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La squadra italiana di ginnastica artistica femminile si è messa al collo una straordinaria medaglia di bronzo. A Stoccarda, dove è in corso la 49^ edizione dei Campionati del Mondo, qualificanti per le Olimpiadi di Tokyo, Giorgia Villa, Elisa Iorio, Asia ed Alice D’Amato (Brixia Brescia) Desiree Carofiglio (Fanfulla 1874), con la riserva Martina Maggio (Robur et Virtus), hanno riscritto la storia della specialità, scalzando dal podio niente meno che una compagine ritenuta imbattibile come la Cina. L’oro è finito al collo degli Stati Uniti. Simone Biles e compagne hanno confermato il titolo di Doha 2018, terminando la prova con 172,330 punti e precedendo, come in Qatar, le rivali russe, ancora seconde con 166.529. A meno di due punti ecco l’Italia del DTN Enrico Casella. Le Fate si sono superate rispetto alla gara di qualificazione chiudendo con 164.796, oltre mezzo punto in più rispetto alle cinesi (164,230) che non scendevano da un podio iridato da tempo immemorabile. A seguire, nell’ordine, si sono classificate, Francia (163.628), Gran Bretagna (161.495), Canada (160.563) e Olanda (159.427), tutte formazioni che sabato scorso, nella gara di ammissione, erano giunte davanti alla rappresentativa azzurra. Nell’anno del 150° di fondazione della Federazione Ginnastica d’Italia, decana delle Federazioni Sportive Italiane, arriva dunque la nona medaglia mondiale della storia dell’Artistica femminile. La seconda di squadra. Un podio di gruppo, tra le donne, mancava da 69 anni, ovvero dal bronzo di Basilea 1950 conquistato da Renata Bianchi, Licia Macchini, Laura Micheli, Anna Monlarini, Marja Nutti,Elena Santoni, Liliana Scaricabarozzi, Lilia Torriani . L’Italdonne porta a termine una gara pulita, con la sola caduta di Elisa Iorio alla trave. Apre la Villa, reginetta degli YOG di Buenos Aires e campionessa europea giovanile, lo scorso anno, a Glasgow, con un corpo libero perfettamente montato sulle note di un mash up di “Funiculì Funicolà” e il “Barbiere di Siviglia”. Ottimi gli Yurchenko con doppio avvitamento al volteggio e alla seconda rotazione il nostro quintetto era addirittura secondo. Poi una parallela asimmetrica pulita con arrivi stoppati e le travi della Villa – che questa volta non sbaglia la rondata salto raccolto avvitato – e di Asia D’Amato sono sufficienti per afferrare il gradino più basso del podio della Hanns Martin Schleyer Halle.  “Queste ragazze sono delle combattenti – ha dichiarato a caldo il Direttore Tecnico Nazionale Enrico Casella - semplicemente fantastiche. Abbiamo lottato dalla prima all’ultima rotazione. Avevo detto loro, nel riscaldamento, che questo risultato sarebbe stato possibile. Le ragazze non ci credevano. Quando ho visto che sugli spalti c’erano tante bandiere rosse bianche e blu dei tifosi degli Stati Uniti d’America, ho commentato che forse c’era troppo blu. Serviva il verde e il verde è arrivato. È stato emozionante salire sul podio e vedere sventolare il tricolore. Avrei voluto che una persona fosse presente qui, oggi, il presidente Bruno Grandi, scomparso solo qualche settimana fa. Una sua fotografia, regalatami dal suo successore a capo della FIG, Morinari Watanabe, è diventato il nostro portafortuna.” “Noi vogliamo dedicare la medaglia ai ragazzi della squadra maschile che sono rimasti di un soffio fuori dai Giochi Olimpici – ha aggiunto Asia D’Amato a nome di tutte le compagne - e ai nostri genitori, fondamentali nella vita di ogni atleta. E’ anche grazie a loro se siamo qui”. Un pensiero speciale poi è andato agli allenatori, Tiziana Di Pilato, Marco Campodonico e soprattutto Monica Bergamelli, che proprio qui a Stoccarda nell’edizione del 2007 ottenne un allora storico quarto posto di squadra insieme a Vanessa Ferrari. “Mi dispiace per il mio errore alla trave – ha raccontato una Elisa Iorio in lacrime – pensavo di aver compromesso tutto. E invece adesso andremo alle giostre dell’October Fest a festeggiare, ovviamente brindando con una gazzosa”. Soddisfattissimo anche il Presidente FGI Gherardo Tecchi, il quale ha ricevuto i complimenti del numero uno del Coni Giovanni Malagò. Ma non è finita qui perché c’è ancora la finale a 24 di giovedì 10 ottobre, con la Villa, stella di Ponte San Pietro, e la modenese Iorio - entrambe classe 2003, come le gemelline di Genova, le bionde D’Amato – che proveranno a lasciare il segno come fece la Ferrari, nello stesso impianto, dodici anni fa, conquistando un bronzo All Around individuale.

Foto Simone Ferraro / FGI

CLASSIFICA FINALE A SQUADRE GAF