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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

17 maggio 2026

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L’Italia della ginnastica ritmica chiude la World Challenge Cup del Portogallo con un autentico show azzurro. Dopo il trionfo di ieri, con la Raffaeli dominante nel concorso generale, le finali di specialità della domenica hanno consacrato definitivamente le nostre “Farfalle Individuali”, capaci di conquistare tre dei quattro titoli in palio e di riportare a casa sei podi complessivi in due, in un fine settimana da incorniciare. Alla Portimão Arena le protagoniste assolute sono state ancora una volta Sofia e Tara Dragas, interpreti di una due giorni incoraggiante in vista dei prossimi appuntamenti, in una trasferta che conferma lo stato di salute della coppia FGI a pochi giorni dai Campionati Europei di Varna.

Oggi la scena se l’è presa soprattutto la poliziotta friulana. L’asso di Spela Alenka Mohar ha firmato una domenica perfetta, conquistando due splendide medaglie d’oro, prima alla palla e poi al nastro. Nella prima finale è arrivata anche una straordinaria doppietta italiana: Dragas ha trionfato con 29.600 grazie a una routine potente, precisa e ricca di personalità, mentre Raffaeli, argento con 28.900, la scortava sulla piazza d’onore. Terza, staccatissima, la cipriota Vera Tugolukova, bronzo con 27.850. Per il 2007 cresciuto nell’ASU di Udine è poi arrivata anche la consacrazione al nastro, dove ha incantato pubblico e giuria con un esercizio magico chiuso a 29.950, miglior punteggio di giornata tra tutte le finali individuali. Alle sue spalle ancora Tugolukova con 28.850 e Alina Harnasko con 28.100. Per Dragas, già bronzo sabato nell’All Around, il Portogallo diventa così un ulteriore trampolino di lancio verso un futuro da protagonista.

Ma il weekend lusitano porta soprattutto la firma della nostra “Queen Olimpica”. La campionessa marchigiana allenata da Amina Zaripova, dopo la corona del generale di sabato, è tornata in pedana nella finale al cerchio regalando un’altra prestazione da fuoriclasse, al cospetto di una Varfolomeev sesta (26.800) e stranamente spenta (addirittura ultima al nastro con 25.250). Elegante, precisa e magnetica nell’interpretazione, il Vulcano di Chiaravalle ha ottenuto 29.250 salendo di nuovo sul gradino lusitano più alto, davanti alla turca Hatice Gokce Emir (28.350) e all’astro nascente stelle e strisce, la statunitense Rin Keys (28.300). Sofia si era qualificata anche per le finali a clavette e nastro, ma un lieve risentimento muscolare ha consigliato allo staff tecnico azzurro di fermarla a scopo precauzionale, evitando qualsiasi rischio in vista della rassegna continentale, in programma dal 27 al 31 maggio. Una scelta prudente che non cancella minimamente l’impatto della fuoriclasse sulla Challenge portoghese.

Soltanto alle clavette. Dunque, l’Italia non è riuscita a salire sul podio, con Tara comunque quarta con 28.050 nella finale vinta dall’israeliana Alona Tal Franco (29.650), davanti alla Tugolukova (29.100) e alla spagnola Alba Bautista (29.000). Il bilancio generale della missione resta però semplicemente straordinario: oro nell’All Around e al cerchio, argento alla palla per Raffaeli, due ori di specialità e bronzo nel completo generale per Dragas. Sei podi complessivi, quasi un filotto FGI, che iniettano tanta fiducia in vista per la prossima rassegna in Bulgaria.

Segnali di reazione arrivano pure dal gruppo. Le Farfalle di Germana Germani e Monia Di Matteo sono andate in crescendo rossiniano, e dopo il 18.850 alle palle, il 23.450 con cerchio e clavette, in qualifica, ottengono finalmente un buon 25.100 nella final eight del misto, a dimostrazione che la qualità c’è, bisogna solo aspettarla. Chiara Badii, Sasha Mukhina, Serena Ottaviani, Gaia Pozzi, Sofia Sicignano e Bianca Vignozzi finiscono così alle spalle dei quintetti di Germania, leader a 28.550, Israele (27.700), Spagna (27.050) e Stati Uniti (25.700). Nell’altra finalissima, quella con le 5 palle, cambia solo l’ordine degli addendi: si impongono, infatti, le iberiche con 27.900, davanti alle tedesche, comunque in grande ascesa, seconde con 27.700, e alle ragazze di Tel Aviv, terze a quota 26.500, davanti alla Francia.

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