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La lunghissima giornata inaugurale dei 33esimi Campionati d’Europa di Ginnastica Ritmica ha visto sulla pedana della Papp Laszlo Sportarena di Budapest le tre individualiste azzurre, convocate per l’occasione dalla DTN Marina Piazza. Ad aprire la prima delle tre rotazioni delle qualifiche è stata la ceca Daniela Nemeckova e al tredicesimo annuncio lo speaker magiaro ha chiamato Alessia Russo, artefice al cerchio di un 15.950 (D.8.0 – E.7.950). La ventenne toscana allenata da Germana Germani all’Armonia d’Abruzzo ha fato dunque la sua parte, portando in dote tutta l’esperienza accumulata nel quadriennio precedente e fungendo da splendida apripista del team azzurro, sulle note di “mad about you” degli Hooverphonic. Giusto il tempo di ammirare l’estone Viktoria Bogdanova ed è stato il turno di Alexandra Agiurgiuculese, forse la debuttante più attesa delle individualiste italiane, per quanto aveva fatto vedere ad Holon nel 2016 tra le baby e in Coppa del Mondo, a Pesaro (bronzo al nastro) e a Sofia (argento alla palla), tra le big. Il cerchio dell’étoile di origini rumene - cresciuta alla corte di Spela Dragas, nell’ASU di Udine, insieme a Magda Pigano - montato su Earth Shaker degli Audiomachine, non va oltre un 16.200 (D. 8.0 – E. 8.200) e in realtà non riesce, come in altre occasioni, a scaldarci il cuore. “E’ vero, non sono stata brava ad interpretare l’esercizio come avrei voluto – ci conferma la sedicenne di Iași, la cittadina che diede i natali anche ad Andreea Stefanescu, farfalla di bronzo a Londra nel 2012 – Infatti non ero contenta. Sono rimasta troppo passiva, non mettendoci l’anima come ho sempre fatto, anche in allenamento. Con la palla invece credo di aver trasmesso la mia immensa passione per questo sport”. E il pubblico lo ha avvertito, accompagnando l’uscita di Alex con un lungo applauso, mentre la giuria faceva comparire sul maxi schermo un 17.225 (D. 8.4 - E.8.750), sicuramente più consono alle qualità della friulana di adozione e soprattutto buono per la final eight di dopodomani (7ª). “Nel pomeriggio mi sono allenata sugli altri due attrezzi – ha concluso l’Agiurgiuculese, che a metà gara si trova a quota 33.425, sesta nell’all-around, preceduta soltanto dalla russa Aleksandra Soldatova con 37.250, dall’israeliana Linoy Ashram con 35.950, dalla coppia bielorussa composta da Alina Harnasko e Katsiaryna Halkina con, rispettivamente, 35.650 e 35.050 e, tra loro, dalla bulgara Neviana Vladinova (35.350) -  Però se mi chiedete in anticipo come andrà domani con le clavette e il nastro vi rispondo no comment, spero solo di far bene”. Sempre con la palla si è presentata anche la nostra seconda esordiente, Milena Baldassarri, l’altro prodotto della fucina fabrianese. Classe 2001, al pari dell’Agiurgiuculese, la ravennate cresciuta da Kristina Ghiurova e Julieta Cantaluppi ha ottenuto 15.950, lo stesso punteggio della Russo al cerchio, ma con 7.500 di difficoltà ed 8.350 di esecuzione. “Potevo fare meglio – confessa l’azzurrina, che compirà sedici anni ad ottobre e continua a farsi ammirare, come canta Fred Buscaglione in “Guarda che Luna” – Si può sempre far meglio. Però come partenza ci può stare. Ora arrivano due specialità per niente facili e bisogna prestare la massima attenzione. Comunque con il tifo che ci fanno i nostri tifosi dagli spalti nulla è impossibile”. Grazie al gioco di squadra delle nostre ginnaste, senior e junior, il Team Italia si ritrova, al giro di boa, in quinta posizione con 81.425, dietro, nell’ordine, a Russia, Bielorussia, Israele e Bulgaria. 

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