente su questa linea sottile tra celebrazione e appartenenza, tra racconto del passato e costruzione di un’immagine futura. Una serata ideata per stupire, ma soprattutto per riconoscersi. Per mettere nello stesso spazio fisico e simbolico chi la ginnastica la pratica, chi la osserva, chi la dirige e chi l’ha attraversata abbastanza a lungo da diventarne memoria viva.
La presentazione della nuova divisa federale 2026 firmata Freddy è diventata così il punto in cui questa percezione si è condensata, assumendo una forma concreta e visibile. Non soltanto un capo tecnico destinato a entrare in pedana, ma un oggetto narrativo, capace di tradurre in materia la visione di una ginnastica contemporanea che vuole restare fedele alla propria eleganza, senza rinunciare a una dimensione più dinamica, aperta e riconoscibile.
Sul palco, sotto una luce blu che sembrava calibrata per non distrarre ma per accompagnare, i nuovi completi - ideati e realizzati da Carlo Freddi - hanno preso vita come un manifesto silenzioso con linee che seguono la traiettoria del corpo, materiali che restituiscono profondità senza appesantire e dettagli che raccontano appartenenza senza dichiararla apertamente. Un vero e proprio abito sportivo che, più che vestire, suggerisce una postura, un modo di stare nello spazio e una promessa di continuità tra ciò che la ginnastica è stata e ciò che si prepara a diventare.
A sottolinearlo è stato il vicepresidente CONI Marco Di Paola, presente alla serata anche per portare il saluto del presidente Luciano Buonfiglio, che ha richiamato il ruolo centrale della Federazione Ginnastica d’Italia nel panorama sportivo nazionale, evidenziando la continuità dei risultati e il valore organizzativo. Una lode al CONI anche in occasione delle recenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, successo che, nelle sue parole, non appartiene a una singola disciplina ma all’intero movimento sportivo italiano, chiamato oggi a custodire quella responsabilità e a trasformarla in prospettiva, con lo sguardo già rivolto ai prossimi Giochi di Los Angeles 2028.
Sulla stessa linea si è inserito l’intervento di Flavio Siniscalchi, capo del Dipartimento per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha riportato l’attenzione sulla attività di base come fondamento silenzioso ma decisivo di ogni percorso d’élite. Un ambito che, ha ricordato, rappresenta una delle priorità strategiche del Dicastero del ministro Andrea Abodi, e che trova nelle federazioni sportive il luogo concreto in cui la pratica diventa cultura, relazione e crescita personale. Il benessere psicofisico generato dallo sport, ha spiegato il dirigente, non si esaurisce nella dimensione performativa ma contribuisce alla formazione di cittadini più consapevoli, rendendo ancora più significativo il lavoro quotidiano svolto dalla FGI nella valorizzazione dei talenti e nella diffusione della pratica ginnastica su tutto il territorio.
Al centro della narrazione istituzionale è rimasto tuttavia il Presidente Federale Andrea Facci, che, da buon padrone di casa, ha scelto di utilizzare il palco come luogo di riflessione condivisa. Nel ripercorrere il primo anno della sua presidenza, Facci ha riconosciuto apertamente le complessità attraversate dal movimento, rivendicando al tempo stesso la volontà di affrontarle con trasparenza e responsabilità. La ginnastica - ha affermato - non è soltanto un sistema competitivo ma un’agenzia educativa, un contesto in cui la disciplina rappresenta un valore fondante ma non può mai trasformarsi in pressione che superi i limiti della persona.
Da qui il richiamo alla capacità di fare squadra come competenza necessaria in un mondo sportivo sempre più veloce e complesso, dove la crescita individuale trova senso solo all’interno di una comunità capace di sostenersi reciprocamente. Un messaggio che si è intrecciato con il ringraziamento rivolto alle istituzioni, dal Coni al Dipartimento per lo Sport fino a Sport e Salute, per il supporto costante e, soprattutto, con il pensiero dedicato a Lorenzo Bonicelli, protagonista della copertina dell’ultimo numero della rivista federale “Il Ginnasta” ed evocato in un passaggio che ha attraversato la sala con un silenzio partecipe. L’impegno della Federazione, ha ribadito il Presidente, resta quello di accompagnare pragmaticamente ed emotivamente l’atleta e la sua famiglia in questo percorso, confermando la dimensione umana come asse imprescindibile dell’azione sportiva.
All’interno di questo quadro, la presentazione di “Gym Legend” - con Fabrizia D’Ottavio, Farfalla d’argento ad Atene 2004 e Vicepresidente Federale - il nuovo club esclusivo dedicato alle leggende della ginnastica italiana, riservato ai partecipanti olimpici e ai medagliati mondiali. Riunire atleti di questo calibro nello stesso spazio simbolico significava riconoscere che la storia della ginnastica non è un mero archivio da consultare, ma una presenza viva che continua a dialogare incommensurabilmente con il presente. Una rappresentanza di queste leggende - Vanessa Ferrari, Igor Cassina e Matteo Morandi, insieme alle medagliate olimpiche di Parigi 2024 ancora in attività come Manila Esposito, Giorgia Villa e Sofia Raffaeli - ha incarnato visivamente questa continuità, restituendo al pubblico l’immagine di un ambiente che cresce senza perdere memoria.
Tra le tante belle notizie di questo meeting di ginnastica sui tetti di Roma c’è stato, infine, l’annuncio dell’apertura, da oggi, del merchandising Freddy x FGI. Per la prima volta nella storia chiunque potrà acquistare la maglia azzurra e vestire l’abbigliamento della Nazionale Italiana, proprio come i suoi beniamini. La nuova divisa, con le sue linee sinuose e il tricolore, in tutte le sue declinazioni di capi, dall’allenamento al viaggio, dalla gara alla rappresentanza, è già disponibile in catalogo (CLICCA QUI)


