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Quando si dice l’imponderabile. Quando nella vita ognuno di noi cerca di programmare al meglio ogni cosa, magari in maniera sommaria, ma comunque seguendo quel criterio necessario a vivere il quotidiano nel migliore modo possibile e poi per un motivo qualsiasi si è costretti a rivedere tutto. E se per la maggior parte di noi, ogni cambiamento radicale comporta comunque delle problematiche, figuriamoci per un atleta che fa della sua carriera sportiva la sua vita.

Fra chi, in questo periodo difficile, sta lottando contro l’imponderabile, c’è anche Vanessa Ferrari, tornata due settimane fa dalla complicata trasferta di Baku. Nella notte di venerdì 13 marzo l’ex campionessa del mondo è partita da Baku, nel cuore dell’Azerbaijan, un primo scalo a Kiev e poi dalla capitale della Bielorussia fino all’aeroporto della Malpensa. Il tutto nel giro di 12 ore. Tutto sommato una cosa da nulla rispetto all’odissea del viaggio di andata, con tampone annesso, per fortuna negativo, fatto al suo ingresso nel paese azero. Vanessa Ferrari è tornata in Italia e dalla sua abitazione di Nave, un paese dell’hinterland bresciano, fa sapere di stare bene. “In effetti io non ho mai avuto nessun problema – spiega l'azzurra -. Mi ero preparata per la prova di coppa del mondo in mezzo a mille difficoltà dovute alla comprensibile incertezza del momento. Ho affrontato un viaggio di andata per Baku a dir poco allucinante, ho gareggiato nella qualificazione, al termine della quale ci hanno comunicato che tutto era annullato e dovevamo tornare in Italia il prima possibile. Ringrazio la Federazione Ginnastica, il Coni e l’Esercito che si sono occupati nel migliore dei modi del nostro ritorno, avvenuto, sempre ricordando la grande emergenza che c’è, in maniera ottimale. Sto bene ed è tutto sotto controllo”.

Qualche giorno di riposo assoluto per recuperare un po’ le forze e poi una leggera ripresa, con l'attività che si è spostata dalla palestra alla nuova casa, messa su insieme al compagno Simone.

“Più che altro un po’ di movimento o poco più – sottolinea Vanessa Ferrari -. Con l'incertezza degli ultimi tempi c'era poco da programmare. Sfrutto la possibilità che mi viene concessa dai vari decreti governativi per tenermi in forma, ma risulta davvero difficile poter pensare a come organizzare il lavoro. Le cose cambiano così repentinamente che non si riesce a pianificare niente. Credo però che in questo momento la cosa importante sia la salute. Se mi dovessero dire di stare a casa ancora a lungo, non avrei nessun problema nell’adeguarmi. Questa situazione mi allarma, non ho una paura vera e propria, ma è normale che desti in me molta preoccupazione”.

Malgrado il bresciano sia uno dei luoghi più colpiti, come Bergamo e, prima ancora, Crema, Cremona, addirittura Orzinuovi, la città natale di Vanessa, al Palalgeco, il DTNF Enrico Casella mattiene la Sezione GAF sotto controllo, anche a distanza, dalla sede addestrativa della Nazionale di Artistica femminile.

“Per fortuna l'Artistica non è uno sport di contatto. Nelle ultime settimane abbiamo laorato nella massima sicurezza. Avevamo a disposizione una postazione a testa, cosa mai accaduta in passato ed a me molto gradita (dice ridendo. ndr.). Le ginnaste e buona parte degli allenatori vivono all’interno della struttura, dormono in foresteria senza contatti con l’esterno, in quella che è una vera e propria quarantena, da questo punto di vista”. Il PalAlgeco era già un ambiente isolato e autosufficiente. Una casa dei grandi attrezzi nella quale rinchiudersi.

A Baku, Vanessa Ferrari era andata in cerca del definitivo pass olimpico, in una gara fratricida con la compagna di colori e d’arma, Lara Mori. “Le mie intenzioni erano di chiudere la pratica della qualificazione con la gara di Baku – aggiunge la Ferrari -. Se fosse andato come speravo, mi sarei nel frattempo chiusa in palestra a lavorare alla costruzione del nuovo esercizio da portare alle olimpiadi. Alla luce di quanto accaduto invece, molto sinceramente non so cosa farò, anche perché il futuro è tutto un’incertezza. Valuteranno se annullare o solo rinviare la prova di Baku e poi vedremo cosa potrebbe succedere con quella di Doha, che sembrerebbe fissata per l’inizio di giugno. Ma mi pongo anche delle domande. Adesso che succederà con questo rinvio?

Questa mattina è arrivata la conferma che i Giochi slittano di un anno. Il Cio, d'accordo con il governo giapponese e il comitato organizzatore ha spostato l'Olimpiade Estiva nel 2021. Il sogno quindi è solo rimandato e sicuramente ci sarà più tempo per rimettere a fuoco l'obiettivo.

“Il momento difficile che tutti noi stiamo attraversando non ci permette di pensare al futuro  – commenta la ginnasta bresciana - quindi aspettiamo, rispettiamo le regole e speriamo che tutto passi il prima possibile. Di sicuro lo spostamento non mi preoccupa più di tanto. Mi sono messa in gioco per centrare la mia quarta olimpiade e non sarà certo il rinvio di qualche mese a farmi desistere dall’inseguire il mio sogno. Vorrei infine ringraziare chi mi ha scelto per la campagna #DISTANTIMAUNITI, un’iniziativa di assoluto valore e della quale sono molto orgogliosa di farne parte come testimonial”.

La Ferrari non è mai stata una che sogna ad occhi aperti. Ha sempre scelto di far sognare i suoi fan. Per lei che ha sofferto e recuperato tantissimi infortuni questa terribile malattia è solo un’altra caduta dalla quale rispendersi. Una caduta collettiva dalla quale ci alzeremo tutti insieme! E per aiutare le tante bambine e le giovani atlete di tutta Italia, bloccate in casa, a manetenersi in forma Vany ha realizzato un tutorial diviso in quattro sessioni, nel salotto della sua residenza. Sotto la supervisione in remoto di Casella, che lancia la sfida a star dietro alla campionessa del mondo del 2006, è la stessa azzurra a raccomandarsi con le sue fan di non farsi male e non rompere nulla. Quale istruttore migliore, allora, per un po' di sano esercizio domestico?