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Con le emozioni della storica finale a squadre di venerdì ancora fresche nella memoria, la giornata di sabato primo maggio si è aperta con una doppia coppia nelle gare di sincro all’europeo di Sochi! È finale per Cecchi-Coluzzi e Lavino-Patisso Colonna. Fuori di poco Radaelli-Tonelli. La prima parte della festa dei lavoratori è stata dedicata alle gare di sincronizzato. Delle tre coppie azzurre impegnate due accedono alle finali a otto di domenica. Aprono le azzurrine Chiara Cecchi (Etruria Prato) e Silvia Coluzzi (Ginnastica e Judo il Busen), inserite nel gruppo d’apertura, quello chiamato a rompere il ghiaccio. La routine iniziale è di tutto rispetto: otterranno, infatti, il secondo miglior punteggio; nella seconda perdono un po’ di sincronia al centro, ma poi controllano fino alla fine e con il totale di 79.750 si piazzano in 9ª posizione, accedendo alla final eight in virtù della regola che ammette una sola coppia per nazione. Fuori, dunque, un binomio russo ed un altro bielorusso. Chiara e Silvia si ritrovano sul settimo blocco di partenza e possono sognare la rimonta domenicale. Contemporaneamente, nella gara maschile, scendono sul field of play Andrea Radaelli (Milano 2000) e Marco Tonelli (Alma Juventus Fano). Pure loro, dopo un primo esercizio che li vedeva nella parte alta della classifica, perdono sincronia nella routine successiva e, con il punteggio di 76.720, si devono accontentare della 14ª posizione, valida per le seconde riserve d’Europa. Comunque niente male. Entrambi sono giovanissimi e all’esordio continentale, avranno modo di rifarsi. Nel pomeriggio è la volta dei senior. A rappresentare l’Italia ci sono Marco Lavino (Ginnastica Brindisi) e Samuele Patisso Colonna (Milano 2000). I due, entrati come prima coppia del secondo gruppo, eseguono singolarmente dei buoni esercizi ma la sincronia, purtroppo, non è delle migliori. Determinati però più che mai a ripetere quanto avvenne, cinque anni fa, agli Europei juniores di Valladolid, nel esercizio bis ritrovano la loro abituale consonanza e con il totale di 87.650 si prendono il sesto gradino delle qualifiche, strappando di diritto, ancora una volta, il pass per un’altra finale. Nel 2016, per la cronaca, conclusero poi al quarto posto. Marco, che festeggiava il suo ventesimo compleanno, ha commentato così: “mi sono fatto davvero un bel regalo, due finali al debutto in un Europeo senior sono un grande bel risultato e una soddisfazione immensa”. Dopo un paio d’ore di riposo si riaccendono i motori: è il momento delle semifinali a 24. C’è l’azzurrina più giovane, Silvia Coluzzi. Nei suoi occhi si legge la determinazione di chi vuole dimostrare quanto vale e nel cuore le emozioni di una tredicenne che si presenta al ballo internazionale, come quello delle fiabe. Il personale di 50.735 la proietta in cima alla classifica provvisoria e a fine turno sarà ancora in testa. Roba da vertigini, se non fosse una ginnasta volante. Nel gruppo dopo entra in scena l’altra piccola donna italiana, Chiara Cecchi, che, altrettanto forte dei propri mezzi, grazie ad un’ottima qualità esecutiva, si porta a casa 52.045 punti, collocandosi in terza posizione immediatamente davanti alla compagna. A questo punto mancano ancora sei ginnaste ma, in virtù della regola che ne ammette in finale solo due per paese, la FGI è certa della qualificazione e di aver fatto, di nuovo e a distanza di ventiquattro ore, la storia del trampolino italiano. Bottino pieno! Ma non è finita qui. Si volta pagina, è il turno delle semifinali senior, nelle quali la delegazione guidata da Giuseppe Cocciaro ed Ermes Cassani, è rappresentata da quattro alfieri, il massimo che si poteva ottenere. Apre le ostilità il più giovane dei