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Vany is back! Dopo 11 mesi di assenza dalle pedane internazionali a causa di una doppia operazione ai piedi, Vanessa Ferrari torna in Coppa del Mondo e conquista la medaglia d’argento nella finale al corpo libero, con il personale di 13.700 punti. Accanto a lei Lara Mori, bronzo a quota 12.900. Davanti ai due caporali dell’Esercito italiano, entrambi in forza al Centro Sportivo della Cecchignola, l’americana Jade Carey, già protagonista ieri nella “final eight” al volteggio e medaglia d’oro, oggi, con 14.366 punti, gli stessi della qualifica. Quella di Melbourne è stata la seconda tappa del circuito delle World Cup 2020, dopo Cottbus (in realtà disputata nel 2019) e prima di Baku (12-15 marzo) e Doha (18-21 marzo). In palio i punti utili per la corsa al pass olimpico del corpo libero femminile. Vany e Lara, amiche nella vita, sono dunque rivali in pedana, perché soltanto una delle due potrà proseguire sulla Road to Tokyo 2020. Jade Carey permettendo. La 19enne di Phoenix – iridata a squadre al Mondiale di Stoccarda - al momento guida la classifica speciale del biennio, ma una probabile qualifica al volteggio la escluderebbe, lasciando campo libero a un duello tutto interno alla FGI.

La Ferrari, se alla fine dovesse prevalere lei, scriverebbe ancora una volta la storia malgrado i tanti infortuni che l’hanno tenuta bloccata. Nessuna ginnasta italiana ha mai preso parte a quattro edizioni dei giochi olimpici. Al momento Vanessa - presente già a Pechino, Londra e Rio de Janeiro - divide il primato, a quota tre, con Monica Bergamelli e Miranda Cicognani, anche se ha tutta l’intenzione di puntare più in alto. Dopo i successi ai Mondiali e agli Europei, alla soglia dei trent’anni, la stella di Aarhus 2006 cerca ancora la consacrazione del podio a cinque cerchi, sfuggitole di un niente al corpo libero sia nel 2012, quando arrivò terza in ex aequo con la Mustafina e vinse la russa per la migliore esecuzione, sia nel 2016, quando da terza in qualifica si vide soffiare il bronzo dalla britannica Amy Tinkler, prendendo un altro legno. Accanto alla ginnasta di Orzinuovi c’è un’altra piccola grande campionessa, magari con un palmares più ristretto della sua compagna di viaggio, ma con un trascorso e uno spessore umano non certo inferiore. All’attivo del “Giglio di Montevarchi” brillano i successi ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona, alle Universiadi di Napoli, agli Assoluti di Perugia e di Riccione, oltre alle tante finali di prestigio, compresa quella iridata a Montreal nel 2017, la stessa nella quale la Ferrari si infortunò alla caviglia. La Mori diede un forte contributo al gruppo dello scorso quadriennio per la qualificazione in Brasile e alla fine, purtroppo, per scelta tecnica le furono preferite altre atlete. Il suo sogno olimpico, dunque, ha origini lontane ed è tutt’altro che sopito. Vinca la migliore, verrebbe da dire, purché sia un’italiana.

Per la cronaca c’è ancora una ulteriore card olimpica a disposizione dell’Italia. Si può prendere con il circuito della All around World Cup. È un pass numerico, non nominativo, che la nostra GAF potrebbe strappare tra Milwaukee (7 marzo), Stoccarda (21-22 marzo), Birmingham (28 marzo) e Tokyo (4-5 aprile), oppure attraverso gli Europei a Parigi (30 aprile-3maggio). La delegazione della Femminile, per ora conta le quattro della squadra, bronzo mondiale nel 2019, ma se ne potrebbero aggiungere altre due, perfezionando l’en plein dei posti Paese a disposizione. Per la maschile, invece, oltre ai due avieri dell’Aeronautica Militare, Ludovico Edalli e Marco Lodadio, ci sarebbe posto per un altro generalista. Non con le Coppe del Mondo, dove gli azzurri non andranno, ma con la rassegna continentale di Baku (27-31 maggio).

La seconda giornata di finali, nell’Hisense Arena australiana, ha visto ginnasti e ginnaste sfidarsi anche sulla trave, al volteggio maschile, alle parallele e alla sbarra. Il podio della prima ha visto salire sul gradino più alto la giapponese Urara Ashikawa con 13.300 punti, seguita dall’inglese Ondine Achampong (pt. 13.166) e dall’ucraina Anastasiia Bachynska (pt. 12.933). La rincorsa sui 25 metri maschili, invece, ha visto trionfare il coreano Jeahwan Shin con 14.866 punti, a pochi centesimi di punto dal guatemalteco Jorge Vega Lopez, secondo con 14.783 punti. Bronzo per l’isrealiano Andrey Medvedev, a quota 14.550. Il programma ha visto poi gli otto migliori atleti gareggiare sugli staggi paralleli. Il russo Vladislav Poliashov si è imposto con 15.200 punti sul giapponese Yusuke Tanaka (pt. 15.166) e sul vietnamita Phuong Thanh Dinh (pt. 14.933). Infine alla sbarra è stato incoronato l’”Olandese volante” Epke Zonderland, oro con 14.900 punti. Dietro all’olimpionico alla sbarra di Londra 2012, il kazako Milad Karimi (pt. 14.500) e l’australiano Mitchell Morgans (pt. 14.233).