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Thomas Grasso, nato a Rimini l’8 dicembre del 2000, cresciuto alla Polisportiva Celle, si ritrova adesso in Giappone, più precisamente a Kitakyushu, per disputare la 50ª edizione dei campionati del Mondo di Artistica maschile. Lo abbiamo intervistato prima della prova podio di domani per conoscere più a fondo il ginnasta convocato dal Direttore Tecnico nazionale come specialista al volteggio. Sarà proprio sulla rincorsa dei 25 metri che Grasso effettuerà i suoi tre avvitamenti al primo salto e il Kasamatzu 1 1/2 (2 avvitamenti e mezzo dalla rondata) nel secondo, cercando di accaparrarsi un posto tra i migliori otto in questa specialità. Ma ripercorriamo la sua storia fin dagli inizi: la nascita nella Polisportiva Celle, il bellissimo rapporto con il suo allenatore che ha sempre creduto in lui e le sensazioni in vista di un appuntamento così importante per un atleta.

Come ha iniziato a fare ginnastica?

Ho iniziato a sei anni perché mia mamma insegna Ginnastica Artistica. Una strada già segnata in partenza (ride, ndr.). Appena nato ero già in palestra nonostante lei non volesse per forza che iniziassi questo sport. Diciamo che è stato inevitabile. Sono nato e cresciuto alla Polisportiva Celle anche se sono sempre andato in prestito in altri club: dalla Romagna Team, alla Nardi Juventus e ancora alla Pro Carate. Una condizione inevitabile dato che la mia società non ha ancora una squadra di Serie A1.

E l’amore per il volteggio come è nato?

C’ho messo tanto a raggiungere lo stato di forma e di preparazione in questo attrezzo. Allenarmi sui tre avvitamenti al volteggio è stata un’idea del mio allenatore Pietro Di Pumpo. All’inizio non ci credevo ma con il suo aiuto ho superato ogni dubbio e abbiamo raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati. Sottolineo abbiamo perché lui c’è in ogni salto che faccio. È un mio punto di riferimento. Durante la mia permanenza in Giappone non ci sarà ma so che lui è a casa e tifa per me.

Il rapporto con il suo allenatore è molto forte quindi?

Pietro è una persona fantastica. Mi sono sempre allenato con lui fin da piccolo. Crede più lui in me di quanto lo faccia io a volte. Sono felice di averlo nella mia vita.

Il 2021 è stato un anno di grandi successi. Due ori al volteggio nelle gare nazionali, la World Cup di Varna in Bulgaria e l’esordio al mondiale di Kitakyushu. Quali sono le sue sensazioni?

I due ori al volteggio al Campionato Assoluto di Napoli e alla Coppa Campioni di Fermo mi hanno dato la carica giusta per affrontare al meglio le fasi di preparazione in palestra. Alle volte serve questa scarica di adrenalina per mantenere ben saldo il timone a dritta. Alla World Challenge Cup di Varna sono arrivato ottavo sulla rincorsa dei 25 metri ma sentivo di poter fare meglio. Mi sono messo alla prova, non è andata come speravo ma è stata un’esperienza formativa. Essere poi convocato tra gli azzurri che difenderanno il tricolore al Campionato del Mondo è stata la ciliegina sulla torta. Non ho grandi aspettative, a dir la verità. Mi impegnerò al massimo per fare al meglio ciò che so fare, soprattutto al volteggio, e spero di fare i miei due salti così come ho fatto durante tutto questo anno di preparazione, sia in allenamento sia in gara.

È partito per il Giappone con Bartolini, Lodadio, Macchini, Maresca e Mozzato. Ginnasti che ormai si sono fatti un nome a livello internazionale. La spaventa o la incoraggia essere qui con loro?

Entrambi! Da un lato far parte di questa squadra è sicuramente magnifico dall’altro, però, sento una pressione e una responsabilità maggiore. Non posso deludere loro ma soprattutto me stesso. Quello di Kitakyushu sarà un Campionato del Mondo individuale. Il primo avversario da battere saremo noi stessi. Ho visto tutti loro sempre come un punto di arrivo molto lontano e ora che sono qui mi rendo conto che è solo l’inizio.

Tra di loro c’è qualcuno che ha visto come un atleta da eguagliare?

Sicuramente Nicola Bartolini perché è molto forte negli stessi attrezzi che faccio io. A Napoli, in Serie A, abbiamo gareggiato insieme e ho potuto guardare meglio il suo stile e migliorare di conseguenza i miei movimenti.

A livello internazionale, invece, ha delle preferenze?

Non per essere scontato ma ho sempre adorato Kohei Uchimura. Lo stile dei giapponesi, la loro pulizia e precisione mi ha sempre affascinato. Al volteggio so che porteranno ben due specialisti, sarà entusiasmante poter gareggiare con loro.

Obiettivi per il dopo Mondiale?

Questa gara stravolgerà un po’ tutti i miei equilibri, già lo sento. Magari prima pensavo a far bene la mia serie A o magari un Assoluto cercando le finali al volteggio e al corpo libero. Adesso vediamo come andrà e ne riparleremo al ritorno. Sarà una bellissima esperienza che in ogni caso poterò sempre con me.