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Ci siamo. Dopo le prove podio, i ginnasti azzurri hanno nel mirino soltanto le qualifiche, negli stessi orari dei test di questi giorni. Ieri, alle 19.30, nella terza ed ultima suddivisione maschile, Marco Lodadio e Ludovico Edalli si sono presentati davanti alle giurie, con loro il tecnico Gigi Rocchini, che poi, nelle successive cinque rotazioni dell’aviere di Busto lascerà il posto al collega Paolo Siviero. I due azzurri sono inseriti nell’MxG5, il gruppo misto che dividono con quattro turchi - Ferhat Arican, Ibrahim Colak, Ahmet Onder e Adem Asil e un filippino, Carlos Edriel Yulo. “Marco gareggerà dopo che saranno saliti tutti i suoi principali rivali – commenta l’allenatore romano che lo ha sempre seguito, dai tempi del Vigna Pia fino all’Accademia di Civitavecchia, passando per ilo CPO dell’Acqua Acetosa – Asil è un bel generalista, Colek lo conosciamo (il campione del mondo di Stoccarda 2019 precedette Lodadio di 0,033 millesimi sul gradino più alto del podio degli anelli). Ma sono sempre i due olimpionici di Rio, il greco Petrounias, e di Londra, il brasiliano Zanetti, gli aghi della bilancia. Entrambi gareggeranno nella seconda suddivisione. Salire nella terza, conoscendo il punteggio dei propri avversari è sempre un vantaggio”. L’altro aspetto determinante della ginnastica artistica, al di là dei propri competitor, è la confidenza con l’attrezzatura. “E’ simile a quella utilizzata in Serie A o agli Assoluti – prosegue Rocchini - Cambiano piccole cose. Ad esempio per tarare la tensione dei tiranti di sbarra e anelli qui si usa un dinamometro. Di solito in Italia usiamo delle maniglie che scorrono sui cavi di sostegno, regolando la trazione. Bisogna solo adattarsi al nuovo sistema di controllo, perché, ovviamente la tensione determina l’elasticità degli attrezzi”. Aspetti da addetti ai lavori che però spiegano l’importanza del podium training, per prepararsi al quale la maschile aveva scelto di seguire un programma più leggero al mattino. “Purtroppo non c’è stato modo di assistere alle gare delle altre squadre. Non ce le fanno vedere. Per ragioni di sicurezza sanitaria non ci fanno stare sugli spalti durante le precedenti suddivisioni, e così non è possibile sbirciare il livello degli altri. Che a volte aiuta per la definizione delle strategie di gara”. Marco, nato ginnasticamente nella palestra di famiglia, l’ASD Gym Point di via Massimo D’Azeglio a Frascati, gestita dal papà Massimo, tecnico federale di 2° livello, e dalla mamma Antonella Sorci, docente di scienze motorie, è pronto a riprendersi quello che nel giorno del suo 28esimo compleanno gli era stato tolto. Il Cio infatti decise proprio il 24 marzo del 2020 di rinviare di un anno le Olimpiadi alle quali il primo aviere di Vigna di Valle si stava avvicinando con il vento in poppa di un argento e un bronzo mondiale, nonché di un oro nell’European Games di Minsk. Dopo l’intervento alla spalla del 14 luglio dello scorso anno, per correggere una vecchia lesione, l’ultimo Signore degli Anelli è tornato a fare la cosa che gli riesce meglio, cioè a vincere, prima a Monaco di Baviera, nei trials olimpici del team tedesco, e poi agli Assoluti di Napoli, dove si è aggiudicato il quinto titolo nazionale consecutivo agli anelli. Forte anche delle sue cinque partecipazioni mondiali, di altrettante esperienze continentali (alle quali si aggiunge quella giovanile di Birmingham 2010 condita dal bronzo juniores al volteggio), dei giochi Europei e di quelli del Mediterraneo, vissuti da protagonista, Lodadio pare tutt’altro che un rookie a cinque cerchi ed ha tutte le intenzioni di ritagliarsi un posto nell’ottetto dei giganti, nella finale del 2 agosto. Dai castelli romani a quelli degli anelli olimpici, alla soglia dei 30 anni, Marco proverà ad imitare un altro eroe capitolino, Franco Menichelli, che a Tokyo nel 1964 conquistò la piazza d’onore, dietro al giapponese Takuji Hayata. “Le prove sono andate bene, con l’esercizio ci siamo – conclude Rocchini – Il francese Samir Ait Said e il turco mi sembrano abbordabili, e stiamo parlando del numero uno e tre del mondo. L’approccio con l’attrezzo è stato positivo, l’umore è alto. Siamo pronti”.