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Dopo le qualifiche individuali, questa mattina, quando in Italia era ancora notte fonda, è stato il turno degli insiemi. Quattordici squadre si sono misurate sulle due routine dei piccoli attrezzi per l’ammissione alla final eight di domani. Le Farfalle di Emanuela Maccarani si sono posate sulla pedana dell’Ariake Gymnastics Centre ad ali spiegate, con la leggiadria del lepidottero e la fame agonistica delle leonesse. Il numero 5 ne ha segnato l’esordio: dopo l’attesa di un quinquennio, il quintetto formato da Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Agnese Duranti, Martina Santandrea e Daniela Mogurean è partito per quinto con le 5 palle. E il cinque giapponese in caratteri romanji si scrive GO, che alla NASA è il verbo per dare il via alle missioni spaziali. Come da una rampa di lancio a cinque cerchi, sulle note di Butterfly-Ninja di Maxime Rodriguez è partita la missione della Ritmica Italiana sul Sol Levante.

Il punteggio di 44.600 è il terzo migliore parziale della specialità, dietro la Bulgaria (47.500) e la Russia (45.750). Cambia poco nel misto dove gli avieri dell’Aeronautica Militare lasciano dietro di loro una scia di meraviglia tricolore. Le nostre frecce vanno a bersaglio con i tre cerchi e le quattro clavette sulla melodia di “Tree of Life Suite” e con 42.550, il quarto parziale dopo Bulgaria (44.300), Bielorussia (43.650) e Russia (43.300), si piazzano sul terzo gradino assoluto a quota 87.150. Le étoile bulgare, bronzo a Rio, con 91.800 si piazzano davanti alle cinque volte olimpioniche del ROC, seconde a 89.050, lasciando immaginare scenari inimmaginabili. E’ dal 1996, ad Atlanta, infatti - ossia da quando vinse la Spagna al debutto dei gruppi ai Giochi Olimpici - che la Russia non scende dal gradino più alto del podio. Simona Dyankova, Stefani Kiryakova, Madlen Radukanova, Laura Traets ed Erika Zafirova hanno dimostrato di avere le carte in regola per spezzare un dominio che va avanti da cinque edizioni consecutive. La Bulgaria, d’altra parte, è salita sul podio all around di tutti i Mondiali sulla road to Tokyo 2020, come, però, è anche vero che al primo posto di quei podi c’era sempre la Russia. Nella rassegna iridata del 2014, ad Izmir, in Turchia, le bulgare riuscirono anche a batterle le russe e furono le ultime a riuscirci nel completo. Non tutti i mali vengono per nuocere, però, perché le ginnaste del ROC - Anastasia Bliznyuk, Anastasiia Maksimova, Angelina Shkatova, Anastasiia Tatareva e Alisa Tishchenko – chiudendo le qualifiche in seconda posizione avranno il vantaggio, nella finalissima, di salire per ultime in pedana. La Bulgaria sarà la quarta, subito dopo le Farfalle, terze.

La giornata di oggi è stata molto importante per testare il campo gara – ha dichiarato Martina Centofanti, una delle due reduci, insieme ad Alessia Maurelli, della squadra di Rio - Abbiamo eseguito bene i nostri esercizi, è quello che ci eravamo ripromesse. Domani è un altro giorno”. Le italiane, oltre a segnare un distacco di oltre due punti e mezzo da Israele (84.650) - leader delle inseguitrici con, a seguire, la Cina, l’Ucraina, il Giappone e la Bielorussia – hanno fatto segnare la migliore esecuzione dell’ottetto in entrambe le routine (8.500 alle palle, 8.450 nel misto). In altri termini la Maurelli e compagne sono state le più pulite e precise dell’Ariake.

Ma possiamo fare meglio – puntualizza la capitana - anche a livello emozionale. Certo, l’assenza del pubblico si sente. Mi manca tanto il calore dei nostri fan. Mi manca mio fratello sugli spalti, i nostri genitori, che forse sono svegli da tre giorni. Noi lo sappiamo che ci sono, sentiamo il loro fiato sospeso. Abbiamo provato a tranquillizzarli al telefono: noi qui ci stiamo divertendo. Probabilmente dalla televisione il campo gara sembra spaventoso, invece vi assicuro che questa pedana è stupenda. Ormai, ci siamo un po’ abituate al silenzio. Le poche gare fatte nell’ultima stagione erano a porte chiuse oppure on line. In un certo senso, a questi livelli, è quasi meglio, riusciamo a concentrarci di più, ad isolarci dal mondo e a pensare soltanto all’esercizio".

Sulle difficoltà la Bulgaria sembra avere un altro passo. Le ginnaste di Sofia presentano delle composizioni molto complesse, capaci di risultare un punto, un punto e mezzo, superiori a quelle russe. Le atlete di Madam Viner, infatti, sono passate in zona mista scure in volto, senza rilasciare dichiarazioni. “Il nostro misto ha una nota D inferiore alle 5 palle, ma è solo un effetto del Codice, perché la routine con i cerchi e le clavette è molto più difficile – continua la quasi venticinquenne (il compleanno cade il 22 agosto) di Rivoli, trasferitasi giovanissima a Ferrara, alla corte di Livia Ghetti, nell’Otello Putinati, la stessa società della Santandrea – Ovviamente Bulgaria e ROC sono le favorite, occhio però a chi ha sbagliato oggi, come il Giappone e la Bielorussia. In finale ripartiamo da zero e tutto sarà possibile. Per ora ci accontentiamo di essere arrivate fin qui. Questi cinque anni sono stati un percorso di crescita per ognuna di noi. Io e Martina siamo un lustro più vecchie rispetto al Brasile, ma questa squadra, dopo il legno del 2016, ci ha regalato un’altra chance. E’ un gruppo meraviglioso, con una maturità ginnica e dei valori umani che infondono uno spirito speciale. Alla vigilia della partenza, il 29 luglio a Follonica abbiamo scartato le palle nuove, quelle che avremmo usato alle Olimpiadi. Gli attrezzi hanno un codice di omologazione della Federazione Internazionale. Il nostro è C.U.A., una sigla di cui ignoriamo il vero significato. Noi l’abbiamo tradotto con le iniziali di Cuore, Unione e Anima, i tre elementi che ci servono per affrontare i Giochi giapponesi”.

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