Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Il 50° Campionato del Mondo di Kitakyushu sarà un palcoscenico di grande prestigio. Verrà messo in campo un intrigante mix di talento giovanile, esperienza da veterano e autorità da campione olimpico. Sì perché a due mesi dai Giochi di Tokyo alcuni protagonisti come Rebeca Andrade – oro al volteggio e argento All-around – sono pronti a raggiungere nuove vette storiche. La brasiliana è infatti in lizza per il titolo nel concorso generale, vinto ogni anno, da Anversa 2013, dall’americana Simone Biles, assente in questa edizione. La 22enne di Guarulhos, fuori San Paolo, si trova alla soglia di un risultato memorabile: nessuna donna brasiliana ha mai vinto il titolo mondiale nell’All-Around ma dovrà fare i conti con la medaglia di bronzo olimpica, la russa Angelina Melnikova, a caccia del suo primo titolo mondiale individuale e con la campionessa del mondo 2018, la giapponese Murakami Mai, finita quinta nella classifica a 5 Cerchi. Un parterre di grandi stelle tra cui brillano Alice e Asia D’Amato, già protagoniste dell’avventura olimpica e che in Giappone poteranno nuovamente tutti e quattro gli attrezzi, insieme a Elisa Iorio – impegnata a parallele e trave - e Desirée Carofiglio che, invece, gareggerà al corpo libero e al volteggio. Tutte e quattro – seppur in parte – ricompongono la squadra di bronzo all’ultimo Mondiale di Stoccarda 2019 (con loro c’erano anche Giorgia Villa e Martina Maggio).

Dodici finali individuali per altrettanti titoli sono in palio a Kitakyushu in una rassegna iridata che, per la seconda volta, si terrà in un anno olimpico come successo nel 1996, quando vennero organizzati i Mondiali a San Juan, in Porto Rico, pochi mesi prima della XXVI Olimpiade di Atlanta.

Dei 400 ginnasti iscritti, in realtà, solo tre sono campioni del mondo in carica: il filippino Carlos Yulo, al corpo libero, il turco Ibrahim Colak, agli anelli e il brasiliano Arthur Mariano, alla sbarra. Loro sono i ginnasti da battere nelle rispettive specialità e lo sanno molto bene Marco Lodadio, vice campione del mondo agli anelli a Stoccarda 2019, che vuole alzare ancora di più l’asticella e puntare alla vetta della classifica, dopo il nono posto in qualifica all’Olimpiade nipponica, così come Salvatore Maresca vuole migliorare la sua prestazione sul castello svizzero di Basilea che gli valse il bronzo continentale. Allo stesso modo Nicola Bartolini punta alla sua prima medaglia mondiale dopo il bronzo europeo sul quadrato elvetico cercando un posto tra i migliori otto anche al cavallo con maniglie e al volteggio. Sul tappeto ritroverà entrambi i suoi compagni di squadra Nicolò Mozzato, agguerrito più che mai dopo il suo rientro in una competizione internazionale dal Mondiale tedesco di due anni fa e il recupero da un infortunio alla spalla e Thomas Grasso, al suo esordio in una rassegna iridata. Il mestrino salirà anche in groppa al cavallo mentre il riminese proverà i suoi due salti sulla rincorsa dei 25 metri. Carico e pronto anche Carlo Macchini, l’unico azzurro a salire sulla sbarra e giocarsi il tutto per tutto per una finale mondiale dopo l’amaro quarto posto europeo ottenuto in Svizzera ad aprile.

La competizione maschile vedrà anche un altro agguerritissimo duello, quello tra Daiki Hashimoto - che a Tokyo è diventato il ginnasta più giovane a vincere la corona olimpica nell’All-Around – e Kohei Uchimura, i cui sei titoli mondiali consecutivi tra il 2009 e il 2015 e i titoli olimpici di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 lo hanno reso una supernova nell'universo ginnico. Il 32enne, che non ha gareggiato a Tokyo, torna nella sua città natale alla ricerca del suo undicesimo oro mondiale.

Dal nostro inviato Federico Calabrò - foto FIG