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Uno dei pochi luoghi in Italia dove, apparentemente, il “Coronavirus” non sembra aver mutato contorni e ritmi è l’Accademia Internazionale di Brescia. All’interno del PalAlgeco e di Casa Iveco alcune delle ragazze della nazionale italiana di ginnastica artistica femminile stanno trascorrendo le proprie giornate nello stesso modo in cui lo facevano nel periodo “pre-Covid-19”: rinchiuse all’interno della struttura della Brixia, come accadeva sei giorni su sette, anche prima del 25 febbraio. Portavoce delle “FATE” è Giorgia Villa, a cui il maledetto virus ha sì cambiato la vita, portandogli via due nonni. “Devo ammetterlo, ho pianto tanto” – dice la ginnasta di Ponte San Pietro, località in provincia di Bergamo, uno dei focolai più colpiti d’Italia. “Non ho potuto neppure salutarli per un’ultima volta. Nonno Piero e nonno Giorgio mi proteggeranno da lassù. Per fortuna che, oltre ai miei genitori e a mia sorella, a confortarmi in questo periodo c’è soprattutto nonna Jolanda, una forza della natura. E’ lei che fa coraggio a me e non viceversa, come dovrebbe essere. E’ la mia prima tifosa e so che potrò contare sempre su di lei”. Il piazzale del PalAlgeco è semi deserto. Nel parcheggio solo le autovetture di Marco Campodonico e Enrico Casella. Dentro, invece, c’è più vita. “Ci portano la spesa una o due volte alla settimana. Ci pensa Tundi (mamma di Veronica Mandriota, nda), che vive qui con noi e cucina per tutti. Per il resto sono davvero pochissime, direi quasi nessuno, le persone che nel corso della settimana passano dalla palestra. Di nuovo, rispetto a prima dell’emergenza, c’è che non si allenano le ginnaste più piccole, con il loro viavai e quello dei loro genitori. L’attività della Brixia è tutta sospesa. In palestra e a Casa Iveco ci siamo soltanto noi poche atlete ROG, come accadeva anche prima della pandemia, e siamo come una piccola famiglia italiana”. Anche la scuola non ha subito grandi variazioni. Tutti i giorni, tre ore di lezioni, che invece di essere dirette dagli insegnanti sul posto, vengono svolte on line. In tutte le materie tranne matematica. “Il nostro professore di matematica è davvero speciale. Si chiama Enrico Casella. E’ bravissimo e non lo dico perché altrimenti mi metterebbe un brutto voto – dice sghignazzando Giorgia -. E’ veramente bravo. Spiega benissimo e, lo so che probabilmente qualcuno non ci crederà, è molto paziente, anche con qualcuna di noi, senza fare nomi, che magari arriva a capire un po’ dopo le altre”. Palestra, scuola, tempo libero. Tutto scorre come prima o quasi. “Il ritmo della nostra vita non è che sia cambiato di tanto – aggiunge il bronzo mondiale a squadre che il 23 febbraio scorso ha festeggiato diciassette anni -. Durante la giornata facciamo le stesse identiche cose di prima. Studiamo e facciamo i compiti, sentiamo i nostri genitori al telefono o in video chiamata, c’è chi legge, chi, come me o le gemelle (Asia e Alice D’Amato, nda) preferisce ascoltare musica o guardare serie televisive. Adesso abbiamo iniziato “Elite”, che ci sta appassionando moltissimo. E poi giochiamo a carte. A briscola per la precisione. Ci divertiamo a far perdere Enrico, che secondo noi qualche volta imbroglia pure. Il fine settimana è, invece, molto lungo da riempire. Prima dell’emergenza, se libere da gare, andavamo a casa. Questo ovviamente non c’è più concesso, ma Casella è bravo nell’inventare qualche cosa per farci passare il tempo. Domenica scorsa ha ideato una sfilata di moda, con tanto di votazioni e premiazione finale. Ci siamo divertite come matte”. Dopo la decisione del Cio di posticipare di un anno i Giochi Olimpici, ovviamente, anche la misura degli allenamenti è cambiata. “Diciamo che le ore sono più o meno sempre le stesse, l’intensità invece è decisamente diversa – sottolinea Giorgia Villa -. Non sapendo di preciso quando si ricomincerà a gareggiare non è possibile programmare il lavoro. Diciamo che cerchiamo di mantenerci in forma per quando si riprenderà”. Da Brescia è partito cinque anni fa il progetto “Road to Tokyo 2020” (#RTT2020) che adesso vedrà procrastinare al 2021 il suo punto d’arrivo. Protagoniste del disegno federale, soprattutto, le “FATE” e Giorgia Villa, esplosa nel 2018 con tre ori e due argenti juniores agli Europei di categoria a Glasgow, in Scozia, e con tre ori e un argento ai Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires, in Argentina, dove ebbe anche l’onore di portare la bandiera del Coni alla cerimonia di chiusura. “Quando abbiamo appreso del rinvio, è inutile che ci nascondiamo, un po’ di dispiacere lo abbiamo provato – afferma la ginnasta italiana, consapevole però del dolore dei malati e dei parenti delle vittime del Coronavirus, tra i quali c’è anche lei e la sua famiglia -. Abbiamo lavorato sodo per l’obiettivo olimpico. Avevamo fatto grandi cose e ci saremmo meritate di goderci questa straordinaria avventura al culmine del suo percorso naturale. Detto questo, però, sia ben chiaro, tutte noi abbiamo compreso e condiviso la decisione del Cio e del Comitato Organizzatore giapponese. Non ci sono le condizioni per poter gareggiare, nè adesso e neppure nei prossimi mesi. Vorrà dire che avremo più tempo per preparaci al meglio. Per inserire nuove difficoltà ed elevare quindi i valori di partenza degli esercizi. Si tratta in definitiva di aspettare solo qualche mese in più”. L'attesa del piacere è essa stessa il piacere, diceva il filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing. E quando si hanno 17 anni e tutta la vita davanti cosa sono dodici mesi?