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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

18 aprile 2026

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Lo sport come strumento educativo e presidio fondamentale nella prevenzione della violenza di genere, a partire dai più giovani. Questo il tema al centro dell’incontro “Sensibilizzazione contro la violenza di genere in ambito sportivo”, svoltosi presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti. Tra i protagonisti dell’evento, spicca la presenza di Andrea Facci, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, che ha rappresentato il mondo ginnico all’interno di un confronto istituzionale e sportivo di grande rilevanza. Insieme a lui sono intervenuti l’onorevole Sara Ferrari, capogruppo PD nella Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Femminicidio e su ogni forma di Violenza di Genere il presidente FISO Alfio Giomi, il numero uno del CIP Lazio Giuseppe Andreana, la giornalista e fondatrice dell’associazione ChangeTheGame, Daniela Simonetti, e Katiuscia Sibiglia, consigliera e presidente della Commissione Atleti della Federazione Sport Orientamento, promotrice dell’iniziativa.

Durante la giornata al CPO è emerso un dato particolarmente preoccupante: in Italia circa il 40% dei minori che praticano sport sarebbe esposto a potenziali situazioni di violenza. Un fenomeno che richiede interventi coordinati e strutturati, fondati su ascolto delle vittime, formazione continua degli operatori, introduzione di codici etici, gestione equilibrata dei carichi di lavoro, sicurezza degli impianti e presenza costante di figure adulte di riferimento. Nel suo intervento, Sara Ferrari ha delineato il quadro normativo vigente, richiamando l’importanza di rendere effettive le disposizioni attraverso azioni concrete. Centrale il tema del safeguarding, indicato come strumento imprescindibile per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, anche in ambito sportivo. La violenza di genere, ha sottolineato la deputata del Partito Democratico, resta un fenomeno sistemico legato agli squilibri di potere tra uomini e donne e richiede l’impegno collettivo delle istituzioni e delle organizzazioni sportive.

Daniela Simonetti ha presentato il frutto di anni di ricerca e impegno di ChangeTheGame, associazione nata per assistere le vittime, rompere il silenzio e promuovere la prevenzione, collaborando con le istituzioni. Sono emerse testimonianze forti di abusi su minori nello sport — fisici, sessuali e psicologici — con modalità ricorrenti: umiliazioni, palpeggiamenti, rapporti di potere, riti di iniziazione e isolamento delle vittime. Le tipologie identificate includono violenza sessuale (con o senza contatto), psicologica (umiliazione, esclusione), fisica (schiaffi, calci), negligenza e violenza fra pari. I luoghi e i fattori di rischio sono spesso gli stessi: spogliatoi poco regolamentati, trasferte senza adeguata presenza adulta, rapporti squilibrati allenatore‑atleta, cultura dell’omertà, coperture istituzionali e uso improprio dei social. Questi contesti favoriscono la normalizzazione dei comportamenti violenti. Per prevenirli servono azioni integrate: ascolto delle vittime, formazione continua, codici di condotta, regolazione dei carichi di lavoro, sicurezza delle strutture e vigilanza adulta.

In questo contesto, la presenza del presidente della Federginnastica Andrea Facci assume un significato particolare: la ginnastica, disciplina che coinvolge un numero elevato di giovani atlete, molte in età scolare, adolescenti e native digitali, è chiamata a svolgere un ruolo attivo nella promozione di ambienti sicuri, inclusivi e formativi. La partecipazione della FGI testimonia l’attenzione crescente del settore verso questi temi e la volontà di contribuire concretamente al cambiamento. Nella stessa direzione Alfio Giomi ha evidenziato come l’orienteering si configuri come una vera “agenzia educativa”, capace di superare i confini della pratica sportiva per incidere sul piano sociale e culturale.

A chiudere i lavori, Katiuscia Sibiglia ha ribadito il valore profondo dell’iniziativa: promuovere un’idea di sport che non si esaurisca nella competizione, ma che diventi spazio di educazione, tutela e crescita personale. Un progetto nato dall’esperienza e dalla volontà di trasformare percorsi difficili in consapevolezza e responsabilità, per uno sport sempre più attento alle persone e presidio di relazioni più sane.

(Nella foto Fiso.it da sinistra: Giuseppe Andreana, CIP Lazio, Alfio Giomi, Sara Ferrari, Katiuscia Sibiglia, Mauro Checcoli )

 

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