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Gioia e soddisfazione per aver evitato le possibili sanzioni del Comitato Olimpico Internazionale. Questo il sentimento espresso all’unanimità dai dirigenti sportivi italiani dopo l'approvazione del decreto-legge che garantisce l'autonomia al Coni. A cominciare dal numero uno della FGI Gherardo Tecchi: “Malagò ha difeso l’indipendenza dello sport italiano e in qualità di membro Cio il rispetto della Carta Olimpica. Credo che, vista la gravità della situazione, la storia gli renderà omaggio, come accadde con Giulio Onesti, quando rilanciò il Coni nel dopoguerra. Adesso dobbiamo pensare alle nostre società, alle palestre chiuse e ai praticanti che non sanno dove e come praticare. Forse abbiamo salvato lo sport, ma ora bisogna far tornare gli sportivi”. "Devo dare atto al presidente Malagò di una grande abilita diplomatica e politica - ha aggiunto Mario Pescante – Questo decreto è arrivato in zona Cesarini quando stavamo perdendo tutte le speranze: il pericolo è stato allontanato". "Sono molto felice - ha ammesso Franco Carraro - perché' gli atleti, i tifosi e la storia dello sport italiano non meritavano una sanzione". "Sarebbe stato inaccettabile esporre il nostro Paese a una sanzione Cio - ha sottolineato il presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli - Si tratta di una buona notizia per tutto il movimento sportivo italiano". Per il presidente della Figc Gabriele Gravina l'aver sancito "il principio di autonomia del Coni come confederazione delle singole Federazioni è un risultato di grande valore per lo sport italiano", mentre il numero uno degli sport equestri Marco Di Paola ha rimarcato "la grande determinazione di Malagò che ha difeso a spada tratta l’integrità del mondo dello sport". "Abbiamo salvato la nostra bandiera - ha dichiarato il presidente dello sci nautico Luciano Serafica - potremo andare ai Giochi di Tokyo con la nostra tradizione evitando una situazione drammatica". "Si è salvata la storia e il futuro di uno dei Comitati olimpici più importanti al mondo", ha osservato il presidente del taekwondo Angelo Cito, al quale si è unito il numero uno della Fitarco Mario Scarzella manifestando "soddisfazione e felicità". "E' stata trovata una soluzione tampone per evitare la spada di Damocle del Cio - le parole del presidente della Fipsas Matteoli - Ora va affrontato il problema della governance". Per il presidente della Federvela Francesco Ettorre si tratta di "una giornata importante per lo sport italiano, grazie all'opera incessante del Presidente Giovanni Malagò che ha sempre creduto nell’unità e nella centralità del Coni per il mondo sportivo", mentre il presidente della Fick Luciano Buonfiglio ha ringraziato "il Presidente Malagò per la costanza, la determinazione e la professionalità, ma soprattutto per la grande passione che ha sempre guidato il suo operato in questi anni di grandi cambiamenti". Il numero uno della Federnuoto Paolo Barelli invita a guardare avanti: “La bolla di sapone si è rotta anche se un po' in ritardo, ma i problemi dello sport italiano sono altri: gli impianti sportivi stanno chiudendo, le società stanno morendo e gli atleti, in particolare i nuotatori, non sapranno più dove fare attività. E anche i cittadini non stanno facendo più sport". "E' un'ottima notizia, perché' la bandiera e l'inno sono fondamentali per un atleta e anche per un tecnico come me. Mi viene in mente l'emozione provata cinque anni fa per la medaglia d'oro vinta da Viviani a Rio, quel momento è stato uno dei più belli" le parole del ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani. Soddisfatti anche gli atleti azzurri. "Gareggiare, rappresentando la propria nazione, è una responsabilità ma soprattutto un onore e sono davvero felice e motivato di poter rappresentare il nostro meraviglioso paese a Tokyo. Non sarebbe stata la stessa cosa essere lì senza il tricolore" ha detto Vito Dell'Aquila, atleta qualificato a Tokyo nel taekwondo.