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Ormai ci siamo. Mancano poche ore alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Tokyo alla presenza dell'imperatore Naruhito. Sarà record il numero degli italiani in gara nell'edizione senza pubblico, senza applausi, con le auto-premiazioni, insomma con poco spirito olimpico. Il contatore dell'Italia Team è arrivato a quota 384: 197 saranno uomini, 187 donne che proveranno a tenere alto il tricolore in 36 diverse discipline. Superato il primato precedente che era stato realizzato in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004, quando in gara si cimentarono 367 atleti ma con ben 8 squadre mentre a Tokyo ce ne saranno 5 (softball, volley maschile e femminile, Settebello e basket). Italia presente sia negli sport riammessi (softball), sia in quelli che rappresentano la novità come arrampicata, karate, skateboard, surf. La vigilia non è delle più semplici per nessuno: né per gli atleti e i tecnici, né per gli addetti ai lavori, giornalisti compresi. Saranno due app (Ocha e Cocoa) a regolare il flusso di informazioni su stato di salute, spostamenti, arrivi e partenze, luoghi di destinazione, su tutto insomma. Le frontiere giapponesi (che ha una superficie di quasi 378mila kmq) sono chiuse agli stranieri, entrare nel Paese del Sol Levante è un "lusso" che deve sottostare ad una serie di regole rigide e che non hanno impedito alcuni casi di riscontrata positività che stanno agitando il countdown all'accensione del braciere olimpico. I sondaggi dei mesi scorsi hanno mostrato chiaramente la contrarietà del popolo giapponese a queste Olimpiadi (4 su 5 contrari), alla luce del rinvio dello scorso anno e della nuova ondata di contagi che ha colpito e sta colpendo il Giappone e in particolare Tokyo, capitale da quasi 38 milioni di abitanti nell'area metropolitana. La campagna di vaccinazione per i 125 milioni di abitanti è andata molto a rilento e quindi la paura che i contagi arrivino dall'estero ha portato il Governo giapponese, guidato dal primo ministro Yoshihide Suga, a optare per la severità. In realtà, oltre l'80% di coloro che ci sono già o si recheranno in Giappone per le Olimpiadi, è vaccinato. Ma il certificato delle due dosi di fatto non serve a nulla. Sono diverse decine i casi di positività registrate nelle prime ore di larga affluenza in Giappone (tra atleti, tecnici, dirigenti, staff e giornalisti), anche se il Cio invita alla calma parlando di "rischi al minimo". Inizialmente vietate per i tifosi stranieri, alla fine le Olimpiadi saranno off-limits anche per il pubblico di casa, con lo stato di emergenza che è stato riattivato e durerà almeno fino al termine dei Giochi. Gli accreditati dovranno rimanere in quarantena per alcuni giorni, in alternativa dovranno sottoporsi a tamponi regolari (due dei quali vanno fatti nelle 96 ore prima della partenza dal proprio Paese d'origine), ma non potranno usare i mezzi pubblici, non potranno andare in bar, ristoranti, negozi, né intrattenersi con la gente per strada. Almeno per i primi 14 giorni. Il Giappone cerca di cautelarsi e non vuole correre alcun rischio, se non quello di passare per un Paese ostile ai Giochi visto che ogni accreditato dovrà avere un ok dal Governo al suo activity plan, che dovrà dettagliare gli spostamenti, peraltro monitorati con GPS. Insomma, in teoria c’è possibilità di movimento anche per i giornalisti, in pratica se stai fermo - possibilmente in hotel dove è stato implementato il room service - sarebbe anche meglio.