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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

18 ottobre 2026

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Duecentotrentadue millesimi. Una distanza quasi impercettibile, sufficiente però a separare il traguardo dal suo raggiungimento. È questo il margine che divide la Nazionale italiana maschile dalla finale a otto dei Campionati del Mondo di ginnastica artistica di Rotterdam. Gli azzurri chiudono le qualificazioni al nono posto con 242.495 punti, immediatamente alle spalle della Colombia, ottava a quota 242.727. Un epilogo che lascia inevitabilmente un pizzico di amarezza, soprattutto per quanto mostrato nel corso delle sei rotazioni, ma che non cancella il valore di una prestazione complessiva impreziosita da tre qualificazioni alle finali individuali.

Il gruppo guidato dal coach Giuseppe Cocciaro, con Yumin Abbadini, Mario Macchiati, Niccolò Vannucchi, Simone Speranza e Gabriele Targhetta – oltre alla riserva Riccardo Villa - ha affrontato la sua quinta suddivisione con l'ambizione di confermare l'ItaliaGAM nell'élite del Pianetta dei Grandi Attrezzi. Un obiettivo sfiorato al termine di una gara combattuta, nella quale alcune imprecisioni hanno inevitabilmente inciso sul punteggio complessivo, senza compromettere la capacità degli azzurri di reagire e restare competitivi fino all'ultimo esercizio.

La classifica definitiva, completata anche la sesta e ultima suddivisione, vede il Giappone dominare il concorso di ammissione con 254.529 punti, davanti alla Gran Bretagna (251.460) e alla Russia (249.162). Quarta la Cina con 247.493, seguita dagli Stati Uniti (245.961), dalla Svizzera (244.430), dai padroni di casa dei Paesi Bassi (242.995) e, appunto, dalla Colombia (242.727). Sono queste le otto nazionali che si contenderanno il titolo iridato 2026 e i tre pass olimpici diretti per Los Angeles 2028. L'Italia è la prima delle escluse, appena 0.232 punti sotto la linea della qualificazione e a mezzo punto dagli olandesi.

Sesta ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, la rappresentativa FGI si è presentata a Rotterdam – nel primo confronto a squadre del nuovo quadriennio - con una formazione in parte ringiovanita, nella quale soltanto Ymin e Mario erano presenti a Bercy, due anni fa, nella spedizione francese a cinque cerchi. Un ricambio generazionale che richiede tempo, ma che ha già mostrato segnali incoraggianti. L'Italia, accompagnata in pedana da Alberto Busnari, Marco Fortuna e Gianmatteo Centazzo, comincia i suoi sei giri dal cavallo con maniglie, un attrezzo particolarmente ostico sul piano tecnico. Macchiati, uno degli elementi di maggiore esperienza del gruppo, perde la continuità dell'esercizio durante la seconda serie flop, quella con il mezzo mulinello russo, ed è costretto a interrompere la combinazione. Il suo punteggio finale è di 11.533 (D 4.600, E 6.933). Anche Speranza viene giù nel trasporto avanti in Thomas, e la caduta lo porta a concludere con un misero 9.633 (D 3.000, E 6.633), che, per fortuna, non entra nel totale. Nel sistema di qualificazione, che prevede quattro ginnasti impegnati su ciascun attrezzo e la somma dei tre migliori punteggi, il risultato di Simone viene scartato, mentre quello del polizotto fermano contribuisce necessariamente al 40.366 complessivo degli azzurri. A cambiare il volto della prima rotazione ci pensa Gabriele. Il campione europeo in carica, specialista delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, allenato da Gianmatteo Centazzo alla Spes Mestre, presenta la sua solita routine spaziale, premiata con 14.833 punti (D 5.900, E 8.933). Una prova convincente, nella quale riesce a gestire anche una leggera accelerazione nella fase conclusiva, mantenendo il controllo dell'uscita. Il punteggio del ventenne di Monza si rivela il terzo migliore delle qualificazioni. Davanti ci sono soltanto l'armeno Hamlet Manukyan, primo con 14.933, e il kazako Nariman Kurbanov, secondo con 14.866. Appena un decimo separa dunque Targhetta dalla vetta e soltanto 33 millesimi dal secondo posto. Prezioso, nella prima rotazione, anche il contributo di Yumin, autore di un solido 14.000 (D 5.600, E 8.400) che edulcora una partenza non semplice nella specialità forse di punta, in questo momento, della nostra rappresentativa.

