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Base 1 chiama Top. Rispondi Top. Perry in the Sky, come cantavano i Beatles nel 1967 nell’album Sgt. Pepper's. Però with Acrobatic, al posto dei Diamanti. E Perry, non Lucy, è Marta Peretta, il terminale della piramide azzurra che vola nel cielo chiuso della Vitrifrigo Arena, l’astronave di Pesaro dove sono in corso gli Europei Acro. Amalia Solzi è Base 1, e nessun problema Houston perché il lancio con la scienziata in rampa non può che andar bene. La ventiquattrenne di Cernusco sul Naviglio studia Fisica. “Sto preparando la tesi della triennale, a dicembre mi laureo” – precisa. Perché fisica? “Perché no?” è la risposta semplice delle menti affilate. “In quinta superiore feci una gita al CERN di Ginevra, rimasi folgorata dalle particelle. Mi piace l’astronomia, studiare le stelle”. È la ginnasta più basica del trio, sprofondata nelle fondamenta terrestri delle composizioni italiane eppure Amy è colei che guarda all’infinito astrale e sogna di diventare un’astronauta. “Infatti più che il balance preferisco le spinte dinamiche, esercitare la forza esplosiva, fare i lanci”.

Insomma mandare Perry in orbita. Quella però che gravita intorno al Sole, perché la sedicenne di Cassina de’Pecchi è l’energia che irradia il gruppo. Quando le cose non vanno e il trio s’incupisce in un’eclissi umorale…”lei ne spara una delle sue e torniamo a sorridere” – racconta l’allenatrice Marta Rigon. Poi c’è Base 2, la mediana che per sua stessa definizione è un misto pesce, e come il pezzo mancante del mosaico lombardo si lega alla perfezione tra l’esuberanza della teenager volante e la razionalità della professoressa di fisica. “Ely è una delle persone più complesse che io conosca – continua la tecnica federale - inquadrata come una sportiva e astratta come un’artista”.

Elisa Jandolo Cossu è un glicemico di dolcezza pura che può diventare glicerina, da maneggiare con cura, altrimenti basta un nitrato ed esplode. E il mix è congenito, in una famiglia di origini per metà sarde e per metà slave, da cui il doppio cognome che nel tempo ha perso la lineetta separatrice, mischiando il tutto. Studia comunicazione e relazioni internazionali, dopo la triennale di mediazione linguistica alla Civica Altiero Spinelli di Milano. La mediana Acro che ha studiato mediazione, tutto torna. Anche il 110 e lode, malgrado gli allenamenti, l’attività agonistica e il lavoro in palestra come istruttrice. E non parlategli di sacrifici, perché dice di non farne. Poco tempo libero? niente affatto, il tempo è relativo, teorizzava Einstein sul tram al centro di Berna, e il suo diventa un’equazione matematica. “Più tempo hai e più ne sprechi – spiega la dottoressa Jandolo Cossu – Per noi si tratta di ottimizzare quello che ci resta della giornata, godendoci il meglio di ogni cosa, senza scarti”.

Guardandole in pedana, per le acrobazie che fanno, sembrerebbero fuori di testa, intervistandole, invece, si scopre che le loro sinapsi vanno a velocità doppia e se misurassimo il QI (quoziente intellettivo) dei presenti, il test più basso sarebbe di chi vi scrive. “Io ho sempre vissuto così, faccio sport da quando ho memoria. Mia madre, Laura Montalbetti, era nazionale di nuoto e mi ha trasferito fin da piccola la sua passione. Non sono mai stata obbligata però, sono un tipo dinamico, mi piace uscire di casa, ho fatto orari folli per ritagliarmi i miei spazi, soprattutto negli ultimi tre anni di allenamenti. E come dico sempre alle mie allieve, se hai degli amici che capiscono cosa stai facendo, saranno loro a venire verso di te. L’estate faccio due settimane di vacanze da quando andavo alle superiori. Conosco gente che si fa tre mesi. La differenza è tutta lì, in come impieghi quelle dieci settimane di differenza”. Fu una compagna delle elementari a portarla per la prima volta in palestra a Vignate, in via Galvani 1. All’interno della scuola media ci sono i corsi base di artistica divisi per età - cuccioli (3-5 anni), allievi (6-7 anni) e junior (dagli 8 anni in su) - e l’agonistica di Acrobatica con tutte le categorie. “All’inizio non ero un granché, poi la svolta quando da top sono passata a base. A differenza di Marta (Peretta ndr.), avevo paura di volare”.

I miei genitori ci tenevano che facessi sport – racconta invece Elisa – Ho nuotato, ho sciato ma a sette anni, ero in seconda, una sera sono entrata in una palestra ed ho visto un saggio dei corsi di ginnastica. Mi sono girata verso mia madre e le ho detto…iscrivimi! Dopo poco ero agonista di acrobatica. Mi piace anche la ritmica, la trovo elegante, ho tifato per le Farfalle a Tokyo. Vanessa Ferrari? Lei è un mito. La seguo fin da quando ero bambina, è sempre stata per me un esempio di dedizione e costanza”.

Base 1 chiama Top. Rispondi Top. “Io ho cominciato in prima elementare – ci dice Perry, classe 2005, l’apparecchio ai denti e un sorriso solare che scalda il cuore - prima con l’artistica, poi grazie a Gianluca, un amichetto che faceva Acro in oratorio, ho cambiato genere. E contemporaneamente praticavo nuoto sincronizzato. Ora sono sette anni che mi dedico soltanto all’acrobatica. Frequento il terzo scientifico. I miei compagni di classe si sono appassionati e mi seguono. E naturalmente sono la preferita del prof. di educazione fisica”. L’acrobata del circo affida la sua salvezza alla rete, la ginnasta volante la mette nelle mani delle sue compagne, che sono il punto di partenza e di arrivo dei propri sogni. “Sono sempre stata spericolata – continua - non ho vertigini o paure dell’altezza. Con il tempo riesci a controllare meglio il tuo corpo, diventando più precisa nei movimenti. Mi piace essere lanciata nel dinamico”. “Anche io lo preferisco, rispetto allo statico – si inserisce Ely – La musica l’abbiamo scelta, dopo un saggio con Michael Jackson che ci era piaciuto tanto. Però dei tre l’esercizio che sento di più è il combinato”.

Con una liceale dello scientifico, una laureata e l’altra quasi non c’è posto per la scaramanzia o la superstizione. Niente amuleti, talismani o portafortuna, c’è solo uno scheletro nell’armadio: “Prima di una gara, quando io e Amy eravamo bimbe – ci svela Elisa - usammo una paletta per il trucco a forma di gufo. La gara andò male e la paletta l’abbiamo buttata in un armadietto. Probabilmente è ancora lì da una decina d’anni”. Base 1 chiama Top. Rispondi Top. Base 2, inizia il conto alla rovescia, motori accesi. Domenica la prima finale italiana di Balance in un Europeo di Acrobatica. Amalia, Elisa e Marta sono pronte ad esplorare nuovi mondi, per arrivare lì dove nessun ginnasta azzurro dell’Acro è mai giunto prima. Godiamoci lo show! “E’ il nostro grido di battaglia – ci svelano in coro - quando stiamo per entrare in pedana, ci battiamo il pugno e lo diciamo l’una all’altra”. Dieci, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno…decollo! È Show Time ragazze. Buon viaggio!