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Tra pochi giorni, il 3 agosto, Franco Menichelli compie 80 anni. Il ginnasta romano, vincitore di cinque medaglie in tre edizioni dei Giochi, raggiungerà questo importante traguardo proprio mentre a Tokyo - dove conquistò l’oro al corpo libero, l'argento agli anelli e il bronzo alla parallele pari - sono in corso di svolgimento le gare olimpiche di ginnastica.

“Sto seguendo – ci ha confermato al telefono - Non tutto ma le Olimpiadi me le guardo sempre con piacere. Mi sembra una rassegna abbastanza surreale, senza pubblico manca decisamente qualcosa. Però con le prime medaglie italiane l’evento sta prendendo quota e sono sicuro che sarà uno spettacolo, giorno dopo giorno, sempre più avvincente”.

L’angelo azzurro, che volò come Icaro, senza bruciarsi, fino sul Sol Levante, gareggiò dal 18 al 22 ottobre di cinquantasette anni fa, imponendosi al corpo libero davanti al russo Viktor Lisitsky e Yukio Endo, pari merito sulla piazza d’onore. Quello fu l’unico oro della ginnastica italiana ai Giochi di Tokyo 64, tra i 14 complessivi della storia federale. Menichelli, che al corpo libero aveva ottenuto un bronzo anche nel 1960, uguagliando il piazzamento di Mario Lertora a Los Angeles nel 1932, quattro anni più tardi diventò il solo ginnasta del nostro paese in questa specialità a salire sul gradino più alto del podio el Cio.

“Sono passati cinquantasette anni, mamma mia. Però quel ricordo me lo porto dentro. Tokyo è una città importante non soltanto per la mia carriera, ma nella mia vita. Ho seguito la gara a squadre maschile e il concorso individuale e mi è sembrato di rivedere i due blocchi dei miei tempi, quando i mostri di Unione Sovietica e Giappone si affrontavano per la conquista della terra. A Roma, insieme a Gianfranco Marzolla, Orlando Polmonari, Angelo Vicardi e i fratelli Carminucci, Giovanni e Pasquale, riuscimmo ad arrivargli quasi vicini, vincendo il bronzo. Questi giovanotti sono stati bravi, ho visto una bella ginnastica. Ormai fanno cose incredibili!”.

Nello stesso attrezzo di Menichelli, un’altra italiana sta scrivendo pagine nuove e straordinarie sul grande libro dell’artistica planetaria. Vanessa Ferrari, al comando della classifica di ammissione del corpo libero, lunedì prossimo, il 2 agosto alle ore 18.30 (le nostre 11.30), ha la terza possibilità consecutiva, dopo i quarti posti individuali di Londra e Rio de Janeiro, di entrare nella leggenda. Eccetto, infatti, le piccole Pavesi d’argento nel 1928, nessun’altra ginnasta dell'artistica italiana ha mai vinto una medaglia olimpica nell’ultracentenario palmares di questo sport. E dopo esserci andata di nuovo vicino, martedì 27, con le compagne Martina Maggio, Asia e Alice D’Amato, adesso la Ferrari ha un’altra chance personale, che si è caparbiamente costruita in un lustro lastricato di ostacoli.

“Vanessa se la merita quella medaglia, c'è poco da dire – sentenzia Menichelli, senza alcuna esitazione - Dovrà mettercela tutta. Ma lei lo farà, perché non può farne a meno, è nel suo DNA di campionessa. Per il quarto posto di squadra non ci sono parole, le nostre ginnaste sono state bravissime. Purtroppo hanno fatto proprio come noi con la maschile nel ‘64, quando finimmo dietro alla Repubblica Democratica Tedesca”.

Sarebbe un sogno festeggiare il compleanno di Franco Menichelli regalandogli, proprio alla vigilia dell'ottuagenario, un bellissimo deja vù. Dal presidente Tecchi alla delegazione di Tokyo, guidata dal Segretario Generale Roberto Pentrella, tutti si augurano la doppia festa, con un "fil rouge", rosso Ferrari, che leghi il dono del1964 a quello del 2021. Cinquantasette anni dopo!

“La ginnastica va avanti, evolve continuamente – conclude l’olimpionico dalla sua casa nella Capitale - e non è facile restare ai vertici, perché anche le altre nazioni crescono molto velocemente e la concorrenza è sempre più forte. Gherardo (Tecchi, nda) sta facendo un grande lavoro. Devo fare i complimenti alla Federazione per l’immagine che sta dando del nostro movimento. Come festeggerò mercoledì? Con la mia famiglia. Sarà una giornata semplice e piena di affetto, con accanto mia moglie, i figli, i nipoti, e mio fratello. Speriamo di non commuoverci troppo!”