Lo sport come collante sociale, leva educativa e strumento di sviluppo sostenibile. È questo il filo conduttore della tavola rotonda “Un modello che unisce. Sport, comunità e innovazione in Friuli-Venezia Giulia”, svoltasi oggi a Udine nella storica sede dell’Associazione Sportiva Udinese (ASU), alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e di numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali.

Un confronto articolato e concreto, che ha messo al centro i temi dell’integrazione, della responsabilità sociale, dei progetti ESG e degli investimenti in impiantistica sportiva come pilastri di un modello virtuoso di comunità, capace di coniugare sport, inclusione e innovazione.

A moderare l’incontro è stato il presidente del CONI regionale Friuli-Venezia Giulia, Andrea Marcon, che ha guidato il dialogo tra istituzioni, dirigenti sportivi e rappresentanti del territorio. Tra i primi interventi, quello del padrone di casa, il presidente dell’ASU Alessandro Nutta, sodalizio che nel 2025 ha celebrato i 150 anni di attività, affiancato dal suo direttore generale Nicola Di Benedetto. Un anniversario che diventa simbolo di continuità, radicamento e capacità di innovare senza perdere identità. Successivamente, il primo panel ha affrontato i percorsi di avvicinamento al lavoro sportivo per le persone con disabilità, con gli interventi di Paola Benini, presidente di Hattiva Lab, di Vincenzo Zoccano, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla disabilità, e di Paola Perabò, EVP Risorse Umane di Danieli & C. Un confronto che ha messo in luce come lo sport e la cooperazione sociale possano diventare strumenti concreti di inclusione, autonomia e dignità lavorativa.

Sul piano istituzionale sono intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente dell’XI Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto, il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil, l’assessore allo Sport del Comune di Udine Chiara Dazzan e l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro. Tutti hanno ribadito il ruolo centrale dello sport come politica pubblica trasversale, capace di incidere sulla qualità della vita, sull’educazione e sulla coesione sociale.

Tema ripreso anche dal Ministro Abodi: “Quella dell’Associazione Sportiva Udinese è una lunga storia, fatta di tutto ciò che oggi è stato raccontato e condiviso. Nelle parole ascoltate ritroviamo il senso più autentico dello sport: la celebrazione dell’utilità sociale e del bene comune che esso rappresenta, un valore che va promosso, incentivato e custodito. Valori che, però, non basta proclamare, ma che vanno rappresentati nei fatti, attraverso collaborazione e relazioni umane, vero motore di ogni risultato perché un atleta è conseguenza della sua famiglia, dei suoi allenatori e della sua società. L’ASU è stata capace di rendere concreti questi valori, perché lo sport è un bene comune e infrastruttura sociale, culturale ed economica del territorio

Protagonista della tavola rotonda anche il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Andrea Facci, appena rientrato da una serie di incontri svolti sia sul territorio nazionale che Oltralpe, proprio sull’impiantistica sportiva, e che ha offerto una riflessione di ampio respiro sul futuro del sistema sportivo italiano. “Oggi serve un lavoro culturale profondo e strutturato. La riforma dello sport ci impone di ripensare i modelli organizzativi e formativi: l’alto livello può esistere solo se poggia su una base solida, fatta di attività di avviamento, formazione continua e crescita all’interno delle società”. Il valore di un impianto sportivo moderno non risiede esclusivamente nella performance agonistica, ma nella sua capacità di diventare un vero e proprio ecosistema: “Il percorso ideale è quello che permette a un giovane di entrare in una struttura, crescere come atleta, diventare eventualmente tecnico, formarsi nella gestione degli impianti e contribuire allo sviluppo della società. In questo senso ASU è una mosca bianca, in positivo: un’eccezione virtuosa e un punto di riferimento nazionale”.

La tavola rotonda ha restituito l’immagine di un Friuli-Venezia Giulia che guarda allo sport non solo come competizione, ma come investimento strategico sul futuro delle comunità. Un modello che unisce istituzioni, territorio e società sportive, con l’obiettivo di trasformare i valori dello sport in pratiche concrete e durature.

jQuery(window).on('load', function() { new JCaption('img.caption'); }); jQuery(document).ready(function(){WFMediaBox.init({"base":"\/","theme":"standard","mediafallback":0,"mediaselector":"audio,video","width":"","height":"","lightbox":0,"shadowbox":0,"icons":1,"overlay":1,"overlay_opacity":0.8,"overlay_color":"#000000","transition_speed":500,"close":2,"scrolling":"fixed","labels":{"close":"Close","next":"Next","previous":"Previous","cancel":"Cancel","numbers_count":"{{current}} of {{total}}"}});}); jQuery(function($){ initTooltips(); $("body").on("subform-row-add", initTooltips); function initTooltips (event, container) { container = container || document;$(container).find(".hasTooltip").tooltip({"html": true,"container": "body"});} });