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Il coronavirus non ferma le Farfalle azzurre che, in questa situazione di estrema difficoltà, hanno l’opportunità di continuare ad allenarsi all’Accademia Internazionale di Ginnastica Ritmica, a Desio, in provincia di Monza e Brianza, una manna dal cielo in un periodo di chiusura totale, in cui tutte le porte dei palazzetti sono blindate fino al 3 aprile. E lo fanno osservando le disposizioni di sicurezza del DPCM dell' 9 marzo, ma soprattutto, come si fa nelle famiglie allargate costrette a dividere la stessa abitazione, evitando rapporti con l’esterno. Il loro restare a casa è conciso con un inasprimento dello raduno collegiale permanente e le quattro mura domestiche del resto degli italiani sono diventate quelle della Casa delle Farfalle. Dieci ginnaste e le loro allenatrici, confinate tra le stanze di una foresteria e la palestra di Largo Atleti Azzurri d’Italia, divenuta un fortino nel quale rifugiarsi. È l'aviere dell'Aeronautica Militare Alessia Maurelli a raccontare alla giornalista Ilaria Brugnotti la vita della squadra nazionale ai tempi del COVID-19 e lo fa con la sensibilità di chi sa di vivere in una bolla sportiva all’interno di una regione, la Lombardia, in grandissima sofferenza. “Sai, per noi, non è cambiato granché. Continuiamo ad allenarci otto ore al giorno, come abbiamo sempre fatto. Poi torniamo in stanza, cena e si va a letto. Non abbiamo mai avuto, neanche quando si poteva farlo, il tempo libero per girare e incontrare altra gente. Ciò che invece ci ha davvero sconvolte - aggiunge il Capitano - è stato il posticipo di tutte le gare internazionali che avevamo in programma (dalle Coppe del Mondo, a cominciare dalla tappa di Pesaro, all'Europeo di Kiev, ndr.). Un trauma vero. Ma capiamo perfettamente la gravità della situazione. Noi siamo fortunate, anche se non abbiamo obiettivi a breve termine. La possibilità di fare ogni giorno ciò che amiamo, in pedana, ci fa comunque comprendere meglio l’importanza di tante cose e ci rende ancor di più consapevoli di quanto sia importante la salute, alla luce di tutte le persone colpite da questa terribile pandemia. Siamo privilegiate ma al tempo stesso investite di una grande responsabilità. L’unione è la nostra forza - prosegue Alessia – pur se la parola d’ordine oggi è distanziamento sociale, perché tutte e dieci siamo un’unica entità. Ora che non abbiamo nemmeno più la possibilità concreta di vedere i nostri genitori e gli affetti più cari, le mie compagne sono le mie sorelle. Questo crea certamente, fra noi, un rapporto ancora più speciale e unico”. Spazio, quindi, alla tecnologia per tenere saldo il legame con il mondo esterno. “Usiamo tantissimo Skype, FaceTime per parlare con chi non abbiamo la possibilità di incontrare dal vivo - racconta la Maurelli - e gli abbracci li scambiamo solo, naturalmente, fra di noi. Per ingannare un po’ il tempo nei momenti di riposo, inventiamo dei piccoli éscamotage. Settimana scorsa, ad esempio, abbiamo organizzato una specie di festicciola e poi ci siamo messe a ballare, tra di noi. Purtroppo non abbiamo i balconi dai quali affacciarci per cantare insieme ai vicini. Ma l’Inno nazionale speriamo di ricantarlo presto e a squarcia gola dal gradino più alto di un podio. E ancora… Manicure, cerette: siamo dieci ragazze e quindi non ci si annoia mai. Poi tanti scherzi. Ne abbiamo fatto uno a Martina Centofanti facendole credere che saremmo partite per l’estero ad allenarci, con tanto di lista delle cose da preparare. Lei c’è cascata in pieno e temo ce la faccia pagare a breve. E poi stiamo preparando una sorpresa per i nostri fan. Vogliamo far sapere loro che noi ci siamo. Non mi va di svelare nulla ma posso solo dire che sarà una cosa carina. Noi siamo qui e continuiamo a vivere per la ginnastica”. Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Agnese Duranti, Letizia Cicconcelli, Martina Santandrea, Anna Basta, Nina Corradini, Daniela Mogurean, Alessia Russo e Laura Paris, con le loro allenatrici Emanuela Maccarani, Olga Tishina, Chiara Ianni e Federica Bagnera, in questo momento sono né più né meno come una grande famiglia allargata, rimasta confinata in un ambiente protetto, che per sua stessa natura, a prescindere dalla pandemia, tendeva ad isolarle dal mondo esterno. Questo è sempre stato l’elemento vincente del polo desiano, che nell’emergenza si traduce in una caratteristica salvifica. Chiuse nel loro castello, le nostre principesse sognano l’azzurro e l’abbraccio dei loro tantissimi appassionati. Sognano di sentirli gridare: volate Farfalle! #DISTANTIMAUNITE alla comunità dei piccoli attrezzi, alle giudici e alle avversarie degli altri Paesi che diventano sodali di una battaglia contro un nemico comune. Un nemico sfrontato che dice #IORIMANGOACASA anche alle farfalle, gli esseri più volatili che ci siano, che taglia loro le ali, toglie il respiro, infetta le certezze e mangia i sogni. Eppure le nostre ragazze nella solitudine dei loro numeri primi continuano a combattere, disegnando con il nastro un ideale “andrà tutto bene”. Per non arrivare a dire, come il poeta polacco Stanislaw J.Lec: “Ho sognato la realtà. Che sollievo svegliarsi!”.