La risposta della Nazionale arriva immediatamente agli anelli, dove il gruppo dimostra carattere e capacità di ritrovare concentrazione. Vannucchi è il nostro principe migliore nel castello orange con 13.600 punti (D 5.100, E 8.500), seguito da Speranza con 13.466 (D 5.200, E 8.266). Quest'ultimo presenta un programma molto stabile in aria, vanificato però dall’uscita sporca sullo Tsukahara avvitato, conclusa in piedi ma con due passi che incidono, e di molto, sulla valutazione della nota E. Yumin ottiene 12.400 (D 4.500, E 7.900), dopo ricorso presentato dallo staff italiano e accolto dalla giuria con la conseguente revisione del punteggio di difficoltà. Mario completa il quartetto con un 12.233 (D 4.000, E 8.233), ininfluente sul totale di squadra da 39.466 punti.

Il terzo attrezzo rappresenta uno dei passaggi cruciali della nostra gara. Sulla rincorsa dei 25 metri arrivano quattro salti che consentono alla Nazionale di recuperare terreno, anche se non tanto quanto avremmo sperato. E meritato! Abbadini presenta un Kasamatsu con un avvitamento, valutato 13.233 (D 4.400, E 8.833). Macchiati esegue un Kasamatsu con un avvitamento e mezzo, ottenendo 13.766 (D 4.800, E 8.966), mentre Vannucchi, con lo stesso salto, raggiunge 13.433 (D 4.800, E 8.733, penalità 0.100), coprendo il parziale di Yumin. Sì, perché poi arriva Speranza che propone un Kasamatsu con due avvitamenti e conquista un 14.100 punti (D 5.200, E 8.900), per un totale italiano di 41.299 punti. Il siciliano, cresciuto alla Nwe Sport con Luigi Peroli, è anche l'unico della truppa ad inseguire la final eight del volteggio. Desiderio che non si realizza malgrado il successivo Dragulescu, da 13.800 (D 5.200, E 8.700, penalità 0.100), e la media del 13.950, buona appena per l’11ª piazza e, vista la straordinaria concorrenza, per il ruolo di terza riserva.

La nostra rimonta prosegue alle parallele pari, dove il quintetto FGI realizza il miglior parziale della propria giornata: 41.032 punti. Mario Macchiati, che sugli staggi è nella sua “confort zone”, firma un convincente 14.133 (D 5.300, E 8.833). Una risposta importante dopo i tentennamenti a cavallo con maniglie e anelli. Alle sue spalle Niccolò aggiunge altri 13.533 punti (D 4.700, E 8.733) stoppando l’uscita con lo stick bonus da un decimo, e Yumin 13.366 (D 4.900, E 8.466). Simone con il suo volenteroso 13.300 (D 4.500, E 8.800) non aggiunge né toglie nulla al totale di 41.032 punti. Quattro esercizi completati senza cadute, con punteggi ravvicinati che testimoniano la compattezza del gruppo e la capacità di esprimere una ginnastica efficace, anche sotto pressione.

