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Stati uniti più forti della malasorte. La Cina penalizzata va fuori dal podio.
Anaheim - Il mondiale salvato dalle ragazzine. Pur prive della capitana Ashley Postell, campionessa del mondo alla sbarra a Debrecen e di una pedina importante come la Kupets, all-arounder nei Trias 2003, le statunitensi sbancano questa finale con la formula 3 su 3 nel solo modo possibile, sbagliando meno delle altre. Pochi i commenti positivi orecchiati tra gli addetti ai lavori su questa nuova formula, che non premierebbe il valore complessivo di una squadra, che è composta da sei elementi. Comunque alle americane sono andati i complimenti, tra gli altri, di Octavian Bellu, coach della Romania giunta seconda con largo distacco. A lui va comunque il merito di aver rifondato un gruppo vincente nel giro di poco più di un anno. Inaspettato bronzo per la sorprendente Australia, trascinata da una Slater in stato di grazia. L’esportazione di tecnici dai paesi ex sovietici è il segno di globalizzazione che ormai coinvolge anche il mondo della ginnastica. Cina quarta per pochi centesimi anche a causa di una penalizzazione di 0,20 rimediata alla trave. La giovane Fan Ye aveva effettuato un paio di flic flac sul podio per riscaldarsi in attesa del suo turno. Detto questo, per il resto anche le asiatiche sono passate attraverso la forche Caudine del nuovo regolamento pagando due cadute, al volteggio con la Wang e alle parallele con Fan.
Un mondiale non è tale senza un “giallo” che si rispetti, e questo non fa eccezione. Imputata la giuria delle paralle, rea di non aver applicato la stessa rigidità nei confronti della statunitense Vise, prima salita in pedana per l’esercizio alle parallele e poi ridiscesa perché priva di numero sulla schiena nonostante fosse partita la luce verde per chiamare l’inizio dell’esercizio entro i 30 secondi, tempo non rispettato dall’atleta del team di Martha Karoly. Nei termini di regolamento FIG l’esercizio andava valutato zero. Sprofonda al 6° posto la Russia, che per la prima volta dal 1995 non porta una squadra sul podio. Anche la sua stella, Svetlana Khorkina, incapace di andare oltre il 9.250 alle “sue” parallele, sembra non brillare più come una volta. Bene la Spagna, capace di una performance al corpo libero da spettacolo con il trio Mesalles,-Moreno-Gomez.
CLASSIFICA: 1. USA pt. 112.573; 2. Romania 110.883; 3. Australia 110.335; 4. Cina 110.259; 5. Spagna 109.722; 6. Russia 108.985; 7. Ucraina 108.235; 8. Brasile 107.297.