Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Domani prendono il via gli Europei di Aerobica. Si comincia alle 12.00 con le qualifiche del trio juniores e l’individuale femminile senior, poi alle 16.30 sarà il turno dei gruppi e dell’Aerobic dance giovanile, dei big dell’individuale maschile e della coppia senior. In mezzo la cerimonia di apertura, alle 16.00 in punto, con l’attesa esibizione delle Farfalle della squadra nazionale di Ritmica, bronzo ai Giochi Olimpici di Tokyo.

Oggi si sono svolte le prove pedana e gli azzurri sono sfilati sul palco della Vitrifrigo Arena, testando tutti gli elementi, sotto gli occhi della Direttrice Tecnica Nazionale Luisa Righetti alla quale abbiamo chiesto le impressioni della vigilia e il clima che si respira nello spogliatoio italiano. “Rispetto ai Mondiali di Baku ci sentiamo molto più sereni – ha commentato il coach FGI – perché non siamo lontani da casa e in questo momento così complicato, vista l’emergenza sanitaria, siamo più comodi negli eventuali interventi d’urgenza, rispetto ad una trasferta all’estero. Il 2021 è stato l’anno della rinascita sportiva, dopo il lockdown della scorsa stagione, che ci ha tenuti a lungo lontani dalle competizioni”.

In Azerbaijan hanno concluso la loro carriera agonistica nomi importanti, che hanno fatto la storia dell’aerobica italiana, come Michela Castoldi e Davide Donati, ritiratisi dall’attività agonistica all’apice del loro successo sportivo. La rassegna pesarese rappresenta quindi una ripartenza anche tecnica per la nostra sezione. “Da una parte mi suscita tanta malinconia – confessa la Righetti – perché ho lasciato andare un pezzo di cuore, mio e dell’intero movimento. Loro due, ma anche Paolo Conti, Sara Natella ed Emanuele Caponera, erano un simbolo all’esterno e il collante del gruppo in palestra, per la loro esperienza e per il carisma e la fascinazione che esercitavano sui più piccoli. Dall’altra parte però sono molto felice nel vedere ciò che negli anni stava crescendo all’ombra dei nostri campioni affermati, venire alla luce e mostrarsi in tutto il suo splendore. Sono ragazze e ragazzi giovani – il più grande dei senior ha 23 anni - motivati e preparati, quindi mi aspetto di vivere un passaggio indolore, mantenendo il nostro ranking internazionale. È vero che in tutti gli sport ci sono sempre queste fisiologiche transizioni generazionali ma credo che il lavoro svolto in largo anticipo ci permetterà di affrontare la nostra di slancio”.

Abbiamo visto ai recenti Europei di calcio quanto sia importante la coesione del gruppo, che spesso aiuta a vincere più del talento individuale. E la scuola dell’Aerobica italiana ha fatto di questo un valore strutturale e caratterizzante. “Il nostro punto di forza è l’amicizia. C’era prima, tra gli atleti, gli allenatori, le rispettive società di appartenenza, è c’è tuttora. Direi che la solidità dei rapporti è tale da trasformarsi in goliardia. La maggioranza ha un carattere estroverso e trascina i più timidi verso un’allegria generale straripante che aiuta ad alleggerire i momenti inevitabili di tensione. Penso che la loro unione non possa che aumentare negli anni, cementandosi attraverso le esperienze competitive comuni”.

La concorrenza, al pari delle altre discipline, l’artistica, la ritmica, il trampolino elastico, è sempre più forte. Aumentano le nazionali emergenti, la ginnastica per fortuna si diffonde in paesi di minor tradizione, creando nuove realtà insidiose. Le medaglie però rimangono tre e un quarto posto, malgrado sia, a volte, un risultato straordinario per gli addetti ai lavori, passa erroneamente come una sconfitta. E’ chiaro quindi che in un Europeo casalingo vi siano per l’Italia maggiori aspettative e pressioni. “Non voglio fare pronostici – taglia corto l’allenatrice di Colleferro – Sono convinta che il nostro livello, in Europa, sia alto, con punte di eccellenza. Alcuni esercizi sono completamente nuovi, con strutture coreografiche inedite, e quindi dobbiamo attendere la valutazione della giuria per farci un’idea oggettiva della nostra reale forza. Ci sarà un grosso effetto sorpresa e ognuno si è tenuto il proprio asso ben nascosto nella manica”.

Dal campione del mondo spagnolo Miquel Manè, all’ungherese Daniel Bali (assente agli ultimi Mondiali sul Caspio) e al russo Semenov, dalla campionessa iridata turca Ayshe Onbasi, alla rumena Teodora Madalina Cucu, la bulgara Darina Pashova e la russa Dasha Tikhonova: sono questi gli interpreti più attesi nell’individuale senior. “Ma noi possiamo dire la nostra – incalza Luisa Righetti – e proveremo a inserirci nella lotta al podio. Nella coppia eravamo noi quelli da battere, ma Bullo e Patteri hanno i numeri per raccogliere la pesante eredità di Michela e Davide, impegnandosi al massimo e giocando un ruolo da outsider. Nella categoria trio, dove a Baku non eravamo entrati in finale, presentiamo due terzetti davvero interessanti, per contrastare i bulgari, che hanno una composizione scenica impressionante, e gli altri competitor. Che dire del gruppo? A Plovdiv, due settimane fa, ha fatto molto bene e adesso l’Italia è tra le realtà più temute. Le qualifiche dei prossimi due giorni ci diranno molto sul prosieguo del triennio”.

La similitudine con gli azzurri del pallone torna anche nello staff tecnico. Roberto Mancini ha voluto intorno a sé ex campioni, molti dei quali suoi compagni alla Sampdoria. Allo stesso modo, la panchina dell’Aerobica azzurra vanta ex atleti dal ricco palmares nazionale ed internazionale. Vito Iaia, Antonio Caforio, Galina Lazarova, Emanuele Pagliuca. Arianna Ciucci, Emiliano Granzotto, Giorgio Illiano e Federica Schiaffino (con la preziosa collaborazione di Monica Darone) non hanno bisogno di presentazioni e portano il loro personale bagaglio esperienziale.“Hanno un grande entusiasmo e sono motivati come alle loro prime gare da ginnasti – conclude la DTN – Sulle loro competenze tecniche, maturate sulla propria pelle, non c’è nulla da dire. E’ sul lato umano che stanno dando quel qualcosa in più che può fare la differenza. Alla goliardia dei ginnasti fa da contraltare la preparazione e la professionalità di uno staff carico di energia. Quella stessa che non possono più sfogare in pedana e che adesso riversano nei loro ragazzi. Nelle rispettive società allenano da diverso tempo, con risultati evidenti, non sono certo degli esordienti e sanno come si affrontano certe competizioni, avendo vestito la maglia azzurra”.