Il quinto giro ci consegna un'altra delle notizie più belle di questa domenica…mondiale. Alla sbarra l’aviere scelto dell’Aeronautica Militare, Yumin Abbadini, alza il braccio e si va a prendere un bel 14.166 (D 5.900, E 8.266). Una prestazione che, al termine delle qualifiche, gli varrà l'ottavo posto e l'accesso alla final eight di di domenica 25 ottobre. A guidare la graduatoria provvisoria è il giapponese Shohei Kawakami con 14.600, davanti al rappresentante di Taipei Chia-Hung Tang (14.566) e all'altro nipponico Shinnosuke Oka (14.500). Il bergamasco, allenato in via Ovada, a Milano, da Busnari, entra tra i migliori del ferro orizzontale con un distacco di appena 434 millesimi dal capolista. E in una sfida secca alla sbarra, si sa, può succedere sempre di tutto.  La rotazione italiana viene completata da Macchiati, autore di un altro buon esercizio da 13.100 (D 4.500, E 8.500), con arrivo inchiodato da stick bonus di + 0.1, Vannucchi con 13.000 (D 4.800, E 8.200) e Simone Speranza, che con 12.400 (D 4.200, E 8.200), anche stavolta, non incide sul 40.266 complessivo dei compagni.

L’ultimo ostacolo si chiama “corpo libero”. Niccolò, campione italiano con la Gymnastic Romagna Team del suo tecnico Roberto Germani, si perde nei due avvitamenti e mezzo e doppio salto avanti. Con la caduta il bronzo dei Giochi del Mediterraneo non può andare oltre gli 11.833 punti (D 5.600, E 6.533, penalità 0.300). Un episodio che, proprio sul più bello, incide inevitabilmente sul rendimento complessivo della rotazione, ma che non cancella il contributo offerto dal ginnasta toscano negli attrezzi precedenti, in particolare a parallele pari e a volteggio. La squadra deve quindi fare affidamento sugli altri tre atleti rimasti. Yumin fa legna con il suo 13.600 (D 5.000, E 8.600), Mario ottiene un altro 13.200 (D 4.700, E 8.500), mentre Simone con 12.966 (D 5.600, E 8.066, penalità 0.700), porta i punti generali del quadrato a quota 39.766 e la sommatoria definitiva, al termine delle sei rotazioni, a 242.495. Uno score che valeva l’ottava posizione fino al soprasso, proprio sul rettilineo dell’ultima suddivisione, da parte della Svizzera. Il distacco dalla Colombia, ultima qualificata alla finale mondiale, rimane di appena 232 millesimi. Una differenza minima, che inevitabilmente richiama alla memoria le difficoltà incontrate al cavallo e sul floor. Episodi che fanno parte della ginnastica, soprattutto quando si affrontano, di prima mattina, esercizi complessi, 24 complessivi, e si cerca di competere ai massimi livelli con avversari che concedono briciole di millesimi.

Accanto alle due finali di specialità, Rotterdam ci regala anche una qualificazione al Concorso Generale individuale maschile. Yumin Abbadini conclude le qualifiche all around al tredicesimo posto con il personale di 81.065 punti, conquistando l'accesso alla finale a 24 di giovedì 22 ottobre. A guidare la classifica del concorso generale, al momento, è il giapponese Shinnosuke Oka con 85.098 punti, davanti al connazionale, il campione in carica Daiki Hashimoto, secondo con 84.632, e al russo Arsenii Dukhno, terzo con 83.866. Saranno loro i principali riferimenti nella corsa al titolo 2026, in una finale nella quale, ovviamente, i punteggi del Q1 verranno azzerati. Per la delegazione di Fabrizio Lupi rimane un ulteriore pizzico di rammarico per Macchiati, che non va oltre il 31° posto con 77.965 punti, finendo seconda riserva. Il poliziotto marchigiano, 19° a Parigi, manca così di poco la possibilità di conquistare il secondo posto utile italiano nello scontro tra i titani generalisti, al termine di una gara nella quale ha comunque saputo reagire alla falsa partenza, offrendo poi prestazioni degne del suo blasone olimpico.

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QUALIFICHE CAVALLO CON MANIGLIE

QUALIFICHE SBARRA

 

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