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Segnatevi questi nomi: Serena Ottaviani (Faber Fabriano) , Alexandra Naclerio (Club Giardino Modena), Giulia Segatori e Siria Cella (Auxilium Genova), Vittoria Quoiani (Armonia d’Abruzzo) e Alessia Leone (Eurogymnica Torino). Sono le vice campionesse del mondo juniores di ginnastica ritmica a squadre e nella foto tengono in braccio Simona Villella (Kines Lamezia Terme, bronzo a Baku, accorsa per sostenere le ex compagne seppur dalla tribuna). Grazie al 20.100 (D. 12.80 E. 7.30) con i 5 nastri sulle note su Welcome to Wonderland, la sinfonia della nota pièce di Broadway, il secondo parziale di specialità, giunto dopo il 25 tondo di ieri con i cerchi, l’Italbaby raggiunge il totale di 45.100 e si piazza nell’All-around d’Insieme alle spalle soltanto della Russia – composta da Anna Batasova, Amina Khaldarova, Elizaveta Koteneva, Aleksandra Semibratova, Dana Semirenko e Alisa Tishchenko – medaglia d’oro con l’inarrivabile punteggio di 49.550 (5 CE 26.900 – 5 NA 22.650). Ma non finisce qui, perché con i punteggi dell’individualista Sofia Raffaeli, protagonista anche oggi a clavette e nastro, la FGI conquista la piazza d’onore della Team Competition, a quota 119.100. In entrambe le classifiche a vincere sono le beniamine di casa - 131.150 il totale con l’apporto di Lala Kramarenko, Dariia Sergaeva e Anastasia Simakova – mentre, se la Bielorussia si aggiudica il bronzo nel completo con Palina Aliaksandrava, Yauheniya Kel, Polina Kovalyova, Viktoryia Padkidysh, Palina Slancheuskaya e Marharyta Yatseuskaya, nella competizione per Nazioni è Israele - merito soprattutto delle individualiste Adi Asya Katz, Noga Block - a salire sul terzo gradino con 113.800. La prima edizione di questa nuova rassegna giovanile inizia dunque con i fuochi d’artificio. Forse, viste anche le vicissitudini dell’ultimo periodo, tra infortuni, cambi di formazione, aumento delle difficoltà, non si poteva certo chiedere la Luna ad un gruppo assemblato poco più di nove mesi fa e ancora inesperto. Invece le ragazzine terribili di Julieta Cantaluppi e Kristina Ghiurova, con i loro musetti sfrontati, sono atterrate sul podio e hanno piantato la bandierina dell’Italia nella pedana del Palazzo della Ritmica planetaria, quello intitolato a sua Maestà Irina Viner. “E’ un risultato grandioso – ha dichiarato da Follonica un’altra Signora indiscussa della Ritmica Internazionale, Emanuela Maccarani, impegnata nella preparazione della squadra maggiore per i mondiali di Baku del prossimo settembre – Un risultato inversamente proporzionale all’età e alla corporatura delle nostre ginnaste. Quella di un mondiale è una pedana differente, anche rispetto ad un Europeo. Ho seguito la gara in diretta streaming e pur a distanza ho percepito la determinazione del gruppo e la voglia di ciascuna di portarsi a casa un risultato. Per quanto riguarda Sofia, dopo uno sbandamento emotivo all’inizio con la fune, è riuscita ad esprimere ciò che sa fare, mettendo in mostra un programma difficile, con bravura e coordinazione. Dietro c’è un lavoro davvero raffinato con l’attrezzo che per fortuna si è visto. Al pari delle esecuzioni d’Insieme, che avevano un contenuto tecnico molto alto. Le ragazze si sono mosse con una padronanza da veterane”. Per la FGI si tratta dell’ennesimo record, conquistato tra l’altro proprio nell’anno del 150° di fondazione. Un sottile fil rouge che unisce la tradizione con il progresso, il passato con le nuove generazioni , rappresentato in modo esemplare dallo stesso capo delegazione , Fabrizia d’Ottavio, vice campionessa olimpica ad Atene 2004, l’anno in cui nasceva la gran parte delle partecipanti all’attuale edizione. L’allieva della Maccarani agli Europei di Mosca del 2006, proprio nell’Olympic Complex, vinceva un altro memorabile argento. E in questo gioco dei corsi e ricorsi non possiamo dimenticare che l’avventura stessa dell’Italbaby, nata e cresciuta nella fucina di Fabriano, era iniziata a gennaio proprio nella capitale russa, con il secondo gradino del concorso generale in un prestigioso torneo internazionale. Il primato dunque dell’argento con le 10 clavette della squadretta juniores agli Europei di appena due anni fa viene superato da questi altri due piazzamenti, in un Mondiale inedito che non consente quindi raffronti. “Sono due argenti bellissimi – conclude la Direttrice Tecnica Nazionale che ad Asken nel 1996 aveva inaugurato una filiera di trionfi che sembra non conoscere soluzione di continuità - Mi auguro che le ginnaste domani si possano godere le finali, divertendosi. Vista la giovane età la stanchezza, soprattutto mentale, potrebbe fare capolino, ma sono certa che le loro allenatrici, super esperte, sapranno tenerle concentrate”.

Dal nostro inviato David Ciaralli

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