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La squadra italiana di ginnastica artistica femminile ottiene la qualificazione alla finale a otto di martedì 27 luglio con totale di 163.330. L’Italdonne di Enrico Casella si piazza al settimo posto, dietro ROC (171.629), Stati Uniti (170.562), Cina (166.863), Francia (164.561), Belgio (163.895) e Gran Bretagna (163.396), davanti alle padrone di casa del Giappone (162.662). Alice D’Amato 15ª, al netto degli scarti per nazione, con il totale di 54.199, e Martina Maggio, 21ª con 53.566, entrano tra le 24 del concorso generale individuale di giovedì 29 luglio. Fuori invece Asia D’Amato. Vanessa Ferrari con il suo 14.166 è al comando della classifica provvisoria del corpo libero, davanti alla stella americana Simone Biles (14.133), staccata di appena 33 millesimi. La final eight del 2 luglio vedrà in pedana anche l’altra statunitense Jade Carey (14.100), la brasiliana Rebeca Andrade (14.066), la britannica Jessica Gadirova (14.033), le russe Viktoriia Listunova (14.000) e Angelina Melnikova (14.000) e la giapponese Mai Murakami (13.933). Otto ginnaste racchiuse in poco più di due decimi e pronte a darsi battaglia per i tre posti sul podio olimpico. “Sono felicissimo della prestazione delle nostre ginnaste – ha commentato il DTN, coadiuvato da Monica Bergamelli e Marco Campodonico - sicuramente all’inizio le giurie sono state più abbottonate. Ad esempio, sui nostri salti al volteggio potevano dare qualcosa in più. La prestazione delle ragazze è stata quasi perfetta, non si poteva chiedere di più. Alice, che avevamo tenuto precauzionalmente a riposo in un paio di attrezzi agli Assoluti, ha dimostrato di essere a posto. Martina ha lottato con un problema al ginocchio emerso nella prova podio ed è riuscita comunque a dare un contributo eccellente alla squadra. Asia concretissima, peccato per quel Tabak (doppio salto avanti, ndr.). L’ha tradita proprio la grande energia espressa in pedana. Vanessa ha fatto venire la pelle d’oca a tutti. Brava anche Lara che dopo essersi scaldata alla trave ha mostrato un bellissimo corpo libero. La sua Olimpiade è stata una giusta conquista, ma l’avrebbero meritata anche Giorgia Villa, Elisa Iorio e Desiree Carofiglio, tutte componenti di un gruppo forte, coeso, capace di arrivare al bronzo mondiale nel 2019 e che solo la pandemia è riuscita in parte a frenare. Queste ragazze sono fantastiche e molto unite tra loro. Gli obiettivi che ci eravamo prefissi sono stati tutti raggiunti. Finale a squadre, due azzurre nel generale e la Ferrari che si gioca per la terza volta consecutiva una medaglia olimpica.