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Mila e Alex, sembra il titolo di un manga giapponese di fine anni ottanta. Invece sono i diminuitivi di due meravigliose ginnaste italiane che, dopo essere esplose insieme, a livello giovanile, agli Europei di Holon del 2016, a pochi mesi dai Giochi di Rio de Janeiro, a distanza di cinque anni stanno per coronare un sogno condiviso lungo un percorso lastricato di kiss and cry.

A Tokyo è tutto stupendo – conferma l’Agiurgiuculese - Ho incontrato un sacco di campioni e atleti di altissimo livello. Sono davvero felice e fiera di essere qui. Sono onorata di poter partecipare ad un’Olimpiade. Mi sento speciale. Ho avuto l’onore di poter salutare Federica Pellegrini, Gregorio Paltrinieri, Marcel Jacobs, Filippo Tortu, grandissimi atleti che hanno dato prestigio all’Italia. Spero che tutti loro mi portino un pizzico di fortuna durante la mia gara. Darò il massimo, proprio come hanno fatto loro”.

Il primo aviere di Udine, seppur originario di Iasi, in Romania, ha ormai l’Italia nel cuore e domani farà il suo esordio olimpico con quel body azzurro che ha già vestito in tante battaglie. Ai mondiali di Baku, ad esempio, quando, con il sesto posto nel concorso generale ottenne quel pass a cinque cerchi difeso con le unghie e con i denti durante l’ultima infinita stagione, così piena di contrattempi. Oppure nella rassegna iridata di Sofia, dove, nel 2018, vinse un bronzo individuale che mancava nel palmares della FGI dalla bellezza di ventisette anni.

Spero di dare il massimo, mi divertirò – aggiunge la stella dell’ASU, accompagnata come sempre dalla sua allenatrice, Spela Alenka Mohar - Farò vedere a tutti di che pasta sono fatta. Dopo tanti mesi di preparazione è davvero il coronamento di un sogno”. In base al sorteggio e per scelta tecnica Alexandra sarà la sesta a salire sul quadrato centrale dall’Ariake Gymnastics Centre, ormai riconvertito dall’artistica alla ritmica. E lo farà con la palla. Prima e dopo di lei, con il cerchio, la slovena Ekaterina Vedeneeva e la bulgara Boryana Kaleyn. “Oggi la prova pedana è filata liscia come l’olio. Sono concentrata e mi sento in forma. Gli allenamenti sono andati tutti alla grande. Provare il campo gara su cui faremo l’Olimpiade mi ha trasmesso una carica pazzesca”.

“Sono soddisfatta – conferma Spela che ha cresciuto l’Agiurgiuculese da quando ha lasciato l’Anghel Saligny per trasferirsi in Friuli – Oggi nell’arco di 40 minuti è riuscita ad eseguire l’intero programma, senza nessuna perdita e con tutte le difficoltà corporee. Sono consapevole che oggi non era la gara ufficiale e che non bisogna cullarsi negli allori, ma di certo è un indicatore che la preparazione è stata efficace. Le condizioni sono ottimali e di certo le buone esecuzioni servono ad aumentare la fiducia e l’autostima. Cosa accadrà domani? In una competizione di questo livello e della durata di oltre sette ore (la prima rotazione inizia alle 10.00 locali, l’ultima, la quarta, finirà alle 17.45, ndr.) può succedere di tutto. Sono diversi i fattori in grado di influenzare la performance. Ma Alexandra si sente bene, è positiva, gassata e non vede l’ora di cominciate”. 

In effetti è proprio così. Le nostre due individualiste si aiutano l’un l’altra da quando erano bambine. Al pari di Mila e Shiro hanno il loro due cuori nella ginnastica ritmica e nelle qualifiche di un venerdì speciale, così tanto atteso, getteranno i loro due cuori oltre l’ostacolo, come una palla al di là della rete. "Sono emozionata ma altrettanto sicura delle mie capacità – conclude la ventenne, campionessa italiana assoluta a palla e nastro - Fate il tifo per me dall’Italia, ne ho bisogno, mi raccomando”.

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