La Costa Azzurra da oggi lo sarà ancora di più. Merito della Nazionale Italiana di Trampolino Elastico che all’Azur Arena di Antibes ha fatto un altro piccolo passo verso l’agognato e definitivo salto di qualità. Ci sta lavorando da tempo il DTN Giuseppe Cocciaro, coadiuvato dal team manager della Sezione Ermes Cassani, e, visto quello che il dirigente marchigiano ha ottenuto di recente nell’artistica maschile, c’è di che dargli retta. Un’ulteriore conferma è arrivata dalla Francia. “Gara ben organizzata – ci racconta il tecnico Luigi Meda - speriamo ne facciano altre in futuro, magari qualche world cup o un evento più importante. Merita davvero”. Come dargli torto, vista anche la cornice turistica di Juan-les-Pins.

Venendo alla gara, Isabella Murgo è apparsa in crescita, finalmente in finale con 13.4 di difficoltà, quindi nemmeno con il suo massimo che arriva a 14. La ginnasta della Milano 2000 ha ancora ampi margini di miglioramento. Non sfigura neanche Letizia Radaelli che anzi riceve applausi da tutti, pur confrontandosi con senior più grandi di almeno quattro anni. Ai ragazzi manca un po’ di cattiveria e di esperienza, ma sia Marco Lavino che Samuele Patisso Colonna hanno incrementato il livello tecnico, risultando più competitivi. Anche loro faticano ancora ad esprimersi al meglio. L’alfiere della società meneghina ottiene la finale con una wild card. Andrea Radaelli, infine, il più piccolo della truppa, fatica a reggere il confronto con i big e si perde. È giovane, deve farsi le ossa, ma ne sentiremo parlare.

“Ormai ben figuriamo ovunque – ci tiene a precisare Meda - E riceviamo complimenti da tutti”. Il Torneo Internazionale si chiude con le sfide valide per un posto sul podio. La Murgo guadagna tre posizioni e con il personale di 51.020 saluta dal quinto gradino dell'individuale donne. L'oro va alla britannica Bryony Page (56.250), davanti alla connazionale Isabelle Songhurst (53.560) e alla francese Clea Brousse (52.120). Tra i maschi si impone il padrone di casa Julian Chartier (60.070), vanamente inseguito dal portoghese Gabriel Albuquerque (59.670) e dall'inglese Andrew Stamp (59.370). Patisso Colonna tira l’esercizio, ma sul quarto salto rischia troppo, abbassando il resto della routine. Con 56.240 conclude al settimo posto, come tutta la delegazione FGI è al settimo cielo. Per le medaglia manca qualcosa, è vero. Ad Antibes però è apparso chiaro che manca sempre meno.