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Che hai “combinato” Italia? All’esordio continentale, con una squadra nuova e solo due anni di allenamenti alle spalle, tra lockdown e rinvii, le ragazze di Erica Loiacono e Marta Rigon chiudono nella Top Ten del concorso generale europeo. Dopo il 26.210 nel balance e il 25.430 nel dynamic, con i due minuti e mezzo odierni, mixati tra figure statiche, variazioni e lanci sulle note pompate degli Audiomachine, e premiati dalla giuria con un parziale combinato di 25.630, Amalia Solzi, Elisa Jandolo Cossu e Marta Peretta hanno scalato la loro piramide fino a quota 77.270, al nono posto assoluto di un All-Around dominato dalla Russia (87.690), davanti a Belgio (85.010) e Portogallo (84.610). “Oggi presentavano tutti le parti più stabili e di maggior difficoltà di ciascuna delle altre due routine – commentano in coro – Noi siamo molto soddisfatte dell’artistico, e poco importa se abbiamo sporcato l’esecuzione. Quando siamo partite temevamo di arrivare ultime, invece siamo tra le migliori dieci, con ampi margini di miglioramento, in futuro, soprattutto nella prestazione in campo gara”. Tre decimi persi per una penalità di tempo sulla prima verticale e qualche altra sbavatura che nel warm up non c’era stata, lasciano un po’ di amaro in bocca. “E’ un peccato, dietro le quinte avevano fatto tutto meglio del solito – conferma la Rigon, che si era raccomandata con le ragazze di resettare la mente dopo il clamoroso risultato della qualifica nella finale balance di domani – È normale che facendo bene si alzino subito le aspettative”. Il trio di Vignate, in effetti, è andato oltre le aspettative e da cenerentole si sono trasformate presto in cacciatrici, sotto gli occhi del presidente federale Gherardo Tecchi, del numero uno di Losanna Farid Gaybov e dei figli del prof. Bruno Grandi, giunti appositamente da Forlì per assistere alla rassegna di Acrobatica. “Hanno fatto una bellissima figura – continua l’allenatrice federale – ed era il nostro obiettivo. Al debutto senior in campo internazionale hanno tirato gli esercizi, partendo dal più complicato, il dinamico, e centrando la final eight del balance. L’adrenalina è schizzata a mille, perché non ce l’aspettavamo e perché, come tutti, venivamo dalle difficoltà dell’emergenza pandemica, senza gare o opportunità di confronto. Abbiamo lavorato sulla concentrazione e nella training hall le ho viste pronte. Poi la gara è gara e c’è stato un errore. Ripartiremo da questa esperienza”. Due giorni da incorniciare, il terzo da prendere e portare a casa, per studiare cosa è andato bene e cosa meno. Tanto di cappello alle nostre ginnaste, che hanno fatto cambiare i programmi delle loro famiglie, costringendo le mamme, i papà, fratelli, sorelle, nonni e zii, a rimanere a Pesaro per quattro giorni, fino alla fine. “Qualche allenatore in verità ci ha dovuto lasciare e a malincuore – ci hanno svelano sorridendo – ma dovevano tornare a lavoro”. La coreografia del Combinato è piaciuta tanto, la storia è basata su una storia dark e dei personaggi abbastanza cattivi. “E’ molto aggressiva e studiata sulla teatralità dei movimenti – conclude la Rigon – E’ un esercizio un po’ animalesco, create proprio con questa idea irruente e battagliera”. Esisteva già uno scioglilingua sulle tre tigri. Ma questa sera le abbiamo viste in carne, ossa e body sulla pedana della Vitrifrigo Arena.

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