Cottbus - Federici e Puato, sorrisi di bronzo: benvenuti sul podio della Coppa del Mondo! La FGI chiude con 5 medaglie su otto finalisti
Seconda giornata di gloria per l’Italia ginnica alla Lausitz Arena di Cottbus. Dopo gli ori di ieri - al cavallo con Gabriele Targhetta e alle parallele con Elisa Iorio - e il bronzo, sempre sugli staggi asimmetrici, di Giulia Perotti, salgono oggi sul podio altri due azzurri. Ares FEDERICI conquista la terza piazza al volteggio maschile, grazie al 14.200 sul Roche (ribaltata doppio avanti) e al 14.066 sul Kasamatsu uno e mezzo. Con la media del 14.133 il ventiquattrenne di Busto Arsizio si aggancia al duo di testa, composto dal britannico Sol SCOTT, secondo con 14.299, e dal leader della ricorsa maschile, l’ucraino Nazar CHEPURNYI, medaglia d’oro a quota 14.716. Per il talento della Spes Mestre allenato da Gianmatteo Centazzo, bronzo giovanile sulla tavola degli europei juniores di Glasgow nel 2018, si tratta della prima affermazione in Coppa del Mondo. Chiude, invece, sesto con la media del 13.700 l’altro italiano in gara, Tommaso BRUGNAMI, che in questa specialità aveva sfiorato il podio iridato, in occasione degli ultimi mondiali di Giacarta, lo scorso anno. Il 2006 della Giovanile Ancona non stacca bene al momento del primo salto, dove avrebbe dovuto eseguire uno Yurchenko con tre avvitamenti. Ne fa due e mezzo con l’inevitabile arrivo scomposto e una serie di passi. Il conseguente 13.400 lo tagliava già fuori da una sfida di altissimo livello. Nella seconda esecuzione il ginnasta di Fabrizio Marcotullio porta a casa una rondata due e mezzo, come Federici, ma inferiore solo di 66 millesimi (14.000).
Alle parallele pari, senza rappresentanti della FGI, vince il giapponese Shohei KAWAKAMI che con 14.866 si lascia alle spalle il duo di atleti indipendenti, Aleksandr KARTEV (14.433) e Savelii SIEEDIN (14.066). Quarto l’altro nipponico Hiroto ISHIZAWA con 13.700. All’ultima rotazione, nei classici fuochi d’artificio dei ginnasti volanti della sbarra, arriva il bis di Kawakami, leader assoluto con una routine da 14.966. Argento per il colombiano Angel BARAJAS che con il personale di 14.666 riesce a staccare il russo Kartev, bronzo con 14.233, e Sieedin, quarto con 14.133. Niente da fare per l’aviere dell’Aeronautica Militare Yumin ABBADINI che cade sul Cassina. L’atleta di Alberto Busnari ha provato ad aumentare il suo programma, collegando l’infilata al Piatti ma è arrivato corto piegando le braccia per entrare in gran volta. Il successivo caricamento lo ha trovato lungo sull’elemento che porta il nome dell’Olimpionico di Atene 2004. Il 12.133 (D. 5.1 – E. 7.033) della giuria internazionale vale per il ventiquattrenne di Bergamo l’ottava e ultima piazza.
Sul fronte femminile l’Italdonne festeggia un altro successo, il bronzo di Emma PUATO al corpo libero. La 2009 di Padova, allenata nella fucina di Trieste da Diego Pecar e Teresa Macrì, mette a segno un 12.933 (D. 5.3 – E. 7.633) sulle note di Hurt di Christina Aguilera, arrangiate ad arte da Claudio Pizzamei. Anche per il talento veneto, argento giovanile ai campionati continentali di Rimini, con la squadra e al volteggio, si tratta della prima grande soddisfazione da senior, tra l’altro sul quadrato centrale tedesco che ha sempre incoronato le migliori interpreti in circolazione. Meglio di Puato fanno soltanto la russa Anna KALMYKOVA, reginetta odierna con 13.333, e la stella del Sol Levante Aiko SUGIHARA, argento con 13.133. L’Emma cresciuta nell’Ardor ha cominciato la final eight nel quartetto numero uno con la sicurezza delle veterane e poi è stata a guardare il prosieguo della gara, godendosi lo spettacolo fino alla fine. Quando è stato il turno dell’Emma della Forza e Coraggio, la FIORAVANTI, un arrivo scarso dal doppio teso in seconda diagonale ci ha strozzato, purtroppo, l’altro grido in gola. Il tornado milanese, guidato da Tiziana Di Pilato, ha comunque conquistato il pubblico del Turnier der Meister, scatenandosi con il suo proverbiale sorriso al ritmo travolgente di Thunderstruck degli AC DC. Il 12.600 (D. 5.5 - E. 7.1) conclusivo la vede in quinta posizione, dietro all’israeliana Lihie RAZ (12.800). Purtroppo l’Emmina Nazionale, campionessa europea in carica con le Fate di Lipsia, sfiora la medaglia anche alla trave, dove, a causa di un’uscita sporca sul flic smezzato, flic pari e doppio carpio – la stessa di Kaylia NEMOUR, giunta seconda (13.833) - si deve accontentare dell’amaro legno con un 13.233 (D. 5.9 – E. 7.333). Sull’asse da cinque metri s’impone la Sugihara con 14.066, mentre il bronzo finisce al collo della russa AIN Milana KAYUMOVA (13.400).
L’intera manifestazione, per chi se la fosse persa in diretta, è disponibile on demand su SportFace Tv (CLICCA QUI) con la telecronaca di Marcello Brancaccio e la giudice internazionale GAF Carmen Basla. La missione nel Brandeburgo, per il debutto del Circuito di World Cup 2026, si conclude, così, con 10 finali, tutti e otto gli azzurri coinvolti e addirittura cinque di loro a medaglia (con due titoli di specialità e tre bronzi, tre podi femminili e due maschili, in quattro attrezzi differenti). Prossimo appuntamento a Baku, in Azerbaijan, dal 5 all’8 marzo. Ma prima cresce l’attesa per la giornata inaugurale del Campionato di Serie A, in programma il 27 febbraio, al PalaPanini di Modena, (biglietti ancora disponibili su Vivaticket) dove gli appassionati dei grandi attrezzi potranno ammirare dal vivo anche i protagonisti della gara di Cottbus. Meglio di così…


