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Sulle frequenze di Capodistria l’Italia della ginnastica si sintonizza di nuovo sul “We are the champions” che tanto ci mancava e grazie ad Andrea Cingolani trova la prima medaglia in una diciplina olimpica del dopo Tokyo. E che questa medaglia sia arrivata proprio dalla Sezione Maschile, l'unica che dal Giappone è tornata a mani vuote, è un bell'auspicio sulla road to Paris 2024. L’Aviere dell’Aeronautica Militare ha conquistato il bronzo agli anelli con il punteggio di 14,200 (D. 6,00 E. 8,20) alle spalle dell’austriaco Vinzenz Hoeck, oro a quota 14.800, e del russo Ilya Kibartas, secondo con 14.400, bissando il piazzamento di Salvatore Maresca nel 2019. Dopo un inizio ed una parte centrale di ottima fattura il ginnasta allenato da Sergij Kasperskyy, che in qualifica aveva ottenuto il secondo parziale con 14.400, si è squadrato presto prima dell’uscita ed ha sporcato l’arrivo con un passone. “Mi dispiace per l’errore finale  che mi è costato almeno tre decimi e senza il quale avrei preso di certo l’argento – ci ha detto “Cingo” al telefono - tuttavia sono contento di aver rotto il ghiaccio portando una medaglia alla missione slovena, che spero non sia l’unica”. Insieme al trentunenne cresciuto nella Virtus Pasqualetti di Macerata hanno gareggiato oggi anche Mario Macchiati e Lorenzo Casali, entrambi al corpo libero, piazzandosi, purtroppo, nelle ultime due posizioni della final eight vinta dal russo Kirill Prokopev con 14,650, davanti al canadese William Emard, finito sulla piazza d’onore con il suo 14,550, e all’ucraino Illia Kovtun, terzo con 14,300. “Ho cercato di dare il massimo in un esercizio inedito che necessita ancora di un po’ di rodaggio – ha dichiarato il ginnasta della Fermo 85 - Alcune imprecisioni sugli arrivi non mi hanno permesso di andare oltre questo  13,450 (D. 5,60 E. 7,950 Pen. 0,10) e la settima piazza. Adesso mi concentrerò sulla finale alle parallele di domani, poi, tornati in palestra tireremo le somme”. Ancora più preciso e tecnico il commento del talentino della Giovanile Ancona: “Ho commesso un errore sul tre e mezzo che anticipa il salto teso con mezzo giro, facendo un avvitamento in meno e perdendo punti sulla nota di partenza,  però alla fine sono riuscito a confermare la struttura dell’esercizio, con un buon due doppio e un doppio teso. Continueremo a lavorare su questa impostazione da riproporre meglio in futuro”. Per la cronaca l’albanese Matvei Petrov si aggiudica la competizione al cavallo con maniglie, dove non c’erano italiani, con il punteggio di 14,650. Secondo posto per Kovtun, che, malgrado lo stesso totale, 14,650, sconta l’esecuzione più bassa di un decimo (8,450 contro 8,550). Bronzo per uno specialista come il croato Filip Ude (14,200). Domani la World Challenge Cup di Koper ospiterà le ultime finali con l’accoppiata Macchiati e Casali impegnata alle parallele pari e il duo Carlo Macchini e Matteo Levantesi sulla sbarra. Rimanete sintonizzati, perché su Radio Capodistria potrebbero anche passare l’Inno di Mameli.

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