Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Il Concorso generale olimpico dell’accoppiata azzurra D’Amato-Maggio inizia a fari spenti nei sestetti della parte bassa della classifica. Martina apre con un corpo libero depotenziato, a causa del ginocchio dolorante: doppia in accosciata, salto teso avanti, doppio carpiato, enjambé anello, enjambé cambio anello, Tsukahara e doppio giro in presa, salto tempo e doppio raccolto finale. L’esercizio montato da Rodica Demetrescu sulle note di “Uno”, il singolo del gruppo musicale russo Little Big, porta alla brianzola i primi 13 punti, con 5.30 di difficoltà e 7.700 in esecuzione - tre decimi in più rispetto alle qualifiche - sotto gli occhi soddisfatti di Marco Campodonico. Contemporaneamente saliva sulla trave Alice, con la gemella Asia e Vanessa Ferrari a fare il tifo dalle tribune, insieme al DTN Enrico Casella e al capogruppo Roberto Pentrella. A bordo pedana con lei c’è Monica Bergamelli. La “twin” genovese inizia con un salto avanti, al quale segue il salto avanti carpiato, un flic, e poi purtroppo la caduta. La routine riprende con il salto teso smezzato, l’enjambe cambio, l’enjambe, l’enjambe sul posto, il doppio giro in accosciata, l’enjambe cambio ad anello, la ribaltata senza mani, l’enjambe 180° trasversale alla trave e la rondata, per chiudere poi con i due avvitamenti in uscita. A causa dell’errore di cui sopra non supera quota 11.633 (D. 5.3 E. 6.333). Nella seconda rotazione la Maggio porta a terra il suo Yurchenko teso 720° in fondo alla rincorsa del volteggio e aggiunge alla sua classifica altri 14.033 punti (D. 5.00 E. 9.033). La D’Amato conclude il giro sul quadrato centrale con un’altra invenzione della Demetrescu, accompagnata, questa volta, con la melodia di "I Wanna Dance" di Artem Uzunov: doppio giro in accosciata, rondata, flic, doppio salto teso, rondata, flic, triplo avvitamento, doppio giro impugnato, doppio giro in passè, enjambe cambio, strug, enjambe con 360°, enjambe cambio ad anello, ribaltata e uscita con un teso avanti 720°. La giuria, nella quale siedono anche Donatella Sacchi e Maria Cocuzza, valuta la sua prova con un 12.966 (D. 5.00 E. 7.966). Nella tribuna delle delegazioni, in prima fila, ci sono Simone Biles e Jordan Chiles, che seguono le compagne Jade Carey e Sunisa Lee, che alla fine vincerà l’oro con 57.433 davanti alla brasiliana Rebeca Andrade, argento con 57.298, e alla russa Angelina Melnikova, bronzo a quota 57.199. Nella terza rotazione la ventenne di Villasanta vola tra gli staggi asimmetrici, mettendo in fila Ray, pak, Stalder 360°, Shaposnikova, Thachev, tarzan , piantata 360°, fioretto stacco, granvolta petto 180°, granvolta cubitale e granvolta cubitale 180°. Al doppio carpio stoppato, con l’appaluso, segue il parziale all’attrezzo di 12.466 (5.50 - 6.966). Nel frattempo l’altro agente delle Fiamme Oro, dopo lo Yurchenko 720°, trova in fondo alla pedana dei 25 metri un 14.300 (D. 5.400 E. 8.900), leggermente inferiore al personale in qualifica, ma meglio del 14.166 della finale a squadre. Al suono della campanella, sull’ultimo giro, mentre al corpo libero si giocavano le medaglie e il presidente della FIG Morinari Watanabe seguiva gli sviluppi con trepidazione, vicino al numero uno dell’European Gymnastics Farid Gayibov, la Maggio terminava alla trave la sua prima esperienza olimpica. Enjambè cambio, enjambè , enjambè pari, flic, salto teso smezzato, giro in passè, enjambè cambio ad anello, ruota senza, ribaltata senza, enjambe trasversale alla trave, costale, doppio giro in accosciata. Dopo la rondata e il teso 540° giunge l’ultimo punteggio, 13.066 (D. 5.00 E. 8.066), che porta Martina al 19° posto assoluto con 52.565. Un gradino avanti ad Alice, che saluta dagli staggi con Shapo, Thachev, Ricna unito, pak, Shapo 180°, cubitale, cubitale 360° e doppio avanti con mezzo. Il 13 tondo (D. 5.90 E. 7.100) la colloca al ventesimo posto con il totale di 51.899. A Rio de Janeiro, nel 2016, Carlotta Ferito aveva concluso in dodicesima posizione, davanti alla Ferrari sedicesima. “Dopo dodici esercizi in cinque giorni mi sento un po’ cotta – ha dichiarato la D’Amato in zona mista – Però ho portato a casa tre competizioni alle Olimpiadi, che non sono proprio come le gare regionali. Quindi, la di là della stanchezza e dei dolorini, c’è tanta soddisfazione. Iniziare alla trave non è mai facile e, malgrado la caduta, penso di aver portato a termine un buon esercizio. A corpo libero e volteggio ho provato a resettare l’errore precedente, poi in parallela mi son detta, tentiamo di fare l’uscita con mezzo, tanto non avevo nulla da perdere. L’ho sporcata, ma almeno c’ho provato. Questi Giochi mi lasciano un ricordo bellissimo, credo di aver fatto alla grande le prime due gare, in qualifica e nella finale a squadre, mi sono tolta le mie soddisfazioni. Anche questa però non è andata male, dai. Ho seguito poco la lotta al vertice, tuttavia sono rimasta incantata dalla Andrade. Con i problemi fisici che aveva avuto ha fatto un’Olimpiade eccezionale. Peccato quelle uscite di pedana proprio al fotofinish, l’emozione di correre per il titolo gioca brutti scherzi. Domani ripartiamo per l’Italia, non vedo l’ora di abbracciare la mia famiglia. Poi un po’ di vacanza, dal 16 di agosto siamo a Riccione, e da settembre si ricomincia. Non si molla mai!”. La scommessa interna allo spogliatoio delle fate, con il pegno che non ci sveleranno mai, se l’è aggiudicata la Maggio, finita davanti alla compagna per poco più di sei decimi: “Ho dovuto semplificare la riga in avanti al corpo libero togliendo il doppio teso, per il solito problema al ginocchio che mi assilla dalla prova podio – ci svela l’agente lombardo - ma sono contentissima di come è andata la finale. Non avevo nulla da perdere, anzi, al contrario, volevo proprio godermela. C’è stata una piccola imperfezione alle parallele, per il resto nulla da dire. Adesso me ne andrò con tanta felicità nel cuore, perché la mia carriera è stata complicata, piena di infortuni, ed essere qui era già un grande traguardo. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato a raggiungerlo: i miei tecnici, la mia famiglia e, in modo particolare, il mio fisioterapista, Salvatore Scintu, che mi ha rimesso in piedi. Sono felice per Suny (l’americana Sunisa Lee), è una ginnasta molto forte, una bravissima persona e, sinceramente, io tifavo per lei. Seguiremo Vanessa dall’Italia, è il suo momento. Se lo merita, ha tanta esperienza. Deve pensare soltanto a fare il suo. Forza Vany, sventola il tricolore anche per noi!”.

CLASSIFICA CONCORSO GENERALE FEMMINILE