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Missione compiuta per Giorgia Villa e compagne. L’obiettivo di strappare il biglietto per i prossimi giochi olimpici di Tokyo è stato colto con largo margine, anche se tutto, durante la competizione non è filato liscio come sarebbe dovuto. Per tre quarti di gara il team diretto da Enrico Casella, accompagnato in pedana da Monica Bergamelli, con Marco Campodonico e Tiziana Di Pilato a bordo campo, ha tenuto testa alle più quotate avversarie di questo mondiale, che si sta rivelando di altissimo livello. Discreta la prova della nazionale al corpo libero, l’attrezzo con cui le azzurre hanno incominciato questa attesissima rassegna iridata. Qualche piccola sbavatura ma il 38.700 conquistato dalla Villa, Elisa Iorio, Asia D’Amato e Desiree Carofiglio è stato sufficiente per rimanere nelle posizioni di vertice. Al volteggio (43.666) e alle parallele asimmetriche (42.566), autentici cavalli di battaglia delle azzurrine, il team italiano vola al terzo posto della classifica parziale, dietro solamente a Cina e Francia. Alla trave però ecco il patatrac: 36.999. Mettono i piedi per terra, in rapida successione, la Villa, Asia D’Amato ed anche la Carofiglio, facendo davvero temere il peggio per una competizione che andava complicandosi, e non poco. A vestire i panni della salvatrice della Patria ci ha pensato una stoica Iorio, che eseguendo un esercizio di qualità ha permesso alla nazionale italiana di superare di un soffio Germania e Belgio, anche se la Gran Bretagna ci è stata superiore per appena 32 millesimi di punto. Complicandosi così la vita le Fate hanno dovuto attendere fino all'ultima suddivisione, quella di Stati Uniti e Brasile, con le dita incrociate. Le carioca, complice anche un infortunio al volteggio della Barbosa non sono andate oltre un 157.596. E così è stata festa doppia. Soddisfatto anche il Presidente federale Gherardo Tecchi, giunto in Germania insieme al Segretario Generale Roberto Pentralla, proprio per stare vicino ai suoi ginnasti, nel momento più importante del quadriennio. Il pass per i Giochi e una piazza utile per la sfida iridata (l'ottava vale la prima, visto che martedì 8 si ricomincerà da capo, in diretta su Rai Sport e sul canale YouTube della FGI) erano gli obiettivi della vigilia. Finora la missione è più che compiuta. Da adesso, in campo femminile, la road to Tokyo è tutta in discesa. Davanti all'Italdonne, ferma a quota 161.931, ci sono le marziane degli Stati Uniti (174.605), la Cina (169.161), la Russia (168.080) - quindi, in pratica, il podio di Doha 2018, seppur con la seconda e la terza posizione invertite - una sorprendente Francia (166.713), il Canada (162.922), l'Olanda (162.922) e la Gran Bretagna (161.663). Metà delle otto dunque è nell'intervallo di un punto, l'altra metà sembra, apparentemente, quella in lizza per le medaglie. A livello individuale la stella di Ponte San Pietro, dodicesima, entra nella finale All-around di giovedì 10 con il totale di 54.399, insieme alla Iorio (decisiva con la sua trave da 12.633 per l'ingresso della FGI nel ghota tedesco), diciottesima con 53.532. Nessun'altra finale di specialità, ma per un team di debuttanti al gran ballo dei grandi attrezzi ci sarà tutto il tempo per rifarsi. Magari lì dove sorge il Sole.

Foto Simone Ferraro / FGI