Il dio del tuono, dei fulmini e delle tempeste è tornato. Con il personale di 13.633 (D 5.4 - E 8.233) Salvatore Maresca, detto Thor, si qualifica per la final eight agli anelli della World Cup di Baku. Una sfida che vedrà un’altra divinità del castello, l’olimpionico greco Eleftherios Petrounias (14.466), misurarsi con i migliori specialisti del momento, a cominciare dal giapponese Kiichi Kaneta (14.366) e dal russo Ilia Zaika (14.366), entrambi più giovani di oltre dieci anni rispetto al tre volte iridato, oro ai Giochi di Rio de Janeiro. Nella compagnia dell’anello azero, dietro l’altro nipponico Wataru Tanigawa (14.000) e l’idolo di casa Nikita Simonov (13.966) c’è il trentaduenne di Castellammare di Stabia, in forza al gruppo sportivo della Polizia di Stato, che in qualifica ha fatto meglio dell’argentino Daniel Villafane e del turco Mehmet Ayberk Kosak, fermi pari merito a quota 13.500. Un bel rientro, dopo la lunga assenza a causa dell’infortunio in allenamento al Pala DiCerbo, quasi due anni fa, per il campione campano, bronzo, lo ricordiamo, ai mondiali di Kitakyushu nel 2021, che sulle rive del Caspio si tolse già la soddisfazione di vincere un titolo di specialità, in Coppa del Mondo, nel 2022, fermandosi però ai piedi del podio nel 2024.

Sono rimasto un po' spiazzato dal grip sugli anelli – ci racconta Salvatore - perché qui c'è un magnesio un po' più umido, quando io sono abituato a quello secco, quindi diciamo che nell'impugnatura non ho trovato la mia solita presa. Nonostante ciò sono riuscito a portarmi a casa la finale, ora devo solamente sistemare gli ultimi tre movimenti. Con Marcello (Barbieri, nda) siamo riusciti ad inquadrare i punti deboli e faremo di tutto per ripresentarci dopodomani più competitivi che mai”. Maresca, sabato, avrà di nuovo una chance brillante, che potremo seguire in diretta su SportFaceTv con il commento di Marcello Brancaccio e Thomas Grasso. Ma se il nume ginnico della mitologia norrena sorride, gli altri Avengers mica tanto. Il castello di Edoardo De Rosa non ha torri altrettanto alte. L’11 tondo (D.3.9 - E 7.100) del 2000 di Sesto San Giovanni e figlio della caduta sul doppio avanti carpio in uscita. Errore ripetuto purtroppo anche alle parallele, dove il talento del Cat di Seveso, dopo un’ottima esecuzione, ha perso le gambe all’arrivo, sul doppio carpio dietro, mettendo giù le mani. Il conseguente 12.133 (D 4.9 - E 7.233) gli vale la 14esima piazza. Fa un pochino meglio Gabriele Targhetta che vediamo impegnato in una rara apparizione in un attrezzo che non è il cavallo. Il monzese di Mestre colleziona un buon 12.566, considerando che partiva da 4.2. Niente finale, ma l’esperimento di allargare i propri orizzonti su specialità diverse, fuori dalla propria confort zone alle maniglie, può dirsi riuscito, soprattutto in chiave futuro lavoro di squadra.

Al comando sugli staggi pari, provvisoriamente, troviamo Tanigawa (14.233) davanti all’australiano Jesse Moore (14.100) e all’ucraino Nazar Chepurnyi (14.000). Al corpo libero, invece, assenti gli azzurri, comanda il kazako Milad Karimi (14.433), inseguito dal bielorusso Yahor Sharamkou (14.033) e dal “canguro” Moore, terzo a 14.000. Lato donne, con l’Italia che non partecipava alla rincorsa sui 25 metri, la più lesta è stata la russa Anna Kalmykova che con la media del 13.549 precede i volteggi della panamense Hillary Heron (13.083) e dell’Uzbeka, l’eterna e inimitabile Oksana Chusovitina (13.049).

Nell’altra rotazione femminile di giornata, alle parallele asimmetriche, la lotta al vertice, al momento, è una questione tra l’atleta individuale russa Leila Vasileva (14.166), la connazionale AIN Kalmykova (14.066) e la stella di Bercy, la regina olimpica algerina Kaylia Nemour (14.066). Artemisia Iorfino, decima con 12.333 (D 5.9 - E 6.433) ha portato una combinazione nuova, ma si è fermata dopo il Pack e da lì, al posto di continuare, ha messo una kippe in più e quindi ha perso un po' di decimi. Diciamo che senza quell’esitazione, con il suo programma pulito, sarebbe certamente rientrata tra le prime otto. È la prima esperienza sul podio per la promessa della Libertas Vercelli, quindi un po’ di agitazione era pure preventivabile. L’altra italiana, Chiara Barzasi, protagonista di una prestazione davvero convincente ai Mondiali di Giacarta nel 2025, incorre pure lei in una imprecisione sul Pack che la porta a sbagliare lo Shaposnikova con mezzo giro. L’11.666 (D 5.5 - E 6.166) della giuria della Milli Gimnastika Arenasi è buono appena per la 18ª piazza. Ma la stellina della Renato Serra, avrà altre due possibilità di riscatto, nel Day 2 delle qualifiche, domani, a trave e corpo libero, insieme ad Angelica Finiguerra della Forza e Coraggio, che oggi mordeva il freno scaldando i motori.

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