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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

22 giugno 2025

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Alcuni di loro hanno solcato la pedana olimpica di Parigi 2024, insieme sono saliti sui grandi attrezzi continentali di Lipsia con l’orgoglio e la grinta di chi porta un’intera nazione sulle spalle, conquistando medaglie e cuori. E ora, a pochi giorni di distanza da quell’Europeo che li ha consacrati tra i protagonisti assoluti, Nicola Bartolini, Lorenzo Casali, Edoardo De Rosa, Yumin Abbadini e Gabriele Targhetta – assente solo Mario Macchiati - sono arrivati a Rimini, tra gli applausi e le emozioni del pubblico di Ginnastica in Festa.

È bastato un annuncio al microfono di Fabio Gaggioli per far vibrare il padiglione: “Ecco a voi la squadra maschile azzurra, reduce dai successi europei!”. E subito si è alzato un boato, una standing ovation spontanea, autentica, nata dal cuore di migliaia di giovani atleti, appassionati, famiglie e tecnici. Sul volto dei ragazzi visibilmente commossi si leggeva l’eco di quei giorni intensi e gloriosi vissuti in Germania. Le medaglie al collo raccontano più di mille parole.

Nicola Bartolini, capitano carismatico, ha affermato sorridendo: “Essere qui è speciale, perché qui è dove tutto comincia per tanti ragazzi”. Lorenzo Casali e Yumin Abbadini, compagni di viaggio e fatiche a 5 Cerchi, si sono lasciati andare a selfie, regalando a piccoli fan emozioni che forse porteranno nel cuore per sempre. Edoardo De Rosa e Gabriele Targhetta, con l’entusiasmo ancora fresco delle medaglie appena conquistate, hanno camminato tra i padiglioni della Fiera come giganti gentili.

A Rimini, oggi, non si è parlato solo di tecnica o risultati. Si è parlato di sogni, di fatica, di cadute, di risalite. Di un gruppo di giovani uomini che ha saputo trasformare una passione in orgoglio nazionale. E la loro presenza qui, tra i campi della “Summer Edition”, è diventata simbolo e ispirazione. Per chi comincia, per chi sogna, per chi crede che lo sport sia anche un racconto di cuore.

Li si è visti osservare con rispetto le gare dei più piccoli, scambiare parole coi tecnici di società, stringere mani e condividere risate. In quell’umanità autentica, lontana dai riflettori, sta forse la loro medaglia più bella.

Quella di oggi non è stata solo una celebrazione. È stato un passaggio di testimone, silenzioso e potente, tra chi ce l’ha fatta e chi sta provando a farcela. A Rimini, la ginnastica ha trovato i suoi eroi. E li ha ringraziati con il linguaggio che lo sport conosce: l’abbraccio sincero del pubblico.

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