Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Giornata indimenticabile per i medagliati olimpici e paralimpici di Tokyo ricevuti prima al Quirinale dal Presidente Mattarella e poi a Palazzo Chigi dal premier Draghi. La portabandiera olimpica Jessica Rossi (in coppia con Elia Viviani) è tra le prime a uscire dal Quirinale: "Mi dispiace non aver contribuito al medagliere come i miei compagni, ma sono orgogliosa di essermi goduta l'esperienza di una vita". Mara Navarria, spadista azzurra bronzo a squadre, dice la sua prima di salire sul pullman per Palazzo Chigi: "Io una delle atlete madri? Vorrei che questo mio successo evidenzi l'importanza della maternità: le donne possono continuare a fare sport ad alto livello anche dopo un figlio". L'uomo più veloce del mondo, Marcell Jacobs, ha un sorriso enorme stampato sul volto: "Tutte le medaglie hanno lo stesso valore. I sacrifici sono tanti, le persone iniziano a conoscerti dopo l'Olimpiade ma non conoscono le fatiche e le delusioni che ci sono dietro, che però sono stati ripagati. Essere qui in cima al mondo è qualcosa di incredibile". Gianmarco Tamberi è uno dei più applauditi dalla gente e le parole di Mattarella hanno colpito l’oro nel salto in alto nel profondo: "È stata una giornata speciale come ci immaginavamo. La sua dedica mi ha fatto moltissimo piacere, visto che mi ha nominato per ultimo mi stavo chiedendo: 'chissà' se l'ha vista la gara mia (ride, ndr)". Il presidente del Coni Malagò prende la parola per primo e si rivolge al Capo dello Stato: "Presidente, lei sa che in qualche contesto il pubblico fischiava il nostro inno. Invece ora la gente espone con orgoglio il tricolore dalle finestre, è la nostra vittoria più grande, hanno dimostrato di essere fratelli e sorelle". Tocca quindi all'omologo del Cip Luca Pancalli rivolgersi all’inquilino del Colle: "Sono gli atleti gli unici protagonisti. Presidente, nel suo settennato non ha mai fatto mancare la passione e l'affetto allo sport italiano. Questa vicinanza ci ha spronato a fare sempre di meglio. Non mi sarei mai aspettato che Tokyo sarebbe stato il più grande successo della storia paralimpica. È stata storica la risposta che è venuta dal Paese. Noi - ha concluso Pancalli - quel 23 giugno guardavamo a Tokyo come la luce in fondo al tunnel, e così è stato, nonostante gli atleti abbiano gareggiato in palazzetti vuoti". "Dovrei citarvi uno a uno: penso alle sette medaglie nel nuoto di Valerio Raimondi, all'argento di Vanessa Ferrari e al bronzo delle Farfalle nella ginnastica, all'impresa delle velociste paralimpiche che hanno conquistato un podio tutto azzurro" le parole di Mattarella che non si è dimenticato di Gimbo: "Mi ha colpito la simpatica trasgressione del suo entusiasmo travolgente. La scelta sua e di Barshim di condividere l'oro invece che continuare a sfidarsi al ribasso è stata piena di vero spirito sportivo". Un plauso anche Bebe Vio, oro individuale e a argento a squadre nel fioretto: "I suoi sono stati trionfi anche contro le avversità". Dopo il Quirinale, il gruppo si trasferisce a Palazzo Chigi accolto dal Presidente Draghi: "Quando vi ho fatto gli auguri prima della partenza per Tokyo non potevo certo immaginare sarebbe andata così bene! Avete superato le aspettative di tutti gli italiani. C’è solo un problema: ci state abituando male!". Dopo una "menzione particolare" per l'atletica leggera, il capo del governo aggiunge: "Avete dimostrato professionalità, intelligenza e spirito di sacrificio. Qui vedo la generazione che vuole cambiare l'Italia. E che, ne sono certo, ci riuscirà".