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Nella sua prima gara internazionale, tra le iniziali anche dell’intera sezione del Parkour italiano, ha già scritto il suo nome nella storia federale. Andrea Consolini, traceur azzurro, è il primo tesserato della Federazione Ginnastica d’Italia a vincere una medaglia, il bronzo nella finale dello speed, nella World Cup della disciplina, andata in scena a Sofia, in Bulgaria, a metà settembre. C’erano sei posti disponibili sul podio e di tutto il pianeta un italiano si è preso un gradino. Talento di Travagliato, in provincia di Brescia, campione italiano in carica nella velocità e vicecampione nella categoria del freestyle, Consolini si presenta all’ambiente della ginnastica con un'entrata in scena degna dei grandi interpreti e, dopo averci preso gusto, punta l’edizione inaugurale dei mondiali di Parkour, in programma nel 2022. Noi intanto lo abbiamo raggiunto per conoscerlo meglio. 

Andrea, come si presenterebbe agli appassionati di ginnastica?

Ho vent’anni, appena compiuti ad agosto. Faccio Parkour dal 2014, a livello agonistico però da due o tre anni. Mi alleno alla Brixia di Brescia (la stessa società di Vanessa Ferrari e delle fate dell'artistica, ndr.), sia al Palalgeco – infatti incontro spesso le ragazze della femminile di Enrico Casella, anche se loro si allenano in orari diversi – sia alla palestra delle Aquile Lab, dove sono seguito dal mio allenatore Andrea Pasinetti che dal responsabile Francesco Venturelli (nella fotografia, ndr.), il tecnico federale che era insieme a me in Bulgaria”.

Come si è avvicinato al Parkour?

“Una mia amica praticava lo praticava e così ho voluto provare. Prima avevo fatto altri sport ma mai nulla che riguardasse la ginnastica. Mi è subito piaciuto e quindi ho continuato”.

Ha realizzato di essere entrato nella storia della disciplina e della Federginnastica?

“Beh sì, mi sembra una cosa importante! Sono molto felice di questa medaglia, anche se all’inizio avevo un po’ paura di calarmi in campo internazionale. Non essendo abituato a confrontarmi con gare di questo tipo, ero preoccupato di affrontare i rivali di altri paesi. Alcuni li seguivo su Instagram e mi sembravano fortissimi e irraggiungibili. Dopo questa Coppa del Mondo, però, ho capito il livello generale. E che si può fare!”.

Un successo che arriva dopo le soddisfazioni nei Campionati Italiani a Rimini.

“Nel 2021 sono arrivato primo nello speed e secondo nel freestyle, sì, proprio una bella soddisfazione. L’anno prima non avevo partecipato perché mi ero operato alla caviglia ma nel 2019 avevo vinto entrambe le specialità. Mi piace fare tutte e due le categorie anche se preferisco la velocità, quella in cui sono più competitivo”.

Prossima fermata il Campionato del Mondo. Immaginiamo non veda l'ora di ripartire con la squadra del DTN Roberto Carminucci?

“Dovevo andare già lo scorso anno ad Hiroshima, poi la rassegna iridata è stata rimandata a causa del Covid. Adesso hanno riprogrammato i Mondiali a marzo, sempre in Giappone, e speriamo di poterli finalmente fare”.

A proposito di Giappone, ha seguito le imprese della ginnastica azzurra ai Giochi Olimpici?

“E’ ovvio, anzi per la finale al corpo libero di Vanessa Ferrari eravamo in palestra e abbiamo fermato l’allenamento per fare il tifo”.

Ha dei modelli a cui si ispira nel Parkour?

“In realtà, anche all’estero, il Parkour non è ancora così diffuso e diciamo che non ci sono dei traceur così importanti da prendere come punto di riferimento. I più noti sono gli atleti che hanno vinto le precedenti tappe di Coppe del Mondo”.

Allora sarà Andrea Consolini a diventare un idolo per le nuove generazioni…

“Certo, perché no? Magari!”.