Se a Glasgow la regina della prima edizione degli Europei multisport era stata, nella ginnastica artistica femminile juniores, Giorgia, a Monaco di Baviera si è presentato al grande pubblico il giovane Riccardo. Classe 2005, quindi di due anni più piccolo della bergamasca, il talento di Monza non ha vinto l’all around, come riuscì all’agente della Polizia di Stato (con Mozzato che faceva altrettanto tra gli uomini under diciotto) ma al cavallo con maniglie grazie ad un 14 tondo (D. 5.500 E. 8.500) che migliora, e di tanto, il 13.066 delle qualifiche. “Sono entrato in finale con l’ultimo punteggio – precisa l’azzurrino della Pro Carate - perché non avevo fatto il Busnari (partendo da uno Stöckli alla verticale si esegue una rotazione di 360 gradi con spostamento da una parte all’altra del cavallo ripartendo poi con i mulinelli Thomas). Su suggerimento dello stesso Alberto, che mi ha allenato a lungo ed era qui al seguito della squadra senior, ho aggiunto per la finale l’elemento che porta il suo nome, aumentando la nota di partenza di oltre cinque decimi. Ma soprattutto ho cambiato mentalità, perché rispetto alla gara a squadre, dove non potevo sbagliare per aiutare il gruppo, qui me la sono giocata fino in fondo. Sono patito con l’idea di dare il massimo, anche con il rischio di cadere”. Strategia vincete, studiata a tavolino anche con il referente delle squadre giovanili, Nicola Costa, e con Corrado Corti, che lo segue tutti i giorni nella società brianzola. “Ho conquistato il titolo nell’attrezzo che amo di più, succedendo ad un fenomeno come Illia Kovtun che vinse a Mersin nel 2020, e me ne vado dall’Olympiahalle con due ori al collo. Non potevo sperare di meglio – prosegue il ragazzo che in Germania, e precisamente alla DTB Pokal di Stoccarda, aveva inaugurato la stagione imponendosi proprio al cavallo, prima di conquistare qualche altro piazzamento di prestigio agli EYOF in Slovacchia – Anche io spero, un giorno, di inventare un movimento originale riconosciuto dal Codice dei Punteggi, come ha fatto Alberto Busnari, un quattro volte olimpico, fonte di ispirazione per me come per altri miei compagni”. Prima di Riccardo Villa, nella storia degli europei juniores erano riusciti a vincere l’oro soltanto Matteo Ferretti agli anelli di Praga 1994, Matteo Morandi a quelli di S. Pietroburgo 1998, Nicolò Mozzato nel concorso generale e alla sbarra di Glasgow 2018 ed Edoardo De Rosa, proprio al cavallo, sempre in Scozia. Quindi, visto che la FGI non prese parte alla rassegna turca di due anni fa, a causa dell’emergenza Covid, in un certo senso è come se si fosse ripresa ciò che era suo. “Dedico la medaglia alla mia famiglia e a tutta la palestra di Carate Brianza”. Al secondo posto, per la cronaca, si piazza l’armeno Hamlet Manukyan con 13.966. Bronzo per il georgiano Dachi Dolidze con 13.533. Villa era in finale anche agli anelli, dopo però con un esercizio da 12.900 non va oltre la settima piazza.

RISULTATI E CLASSIFICHE

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