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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

28 giugno 2026

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Il contenitore di Ginnastica in Festa, che abbraccia tutta la ginnastica, dalla Silver alla GpT, tra artistica maschile e femminile, ritmica e parkour, un grande caleidoscopio capace di attrarre oltre quindicimila atleti, duemila tecnici, quasi 500 ufficiali di gara, per un totale di circa 40 mila persone, inclusi accompagnatori, famiglie e tifosi, in 10 giornate di programmi da dodici ore al giorno, non poteva mancare il colore e il calore dell’inclusione. Lo sport è per tutti, lo sport è salute: quante volte abbiamo sentito queste frasi, relata refero? Ecco a Rimini lo abbiamo visto con i nostri occhi, lo abbiamo toccato con mano, e… udite udite, è vero! Nella Fiera sono accadute cose che voi umani “sedentari” non potreste immaginare, avrebbe detto Rutger Hauer in Blade Runner. Atleti di vertice come le ragazze della squadra di ritmica, Viola Sella, Tara Dragas e Sofia Raffaeli, mettere una medaglia al collo di una campionessa LA o applaudire il rischio di un collega dei piccoli attrezzi maschili, impegnato nel primo torneo ufficiale di una disciplina che mancava dei requisiti CIO dell’universalità di genere. Abbiamo visto, alla sera, gruppi di ginnaste che, non contente dell’intera giornata trascorsa tra i padiglioni e in pedana, camminava in verticale sulla passeggiata riminese, nell’incredulità dei villeggianti scottati dal sole. Ma chi sono, si chiedeva la gente, ammirata, mentre faceva foto e video? Sono ginnaste, pensavamo con un pizzico d’orgoglio, e potreste esserlo anche voi, se lasciaste quegli smartphone per venire a muovervi in palestra. Abbiamo visto giudici continuare a parlare di ginnastica, anche a cena, stremati dopo aver giudicato per ore ed ore, come si parla di un amore estivo che però sai che non finirà mai. Abbiamo visto tecnici della Gymnestrada ripassare le loro composizioni scenografiche, atleti dell’acrobatica aerea riposare sui tessuti o ammirare la GIF dall’alto di un cerchio sospeso, cucciole dell’artistica dormire sui tappetini da fitness tra una competizione e l’altra, sognando magari una trave olimpica, mentre le madri si organizzavano come groupie con le maglie rosse e la scritta “mamma di Alice”, “mamma di Giulia”, “Mamma di Martina”. E abbiamo visto qualcos’altro di una bellezza indescrivibile: i ragazzi del Campionato Nazionale FISDIR ballare “La bomba” dei King África nell’Agora del quartiere IEG, mentre aspettavano i risultati della loro gara, per le premiazioni di rito. “Una mano en la cabeza, Una mano en la cintura” e il popolo della GIF che si scatena, alle 21.30 di venerdì sera, dimentico delle cene e degli aperitivi, come su un’astronave in volo dentro un universo parallelo, autosufficiente, che non vive di ciò che c’è fuori ma tira fuori ciò che ognuno di noi tiene dentro. E in questa libertà espressiva, che parte dall’attività motoria per diventare una filosofia di vita, una forma mentis, le attività di rilevanza sociale promosse dal nostro dipartimento ESG diventano una naturale prosecuzione di una dimensione ginnica alternativa. Nello stand Freddy campeggia il claim del partner tecnico storico di abbigliamento sportivo della Federazione: “The Art of Movement”. Alla Ginnastica in Festa, che poi è una Festa della Ginnastica, il movimento diventa arte visiva, performance sportiva, un'opera tridimensionale pensata per spostare fisicamente un corpo nello spazio, generando poesia motoria nella terra dei motori. E gli atleti con disabilità intellettiva relazionale lo fanno in maniera ancora più affascinante, perché non è mai scontata, prevedibile o convenzionale. L’originalità è un dono, e Simone Speranza, Niccolò Vannucchi e Thomas Grasso, nell’assistere al 1° Trofeo Special Olympics Italia, hanno riconosciuto il genio di quei loro compagni, seppur obbligati tra le maglie dei codici ginnici. Il presidente della Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali, Francesco Ambrosio, presente alle premiazioni, insieme a Linda Casalino, membro giunta del CIP, Comitato Italiano Paralimpico, hanno riconosciuto la potenza dell’innesto della loro rassegna ginnica all’interno dell’Olimpiade di Base della decana delle Federazioni Sportive, Ente Morale dal 1896, ossia dall’anno di svolgimento della prima Olimpiade moderna, ad Atene. Un innesto chimico che ha provocato un’esplosione di entusiasmo, ad un livello di galleggiamento paritetico che pone tutti, allo stesso modo, al di sopra del mare dell’emarginazione. Per diventare un ginnasta non serve altro che una voglia innata di saltare – noi diciamo volare – muoversi e divertirsi, con o senza gli attrezzi, e i giovani e le giovani del 3° trofeo RecuperAbile e Italian Gym for Life Challenge di GeoGym si muovono proprio in questa direzione. I trofei sono fatti proprio da loro, i ragazzi dell’omonimo progetto inclusivo che ha portato in azienda risorse umane speciali. Gli scarti di produzione in Poliuretano sono diventati la base del premio più ambito, gadget di un’esperienza agonistica che nasce proprio per non sentirsi scarti di niente e di nessuno. Nella perla dell’Adriatico, famosa per la sua ricettività turistica, l’accoglienza e l’apertura sportiva diventano, così, gli stendardi valoriali del dipartimento federale guidato dal vicepresidente vicario FGI Franco Mantero, e composto da professionisti dell’Environmental, Social, and Governance: Diego Lissandron e Mirko Rimessi, Nicola Di Benedetto, Massimo Contaldo, Roberto Ghiretti e Alessandro Pinto. Un ufficio che si è posto come obiettivo il risultato più ambizioso, quello di dare a tutti la possibilità di raggiungere i propri di risultati, al di là del livello e delle capacità, motorie e intellettive. “Una mano en la cabeza, Una mano en la cintura”, una mano sul petto, mentre suona l’Inno di Mameli, l’altra nella mano della propria compagna o del proprio compagno di squadra. Perché la bomba della partecipazione, del coinvolgimento, della condivisione, della collaborazione, dell’uguaglianza e delle pari opportunità, della giustizia sociale, della dignità, del rispetto, soprattutto delle differenze, è l’unica che vorremmo che ci scoppiasse nel cuore. 

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