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Il 19 ottobre di dieci anni fa, l'ancora quindicenne Vanessa Ferrari (avrebbe compiuto i 16 anni un mese dopo) con il totale di 61.025 vinse ad Aarhus in Danimarca il titolo iridato All-around, davanti alla statunitense Jana Bieger e alla rumena Sandra Izbasa, diventando di fatto la più grande ginnasta italiana di tutti i tempi. Nessuna azzurra, infatti, era mai riuscita nella storia ultracentenaria della FGI ad aggiudicarsi l'oro mondiale del Concorso Generale prima della farfalla di Orzinuovi. Super Vany, che nel 2005 si guadagnò il soprannome di cannibale conquistando 5 ori e 1 argento ai Giochi del Mediterraneo di Almeria, l'anno seguente portò la squadra sul gradino più alto del podio continentale a Volos, in Grecia, e poi ascese solitaria sul tetto del Mondo, mettendosi al collo anche un bronzo al corpo libero e alle parallele asimmetriche. Nel 2007 arriveranno il bis in Europa, sia sui quattro attrezzi che sulla pedana centrale, lo storico quarto posto dell'Italdonne e il bronzo All-around ai Mondiali di Stoccarda. Il resto è leggenda. Da Parigi-Bercy a Milano, da Bruxelles ad Anversa, fino al trionfo a Sofia, nella sua seconda Patria, senza dimenticare i 7 titoli nazionali assoluti (nessuno come lei) i 15 di specialità e le tre partecipazioni olimpiche (come soltanto la Cicognani e la Bergamelli), a Pechino, Londra e Rio de Janeiro, nelle quali per ben due volte il caporal maggiore dell'Esercito Italiano ha sfiorato il podio. Delle avversarie che sbaragliò in Danimarca un decennio fa sono rimaste in attività le sole Chusovitina e Daniele Hypólito, altri due esempi di grande talento allenato con professionalità. Per festeggiare questi due lustri di impareggiabili successi, che l'hanno resa un modello quasi irraggiungibile, abbiamo contattato la Comaneci bresciana, convalescente dopo l'intervento al tendine, rivolgendole 10 domande, tante quante gli anni che ci ha fatto sognare.


 


Quanto è diversa la Vany di oggi dalla sedicenne di allora?

“La Vany di oggi è sicuramente diversa per quanto riguarda la Ginnastica. Una volta non pensavo alle conseguenze di questo sport ora, invece, è diverso: rifletto sicuramente di più prima di fare qualsiasi cosa in palestra, perché proprio provandone tante sulla mia pelle ho capito quanto possa condizionare la tua vita qualsiasi tipo di infortunio”.


 


Quanto è cambiata la Ginnastica Femminile e il modo di allenarsi e di gareggiare?

“È cambiato tutto tantissimo! Partendo dai metodi di allenamento per poi passare ad alimentazione, strumenti, prevenzione degli infortuni fino ad arrivare al livello di difficoltà. La Ginnastica è in continuo mutamento e aspira ad essere sempre più performante”.


 


Chi è stata la sua rivale più forte? E la tua migliore amica?

“Diciamo che qualche ‘annetto’ di ginnastica l'ho fatto e anche qualche gara. Nel corso degli anni le squadre sono cambiate molto e sicuramente di atlete forti ne ho affrontate tante ma, se ripenso alla mia carriera, credo che il mio peggior rivale siano stati gli infortuni! Se penso alla mia migliore amica mi viene in mente Paola Galante anche se, ultimamente, per i vari impegni ci siamo un po' perse di vista”.


 


Qual è il segreto della tua longevità?

“Penso sia la determinazione e la costanza. La prima nel voler raggiungere i propri obiettivi e la seconda nell'allenamento per rendere possibili gli stessi”.


 


Nel 2006 FB e You Tube non avevano ancora cambiato il mondo della comunicazione, oggi nello sport quanto conta essere Social?

“Nel corso degli anni lo sport è stato sempre più affiancato ai social, questi sono utili per avere un contatto con i fan, ma sono anche capaci di creare "mostri", io non sono mai stata accanita nell'usare i social network, forse potrei vivere benissimo anche senza, ma ormai sembrerebbe che il vero campione è chi ha più follower, e questo è abbastanza deprimente. Sono contenta che la gente conosca il mio nome per ciò che ho fatto in ambito sportivo e non per la mia capacità nel fare attività social”.


 


 


Alle Olimpiadi è più importante partecipare o vincere?

“Mio padre mi ha insegnato che non conta partecipare, ma vincere! Non mi accontento della partecipazione ma voglio il risultato, poi il risultato non deve essere per forza l'oro, ma vuol dire dare il tuo massimo e portare a casa il miglio risultato rapportato alle tue capacità e alle tue condizioni in quel momento”.


 


Se potessi tornare indietro cosa non rifaresti?

“Penso che rifarei tutto, eviterei volentieri qualche infortunio”.


 


Come si immagina Vanessa Ferrari tra dieci anni?

“Beh dieci anni sono tanti, la mia vita è una successione di gare che definiscono delle annate, per la mia capacità di guardare avanti spesso e volentieri non guardavo indietro e ciò ha fatto sì che dal 2006 ad oggi io abbia partecipato a un numero di gare che non ho il coraggio di contare”.


 


A Tokyo il giapponese Watanabe succede a Bruno Grandi alla presidenza della FIG mentre Donatella Sacchi è stata eletta presidente del Comitato Tecnico Femminile al posto di Nellie Kim, cosa cambierà secondo te?

“Non so, quando si parla di vertici così alti penso che non sia il mio compito, al momento. Ho sempre fatto l'atleta e di cambiamenti ne ho visti ma non sono essi a condizionare le mie prestazioni e il mio recupero. Conosco Donatella e le auguro il meglio per questo nuovo incarico”


 


C'è una ginnasta tra le piccole del progetto di Tokyo 2020 che ti somiglia?

“Negli ultimi anni ho avuto il piacere di allenarmi e veder crescere giorno per giorno queste ragazze, sono ottime atlete con una grande prospettiva per il futuro. Non saprei associare nessuna in particolare a me, ognuna ha le proprie armi. Però se dovessi guardare tutte e vedermi in qualcuna di loro, penso che mi vedrei bene in Alice D'Amato, ammiro molto la sua grinta e la sua spensieratezza nel partire per un esercizio senza paura di niente, mi ricorda qualcuno dieci anni fa. Detto questo le ammiro davvero tutte!”