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Pronti, via ed è…Europeo! Non è mai facile per un o una ginnasta approcciare la gara, figuriamoci quando ci arrivi con una combinazione nuova, dopo due anni di allenamenti a singhiozzo, durante un’emergenza sanitaria globale. E’ la storia del trio femminile dell’acrobatica azzurra che oggi è esploso di energia, sulle note del re del pop, in un medley di Michael Jackson, come una stella, anzi tre che non vedevano l’ora di splendere. Amalia Solzi (base 1), Elisa Jandolo Cossu (base 2 o la media) e Marta Peretta (la top) sono le componenti di un razzo tricolore lanciato nello spazio per conoscere l’ignoto di una disciplina che per il nostro Paese è ancora tutta da esplorare. Con venticinque anni di ritardo l’Acro Italiana si presenta, infatti, alla 30esima edizione della rassegna continentale, tra l’altro in casa, alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, con tre “quasi” matricole determinate a bruciare le tappe e a recuperare il tempo perduto.

Ma c’è anche l’Italia? Si saranno domandate le solite superpotenze: la Russia, che stasera ha vinto il titolo nel dinamico con 28.910, il Portogallo, argento con 28.710, oppure il Belgio terzo con 28.500, e ancora l’Ucraina (27.810), la Bielorussia (27.460), l’Olanda (26.710), la Germania (26.690) e la Gran Bretagna (26.260). E pure Israele, che è un’altra corazzata dell’acrobatica mondiale, costretta però alla 11ª piazza, prima riserva a quota 25.570, a 140 millesimi, pensate un po’, dal gruppo dell’ASD Vignate Sport, dodicesimo con 25.430 (A. 8.400 E. 16.300 D. 0.73).

Siamo venute qui con l’obiettivo di far bene – ci racconta una sorridente Marta Rigon, l’allenatrice delle nostre tre ragazze – Marta Peretta è entrata nel 2019, questa combinazione si allena da poco insieme, eppure non sembrava affatto. Sono tanto soddisfatta per la parte coreografica. A livello esecutivo abbiamo sporcato qualcosa. Mi riferisco agli errori sugli elementi dinamici in cui la top viene ripresa e torna sopra le basi. E sull’ultima spinta. Ma, ripeto, per un esordio, per giunta casalingo, in campo internazionale, seconde riserve…direi niente male. E aggiungerei, con i debiti scongiuri, che abbiamo superato l’ostacolo maggiore. Domani infatti ci attende il balance montato sulla colonna sonora di Hansel & Gretel, dove ci sentiamo più sicure, anche se in gara non si può mai dire”.

La scaramanzia è d’obbligo ma nella ginnastica non si inventa niente e il lavoro fatto in palestra, quasi sempre, emerge in competizione. Soprattutto per tre “moonwalker” pronte a trasformarsi in cacciatrici di streghe, come nel film di Tommy Wirkola del 2013. “Gli accademici se li sono confezionati da sole – continua la Rigon – cucendosi gli inserti uno ad uno. La coreografia sarà mozzafiato. Se con le avversarie più titolate abbiamo ancora un gap da colmare sulle difficoltà, nell’artistico, invece, nulla da invidiare”. Le campionesse del mondo in carica, le russe Daria Tikhomirova, Sofia Polishchuk e Daria Chebulanka, da stasera reginette europee, sono avvertire, alla pari delle lusitane Maria Mendes, Raquel Fernandes e Mariana Rocha e o delle belghe Kim Bergmans, Bo Hollebosch e Lise De Meyst. L’Italia sarà presto un avversario in più da tener d’occhio. Forse non sarà domani, cantava Luigi Tenco, ma dopo il “vedrai vedrai” degli azzurrini alla Age Group Competitions della scorsa settimana c’è di che sperare che un bel giorno (il podio) cambierà!

Per quanto riguarda le altre categorie nelle finali odierne sono arrivate soltanto conferme dai recenti protagonisti dei Mondiali di Ginevra. Le portoghesi Rita Ferreira e Ana Teixeira, dopo l’exploit iridato, hanno tenuto a distanza di sicurezza, un paio di decimi, le russe Amina Omari e Diana Korotaeva. Bronzo per la coppia femminile israeliana che due anni or sono stupì tutti ad Holon nella gara juniores. Almog Green e Maayan Zunenshine hanno dimostrato che il salto di categoria può essere indolore. Semplicemente favoloso il gruppo maschile russo composto da Bogdan Makeev, Viktor Grechukhin, Dmitrii Slabukha e Vadim Nabiev. Con il punteggio “monster” di 29.820 la medaglia d’oro è una formalità. I belgi Simon De Wever, Wannes Vlaeminck, Jonas Raus e Viktor Vermeire hanno comunque conquistato prima il pubblico con la loro routine ispirata al selvaggio West e poi la piazza d’onore. Terzi i britannici Andrew Morris-Hunt, Bradley Gold, Finlay Gray e Archie Goonesekera. Avvincente pure la sfida nello statico dove la coppia mista tedesca si presentava con il miglior punteggio in qualifica. E così i campioni d'Europa in carica i russi Viktoria Aksenova e Kirill Startsev hanno faticato parecchio per battere Pia Schuetze e Daniel Blintsov (29.440 contro il 29.290 della duo della Germania). Anche qui il bronzo vola Oltremanica grazie ai talentuosi Dylan Howells e Natasha Hutchinson. Last but not least, ecco il dinamico della coppia maschile, dove i ragazzi di Mosca, Timofei Ivanov e Maksim Karavaev vincono con il distacco maggiore di giornata - 0,990 – sui più vicini inseguitori, il binomio ucraino formato da Danylo Stetsiuk e Bohdan Pohranychnyi. Terzo bronzo per i ginnasti di sua Maestà. Stavolta sono i britannici Samuel Large e Sammi Nassman a festeggiare sul gradino più basso del podio.

Perché non ci sono tanti maschi nell’Acro italiano? Probabilmente per la scarsa conoscenza di questa disciplina – ci risponde la DTN Erica Loiacono - o per pregiudizi sbagliati di chi la reputa più adatta alle donne. Nelle altre delegazioni gli uomini sono la maggioranza e dopo averla provata in tanti riconoscono che la forza maschile è un valore aggiunto che gratifica lo spettatore e il praticante”. Insomma, l’Acrobatica è spettacolare e adatta a tutti. La FGI sta crescendo e, qualunque sia il risultato in pedana nei prossimi tre giorni - compreso il combinato azzurro, da non perdere, che ci regalerà adrenalina pura pompata sull’elettronica degli Audiomachine – il divertimento è garantito.

SENIORS - Men's group - Apparatus Final Balance

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SENIORS - Women's group - Qualification Dynamic

SENIORS - Women's group - Apparatus Final Dynamic