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Dopo l’oro individuale e il bronzo di squadra conquistato al XXXIII Campionato europeo che si sta svolgendo a Glasgow, abbiamo intervistato il nuovo campione continentale 2018. Nicolò Mozzato si racconta...

Come ha iniziato a fare Ginnastica e perché? Ho iniziato all’età di cinque anni perché un mio amico ha visto che ero molto esuberante e mi ha detto: perché non provi? L’ho ascoltato e, da quel momento, è nato il mio amore per questo bellissimo sport. Il suo ginnasta preferito? Ha un idolo che prende come punto di riferimento? Per ora non ho un ginnasta preferito ma il mio idolo è sicuramente il mio allenatore (Gianmatteo Centazzo, ndr.). Mi supporta da sempre e c’è una bella complicità tra di noi. E il suo rapporto con i compagni di squadra? Il mio rapporto con loro è stupendo. Abbiamo tutti la stessa passione e gli stessi obiettivi. Questo ci unisce molto. Siamo una squadra molto affiatata e con tanta voglia di fare! Chi l’ha contattata subito dopo la gara? Ha sentito i suoi compagni di società? Dopo la gara ho sentito tutti: da amici a parenti. Soprattutto i miei compagni di squadra che mi aiutano giornalmente in palestra: Filippo Castellaro, Stefano Patron e Nicolo Belli. È al suo secondo europeo da junior. Quanto è cambiato Nicolò in questi due anni, da Berna ad oggi? Il mio primo europeo non è stato il migliore. Non mi sono sentito molto bene a metà gara e ciò l’ha compromessa. A Glasgow, due anni dopo, ho voluto dimostrare il mio valore e quello che sono in grado di fare. L’attrezzo su cui si esprime meglio? Non ne ho solo uno. Mi piacciono molto sbarra e corpo libero. Ho puntato tanto sui miei esercizi in queste due specialità e, infatti, mi sono guadagnato anche le finali. Quello, invece, in cui crede di avere più margini di miglioramento? Secondo me sempre sbarra e corpo libero (ci dice sorridendo il ginnasta della Spes Mestre). Segue altri sport? La mia passione è la Ginnastica e ho occhi, testa e cuore solo per il mio sport. Cosa studia? Quest’anno ho terminato i tre anni dell’Istituto tecnico alberghiero. In futuro vedrò. Il suo sogno? Una parola: Olimpiade. Per me e i miei compagni, come penso per ogni sportivo, I Giochi sono l’obiettivo più grande. Lavoreremo molto per arrivarci! Non ne parliamo spesso ma, passo dopo passo, facciamo del nostro meglio per migliorare sempre di più. È diventato il campione europeo 2018 di Artistica maschile. Nella stessa Hydro Arena di Glasgow, qualche giorno prima, sul primo gradino del podio continentale è salita Giorgia Villa per la femminile. Vuole dirle qualcosa? Ora so cosa vuol dire salire sul primo gradino di un podio continentale. Sono felice che Giorgia sia riuscita a provare la mia stessa emozione. Complimenti davvero! Sono sicuro che rimarrà ben impresso nei nostri ricordi per sempre. Prima ci ha parlato del suo allenatore Gianmatteo Centazzo. Che rapporto ha con lui? Un rapporto bellissimo! Mi segue da quando ho iniziato la mia carriera da ginnasta. Ormai fa parte della mia famiglia. Mi supporta, mi aiuta e, a volte facciamo, anche le vacanze insieme. Cosa le ha detto prima e dopo la gara? Ci conosciamo talmente bene che ormai non servono quasi più parole. Prima della gara mi ha detto solo: fai il tuo che il risultato arriva, vedrai! Mi è stato di grande aiuto. Stoppare l’arrivo agli anelli ha decretato la sua gloria continentale. La sua sensazione in quel momento? È stata un’emozione fortissima. Ho pensato subito: ce l’ho fatta! Quando sono sceso dal castello eravamo tutti con lo sguardo fisso verso il tabellone dei punteggi. Nel momento in cui il mio nome è finito al primo posto ho subito abbracciato il mio allenatore e abbiamo urlato: primo, primo, primo!!! Poi c’è stato un abbraccio collettivo con i miei compagni e gli altri tecnici. Abbiamo festeggiato anche per il bronzo di squadra, un altro bellissimo risultato azzurro. Quali potrebbero essere i ginnasti da tenere d’occhio in futuro! Quelli su cui bisogna fare attenzione secondo lei? Secondo me bisogna tenere d’occhio Cina, Giappone e Stati Uniti. Russia e Gran Bretagna sono sicuramente tra le più forti di Europa ma, a livello di squadra, possiamo fare meglio. A chi dedica le sue medaglie? Le dedico ai miei compagni di squadra, di società e alla mia famiglia. Erano tutti lì con me quando gareggiavo. Prossimi obiettivi? Il mio obiettivo sarà sicuramente quello di aumentare il mio percorso tecnico e diventare sempre più forte così da raggiungere il mio sogno a 5 Cerchi. Dal 2019 passerò da junior a senior e il salto di categoria sarà impegnativo. Non sarà facile ma ce la metterò tutta, sono fatto così!

Foto Dario Ventre/FGI