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Giornatona di grandi attrezzi oggi a Szombathely in Ungheria, dove è in corso di svolgimento la tappa di World Challenge Cup. Livello alto, sei specialità sul giro completo, tre azzurri in gara. Insomma c’erano gli elementi per godersi un gran bello spettacolo. E così è stato. L’Italia porta a casa la finale alle parallele di domenica con un Lay Giannini capace di strappare 13.950 e la quinta piazza dietro l’ucraino Oled Verniaiev, il giapponese Keitaro Okubo, il bulgaro Yordan Aleksandrov e l’atro ginnasta di Kiev Petro Pakhniuk. Ad un mese esatto dall’esordio mondiale degli azzurri, un altro gruppo della Sezione maschile si districa tra le spire di un movimento internazionale carico a molla e pronto a scattare in quel di Stoccarda. E in questo contesto tutt’altro che estivo, dove nessuno è andato in vacanza, il rientrante Lorenzo Galli, fuori dal giro da troppo tempo per l’infortunio alla spalla, di una spanna sfiora la finale alla sbarra, ripresentandosi in grande spolvero. Cinque centesimi separano il romano da Alexander Shatilov – che chi non sa chi è non sa di ginnastica – in una classifica guidata dal ceco David Jessen e dall’altro israeliano Alexander Myakin, pari merito a quota 14, con il primo però che partiva con cinque decimi più del secondo. Senza augurare il male a nessuno, se da qui a dopodomani qualcuno rinunciasse, Lorenzo sarebbe la prima riserva. Peccato la caduta dal cavallo nella seconda serie flop e la sporcata nella seconda parte dell’esercizio alle parallele. Al di là di ciò, ci viene solo da dire, bentornato Lollo! “Sono contento – ha dichiarato il Campione Italiano Assoluto 2017 della Dilettantistica Eur, allenato da Andrea Massaro - Bello ritrovarsi tra grandi campioni dopo un lungo periodo di stop. La preparazione era andata abbastanza bene, mi dispiace per l’errore al cavallo. Comunque prevale la gioia di essere qui”. Terzo escluso sugli staggi come Roberto Marzocchi agli anelli. Significa 11° posto su quasi una trentina di atleti in gara, per coloro che sanno pesare le qualifiche, oltre che leggerle. Il talento della Forti e Liberi allenato da Cesare Marchetti finisce come Luigia Pallavicini, disarcionato, e paga un sorteggio infelice che lo chiama per primo sul castello. Troppi passi sugli arrivi al corpo libero poi gli impediscono di fare il passo decisivo. “Troppa adrenalina. L’impatto comunque è stato buono – ci racconta il forlivese – perché non è facile rompere il ghiaccio. Sono salito agli anelli senza ansia, anzi ho tirato fuori il meglio che potevo. Non ci sto al cavallo. Con la prova migliore di sempre ho buttato via tutto nell’uscita, forse per un calo di tensione che devo imparare a controllare”. Pure Giannini non è stato impeccabile sul quadrato centrale. Partito bene, si è perso nella seconda diagonale e nelle successive. Da rivedere, malgrado, in effetti, rientrare oggi tra gli otto al corpo libero significava essere quasi un Avenger, tra israeliani, ucraini, sloveni, il padrone di casa Krisztofer e il ceco Ponizil, tutti oltre quota 13.700. La promessa della Giovanile Ancona dopo un Roche abbastanza riconoscibile nel primo salto al volteggio, perde la rincorsa sul doppio avvitamento e si auto infligge un 10 senza lode. Alla sbarra manca l’infilata sul giro Adler rimanendo come una pallina da tennis sulla rete, prima di pendere dalla parte sbagliata. Lo slancio a vuoto da cinque decimi in recupero relegano il marchigiano tra le riserve. La parallela lava via la delusione portando l’eroe dei due mondi, protagonista, lo scorso anno, sia agli YOG di Buenos Aires sia agli Europei di categoria a Glasgow, nella final eight di specialità. “All’esordio da senior tra i grandi della ginnastica planetaria, ho fatto quattro attrezzi, due salti al volteggio, che non avevo mai eseguito, e l’esecuzione pulita sugli staggi. Posso essere soddisfatto, per ora” – ha dichiarato Giannini, allenato, da quando aveva 7 anni, da Riccardo Pallotta. I ragazzi complessivamente si sono comportati bene, dimostrando carattere e mettendo in mostra una buona ginnastica, che, vista la giovane età, necessita soltanto di un ingrediente: in ungherese si chiama “tapasztalat”. Buon Google Translate!