Data pubblicazione
04 aprile 2026
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Sofia - Bindi, che clavette! Anche le junior Cassano, Godioz e Marletta passano il turno. E il Team Baby chiude al 5° posto
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- Scritto da David Ciaralli
- Categoria: News
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Alla “Sofia Cup” 2026, torneo internazionale organizzato dopo la tappa di Coppa del Mondo che, nemmeno cinque giorni fa, aveva premiato a suon di medaglie Sofia Raffaeli e le Farfalle azzurre, questa volta sono le padrone di casa della Bulgaria a dettare legge. Ad imporsi nel concorso generale senior, infatti, è Anastasiya Kaleva, che con 107.250 tiene a distanza la rumena Andreea Verdeș (103.600) e l’altro idolo locale, Yanitsa Dineva (103.050), staccate tra loro di poco più di mezzo punto. Kaleva non domina in un attrezzo in particolare, ma resta sempre stabilmente sopra il 25, mentre Dineva, ad esempio, costruisce il proprio bronzo soprattutto su clavette (27.100) e nastro (27.600), i migliori parziali di giornata. Ai piedi del podio si inseriscono la cipriota Maria Avgousti (101.550) e la polacca Mariia Shybanova (100.050), ultime a superare quota 100. Da lì in poi la classifica si compatta, con distacchi minimi e una densità agonistica che rende ogni errore determinante. In chiave azzurra, Ginevra Bindi chiude al 9° posto con 98.250 punti, centrando una Top Ten significativa in un contesto di buon livello, anche se non pari a quello visto una settimana prima, nella World Cup. La ginnasta della S.G. Falciai mostra il suo picco alle clavette (25.500), attrezzo in cui riesce a combinare buone difficoltà e discreta pulizia esecutiva. Più indietro Asia Fedele, 18ª con 90.050. Nelle qualifiche di specialità è ancora Kaleva a guidare l’ottetto al cerchio con 28.100, seguita da Verdeș (27.850) e Shalueva (27.000), mentre Bindi si ferma in 14ª posizione (25.000). In ritardo, anche qui, la promessa dell’Armonia d’Abruzzo (23.850). Alla palla cambia la leadership: è Yanitsa Dineva a la pole position provvisoria con 26.050, davanti a Kaleva (25.800). Le italiane restano entrambe fuori dalla lotta per le medaglie, con Bindi 14ª (23.800) e Fedele 20ª (22.800). Alle clavette, però, come anticipato, arriva finalmente una gioia per il gruppo guidato da Monia Di Matteo: Ginevra è ammessa alla finale con il 7° punteggio, in una gara dominata ancora da Dineva (27.100). La bulgara appare imbattibile anche al nastro con il suo 27.600, al momento inattaccabile sia da Kaleva (26.950), sia da Verdeș (25.750). Bindi chiude 11ª (23.950), Fedele 20ª (22.650).
Anche nel settore giovanile la “Sofia Cup” sembra acclamare la scuola bulgara. Il team locale – composto come gli altri di due ginnaste - chiude difatti sul gradino più alto con 104.200 punti, staccando nettamente Spagna (95.250) e Turchia (93.400). L’Italia si inserisce al 5° posto con 92.650, grazie al lavoro eccezionale del binomio composto da Flavia Cassano ed Elodie Margot Godioz. A livello individuale spiccano il 26.650 di Siyana Alekova al cerchio, il 26.000 di Aleksandra Petrova alla palla e il 27.100 di Dea Emilova alle clavette, miglior punteggio dell’intero programma juniores. Un dato che evidenzia come anche tra le Under 16 il livello tecnico sugli attrezzi più complessi sia già estremamente elevato. Buoni segnali arrivano però anche dal vivaio azzurro, capace di inserirsi con continuità nelle zone alte delle classifiche per attrezzo. La stella della Ritmica Iris centra la finale al cerchio con 23.550, mentre quella della Ritmica Piemonte si qualifica sia alla palla (24.000) sia alle clavette (25.150), risultando una delle azzurre più solide e complete in gara. Presente al nastro anche Enrica Marletta, 8ª con il personale di 23.200, ma quinta dopo l’esclusione dei doppi passaporti, visto che ne passava solo una per Nazione. L’atleta della Gymnasium, in coppia con Ludovica Ajello della Cervia Ginnastica e Sport aveva collezionato un 86.900 con il Team Italia 2, superato da Italia 4, formato a sua volta da Emma Carleschi (Polimnia Romana) e Beatrice Rossi (Armonia d’Abruzzo), brava a raggiungere il totale di 88.150. Purtroppo il forfait di Veronica Zappaterreni, rimasta a Fabriano per un’indisposizione, ha impedito alla FGI e a Cristina Flavia Marsano (S. Giorgio 79), comunque impegnata su tre specialità, di mettere in campo il quarto Team juniores. Nel complesso, comunque, la competizione baby restituisce un quadro molto simile a quello delle big: Bulgaria avanti con margine, ma con un gruppo inseguitore ampio e competitivo. L’Italia, pur distante dai picchi di difficoltà delle migliori, mostra una buona profondità e una presenza costante nelle finali, segnale di un movimento in crescita e con prospettive interessanti nel medio periodo.
