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La vice campionessa olimpica all around Rebeca Andrade è diventata la prima ginnasta brasiliana a salire su un podio a cinque cerchi, mentre con il bronzo, Angelina Melnikova ha conquistato la sua seconda medaglia ai Giochi, dopo l'oro della squadra di martedì scorso. Sunisa Lee, invece, si unisce a Mary Lou Retton (1984), Carly Patterson (2004), Nastia Liukin (2008), Gabrielle Douglas (2012) e Simone Biles (2016) tra le regine statunitensi.

La diciottenne del Minnesota è la prima rappresentante Hmong - gruppo etnico che vive principalmente nelle regioni del sudest asiatico - a conquistare l'oro olimpico. Il suo viaggio verso la vetta è stato lastricato di ostacoli. Suo padre John nel 2019 è rimasto paralizzato in un incidente, nel 2020 ha perso due familiari stretti a causa del COVID e una caviglia rotta sembrava aver compromesso la sua road to Tokyo. Insomma un periodo da continuo crepacuore. “C'è stato un momento in cui volevo smettere. Mai avrei pensato di arrivare fin qui. Adesso le emozioni sono tante, ma prevale l’orgoglio di non aver mollato”. La diciottenne di Saint Paul, Minnesota, ha sempre mantenuto la calma in gara, mettendo insieme alla fine 57.433 punti complessivi.

Intanto l’Andrade ammira l'argento dalla piazza d’onore del podio dell’Ariake Gymnastics Centre. Rebeca, che negli ultimi cinque anni ha subito tre interventi chirurgici al ginocchio, è felice soprattutto di aver dimostrato il suo valore, cancellando la delusione per l’undicesima piazza rimediata nel concorso generale casalingo di Rio, nel 2016. La ventiduenne di San Paolo ha avuto la possibilità di vincere il titolo nell’ultima rotazione al corpo libero, una specialità nella quale era senza dubbio più forte delle rivali. Un paio di fuori pedana però le hanno tarpato le ali, fermandola a 0.135 punti dal sogno. Il suo 57.298 le regala ad ogni modo un argento storico per il suo paese e tutto il Sud America. “Ho fatto del mio meglio e sono molto contenta del risultato – ha dichiarato in zona mista - Ho lavorato molto duramente , anche con il mio psicologo, per centrare questo obiettivo. Non mi importava il colore della medaglia, nemmeno di non vincerla. Mi basta la prestazione ".

Il bronzo invece è un desiderio che si realizza per la Melnikova, l'unica superstite della squadra d'argento a Rio. La ventunenne di Voronezh è partita lentamente al volteggio ed è stata costretta ad una faticosa rimonta fino all'ultima rotazione. Al corpo libero, tuttavia, ha fatto registrare il secondo punteggio più alto e così è riuscita a scavalcare in extremis la connazionale Vladislava Urazova. "È stato un cammino lungo e tortuoso – ha detto Angelina – Ho una gioia tale nel cuore che non ho mai provato prima.".

Altrettanto contento, malgrado i piazzamenti in coda delle due azzurre, Martina Maggio e Alice D’Amato, il Direttore Tecnico della Femminile italiana Enrico Casella. “Le ragazze sono state comunque brave – ci ha detto l’ingegnere - In questi giorni hanno dato tutto e le energie psicofisiche erano ormai agli sgoccioli. Alice ha portato a termine tre gare complete in cinque giorni quando dagli Europei di Basilea ad oggi aveva fatto quindici esercizi in tutto. Direi che non si può pretendere di più. Mi ha fatto piacere anche che abbia voluto provare all’ultimo la nuova uscita sugli staggi che stavamo preparando da tempo. A me piacciono le ginnaste coraggiose. Peccato per Martina, che ha solo sporcato la parallela. Il resto della sua prova era stata molto convincente. Quello di stasera non si può definire un risultato brillante, ma non oscura affatto quanto di buono abbiano fatto in precedenza”.

Ora il programma dell’Artistica si ferma per un paio di giorni, lasciando il ‘field of play’ al Trampolino elastico. I grandi attrezzi tornano dall’1 al 3 agosto con le dieci finali di specialità, maschili e femminili. Lunedì 2, alle 18.30 locali, le 11.30 italiane, toccherà a Vanessa Ferrari al corpo libero.

Foto FIG