grandi, il diciassettenne Patisso Colonna. Samuele porta la difficoltà più alta della squadra - 16.300 - e sebbene perda qualcosa nell’esecuzione, ottiene un ottimo 56.510. Dopo pochi stranieri è l’ora di uno dei nostri veterani, Aloi (Milano 2000). Dario, con l’eleganza che lo contraddistingue modifica l’esercizio, recuperando uno spostamento che avrebbe potuto portarlo all’interruzione e che gli fa perdere qualche decimo di difficoltà. Conclude con 55.505. Mentre la competizione maschile va vanti, i tecnici Matteo Martinelli e Anatoly Titov - coadiuvati, per l’occasione, da Marco Lavino, che assiste e sostiene i compagni di squadra - si trasferiscono nel campo femminile. E’ il momento della Murgo (Milano 2000). Isabella, dopo aver strategicamente conquistato la semifinale con un esercizio semplificato, si gioca il tutto per tutto e inserisce un triplo mezzo carpiato a inizio esercizio. Scommessa vinta. Conclude con il punteggio di 49.040 che le varrà la 17ª piazza. Il primo gruppo di gara volge al termine e viene cosi il momento di Flavio Cannone. Il caporal maggiore dell’esercito, comandante in capo di questo sorprendente manipolo di intrepidi, non vuole essere da meno dei suoi stessi sodali. L’esecuzione del tre volte olimpico è tra le migliori in assoluto. La giuria non può che riconoscerlo con un 57.330. Nell’aria si presagisce qualcosa di buono. Ma devono salire sul trampolino ancora i dodici migliori. Tra esercizi sporcati, errori, e spari a salve, la disputa volge al termine e si chiude con un colpo forte di cannone. Flavio, quarant’anni a novembre, conquista la final eight continentale con l’ottavo punteggio. Tirando le somme la missione italiana colleziona due finali di sincronizzato (nel giovanile donne con Checchi-Coluzzi e nel maschile senior con Lavino-Patisso Colonna), tre finali individuali con le junior Cecchi e Coluzzi e l’inossidabile Cannone, un 14° posto nel sincro baby maschile con Radaelli-Tonelli, un 11° ed un 14° posto individuale senior maschile, rispettivamente, con Samuele Patisso Colonna e Dario Aloi, ed una 17ª posizione nel senior femminile con Isabella Murgo. Un pensiero speciale va a Sofia Pellisier, costretta in tribuna da un infortunio negli allenamenti proprio alla vigilia delle gare, e ai tecnici Luigi Meda, Matteo Martinelli ed Anatloy Titov, per il caloroso e incessante supporto. A fine giornata un esausto ma soddisfattissimo Direttore Tecnico dichiara: “Risultati eccezionali. Partendo dal sincro, le junior hanno sporcato il libero, esercizio che ripresenteranno in finale ma che possono eseguire sicuramente meglio, ottenendo qualche cosa in più in termini di punteggio. I ragazzi si sono superati, hanno fatto una gara straordinaria con un parterre molto difficile, con tutti i big della specialità. Sono entrati nell’elite anche grazie alla scelta, fatta con i loro allenatori, di abbassare leggermente la difficoltà, in modo da minimizzare i rischi. Per quel che riguarda le semifinali individuali posso solo dire che sono state memorabili. Sei finali sono un bottino mai raggiunto. Ciliegina sulla torta quella del nostro colosso Flavio Cannone. C’è poco da aggiungere, se non che questa trasferta rimarrà negli annali. Tutti i ragazzi hanno fatto davvero molto bene, siamo l’unica nazione in Europa ad avere tre ginnasti nei primi quindici posti, da non credere! certamente non lo credevamo all’inizio di questa missione – ha concluso Cocciaro - iniziata sotto i peggiori auspici, considerando la defezione di Giorgia Giampieri e l’infortunio della Pellissier. Ora sono veramente felice. Perché so che Sochi non è un punto di arrivo ma solo di partenza: tutti i ragazzi hanno capito di avere grandi chance”. Stay tuned!

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